✕

Il Covid, l’influenza e gli altri. Ecco come distinguerli dai sintomi

Il picco di incidenza delle sindromi virali è vicino, come fare a capire da quale malattia si è stati colpiti. “Ma i fragili se stanno male facciano il tampone”
2 minuti di lettura

Circolano tanti virus in questi giorni di Natale e Capodanno. Gli italiani colpiti sono, almeno, un milione alla settimana e non sempre è facile capire quale malattia li abbia contagiati, anche perché ormai in pochissimi si fanno il tampone se stanno male (ne esiste anche uno per intercettare l’influenza). “Possiamo parlare ci cocktail di virus”, sintetizza Fabrizio Pregliasco, igienista di Milano e direttore sanitario del Galeazzi: “Quelli respiratori sono 262”. In questa situazione è difficile stabilire sintomi caratteristici per le forme più diffuse ma comunque alcune indicazioni sono possibili.

Febbre e dolori per l’influenza

Pregliasco spiega che quest’anno l’influenza la sta facendo da padrona come numero di casi. “I sintomi sono molto tipici. L’inizio della malattia è di solito brusco, con febbre sopra i 38 gradi. Poi ci sono i dolori, o muscolari o articolari oppure di entrambi i tipi contemporaneamente. Inoltre si manifesta almeno un sintomo respiratorio”, come ad esempio la…

Circolano tanti virus in questi giorni di Natale e Capodanno. Gli italiani colpiti sono, almeno, un milione alla settimana e non sempre è facile capire quale malattia li abbia contagiati, anche perché ormai in pochissimi si fanno il tampone se stanno male (ne esiste anche uno per intercettare l’influenza). “Possiamo parlare ci cocktail di virus”, sintetizza Fabrizio Pregliasco, igienista di Milano e direttore sanitario del Galeazzi: “Quelli respiratori sono 262”. In questa situazione è difficile stabilire sintomi caratteristici per le forme più diffuse ma comunque alcune indicazioni sono possibili.

Febbre e dolori per l’influenza

Pregliasco spiega che quest’anno l’influenza la sta facendo da padrona come numero di casi. “I sintomi sono molto tipici. L’inizio della malattia è di solito brusco, con febbre sopra i 38 gradi. Poi ci sono i dolori, o muscolari o articolari oppure di entrambi i tipi contemporaneamente. Inoltre si manifesta almeno un sintomo respiratorio”, come ad esempio la tosse. Ci vuole tempo perché la malattia si risolva. Dura almeno cinque giorni ma anche una settimana. Bisogna mettersi l’animo in pace ed aspettare.

Il virus sinciziale e il rinovirus

Due virus piuttosto diffusi sono quello sinciziale e il rinovirus. Il primo è pericoloso per i bambini piccoli perché può provocare broncheoliti, con importanti sintomi come raffreddore, tosse e soprattutto respirazione affannosa, che può portare al ricovero. In chi è più grande il virus non ha effetti pesanti ma comunque circola, provocando manifestazioni simili a quelle di un’influenza. “Poi c’è il rinovirus – dice Pregliasco – In questo caso la sintomatologia è più semplice, quella tipica di un raffreddore”. Starnuti e naso chiuso, quindi.

Il Covid è trasversale

Ormai da tempo il coronavirus non è più pandemico e difficilmente provoca malattie gravi in chi non è fragile. “E’ un po’ una fregatura perché è trasversale – spiega sempre Pregliasco – Va da nessun sintomo, perché come sappiamo molto spesso è del tutto asintomatico, a forme che mimano l’influenza. Spesso, comunque, porta mal di gola, anche se le manifestazioni dipendono dalla storia della persona colpita, cioè dalla sua immunità ibrida. Ognuno di noi in passato è stato esposto, vuoi perché infettato, vuoi perché si è vaccinato. Il sistema immunitario reagirà ad un nuovo incontro col virus a seconda di come lo ha conosciuto in passato”.

Quali sono le cure

Pregliasco specifica che per i fragili che sviluppino sintomi è sempre importante fare il tampone, “perché se si scopre un’infezione da coronavirus è meglio somministrare subito i farmaci antivirali, cioè il Paxlovid”. Le persone sane che vengono infettate da un virus deve avere “un approccio di automedicazione responsabile. Vanno presi farmaci sintomatici, senza eccedere, per ridurre i fastidi provocati dalla malattia. Gli antinfiammatori vanno comunque bene, sia che si tratti di paracetamolo che di ibuprofene”. Resta sempre, per chi ha più di 60 anni oppure è colpito da patologie importanti, la possibilità di vaccinarsi, per il Covid ma anche per l’influenza, “Il picco verrà raggiunto in questi giorni”, spiega Pregliasco. Proteggersi con la somministrazione adesso permette di non ammalarsi durante la discesa della curva epidemica, quando i casi saranno comunque molti.

Leggi i commenti