Chi è Pozzolo, il No Vax nostalgico che inneggiava a Mussolini. “Manny è uno statista, non un criminale”
di Antonio FraschillaEmanuele Pozzolo con Giorgia Meloni in una foto pubblicata su Facebook dal deputato
ROMA. — Parla poco ed è sempre schivo, dicono di lui alla Camera. Anche se poi sui social fa l’uomo di destra estrema, parole secche e “ironiche” contro le donne, frasi benevole su Mussolini e poi le armi, la sua passione, sempre difese anche di fronte alle stragi.
Spavaldo su Facebook e Twitter, Emanuele Pozzolo da Vercelli, soprannominato Manny, è uno che in questo primo anno di legislatura non si è fatto molto notare: nessun disegno di legge proposto come primo firmatario, nessuno discorso o intervento che si ricordi. Il sottosegretario Andrea Delmastro adesso, dopo la pistolettata nella notte di Capodanno, fa finta quasi di non conoscerlo. Ma non è proprio cosi.
A Vercelli sanno bene chi è Pozzolo. Nel 2012 lascia la Lega per andare in Fratelli d’Italia, partito del quale diventa segretario locale fino al ruolo di assessore nell’ultima giunta di centrodestra: salvo dimettersi dopo che il Comune invita il giornalista Gad Lerner a un dibattito sul 25 Aprile.
Pozzolo su certi temi no…
ROMA. — Parla poco ed è sempre schivo, dicono di lui alla Camera. Anche se poi sui social fa l’uomo di destra estrema, parole secche e “ironiche” contro le donne, frasi benevole su Mussolini e poi le armi, la sua passione, sempre difese anche di fronte alle stragi.
Spavaldo su Facebook e Twitter, Emanuele Pozzolo da Vercelli, soprannominato Manny, è uno che in questo primo anno di legislatura non si è fatto molto notare: nessun disegno di legge proposto come primo firmatario, nessuno discorso o intervento che si ricordi. Il sottosegretario Andrea Delmastro adesso, dopo la pistolettata nella notte di Capodanno, fa finta quasi di non conoscerlo. Ma non è proprio cosi.
A Vercelli sanno bene chi è Pozzolo. Nel 2012 lascia la Lega per andare in Fratelli d’Italia, partito del quale diventa segretario locale fino al ruolo di assessore nell’ultima giunta di centrodestra: salvo dimettersi dopo che il Comune invita il giornalista Gad Lerner a un dibattito sul 25 Aprile.
Pozzolo su certi temi non transige: «Se mi danno dell’intollerante, del reazionario e anche del fascista non mi offendo», scriveva non a caso su Facebook nel 2019. «Ma non mi sono dimesso per Lerner», ha tenuto poi a precisare per spegnere le polemiche.
Benito Mussolini, riporta Dagospia, per lui è uno «statista»: «Non un criminale, ma uno statista. Uno dei migliori che l’Europa abbia avuto». Il clima culturale è questo.
Sulle donne Pozzolo si diverte a giocare al “provocatore”, citando spesso le frasi di Karl Kraus o Alphonse Karr: «Divido le donne in colpose e dolose», «Le donne indovinano tutto, sbagliano solo quando riflettono».
Post pubblicati spesso l’8 marzo. Sulle unioni civili posta un piatto di orecchiette modificando il nome in “ricchioni”. E, rimanendo in clima, oltre ad essere uno strenuo difensore della libertà di possesso delle armi, poteva poi non essere No Vax? Ma certo che no, ed ecco i tanti post contro i vaccini che puntano il dito pure su Fiorello: «Tante persone stanno male davvero — scriveva nel 2022 postando un articolo de La Verità dal titolo “Ci nascondono gli effetti avversi” — e mentre Fiorello (pagato da noi) prende per il culo direttamente dal palco di Sanremo il tremolio al braccio delle persone che stanno male dopo aver fatto il vaccino anti Covid-19, proseguiamo questo periodo farsesco».
Tornando alla politica, e ai quasi «non lo conosco» di Delmastro, sono decine i post a sostegno del sottosegretario Fdi prima e dopo il voto del 2022. Il mio «grande amico» lo definisce presenziando con Delmastro a una miriade di eventi di Fratelli d’Italia, firmando con lui anche comunicati stampa festanti per l’adesione al partito di ex leghisti.
In FdI sanno che Pozzolo in questi mesi ha anche costruito un legame con il senatore Giulio Terzi di Sant’Agata, che ha suggerito il suo approdo in commissione Esteri a Palazzo Madama e gli ha delegato una serie di attività per «l’Iran libero»: un comitato animato proprio dall’ex ambasciatore.
E sempre con i buoni uffici di Sant’Agata, sussurrano alla Camera, Pier Ferdinando Casini, presidente dell’Unione interparlamentare, ha nominato Pozzolo al vertice della sezione bilaterale Italia-Ungheria. Sarà pure schivo alla Camera, ma in ascesa e con buoni uffici.
La spavalderia sui social, quella invece non l’ha mai persa anche se gli è costata qualche no. Proprio per la campagna per la «liberazione dell’Iran» Pozzolo aveva chiesto aiuto a colleghi parlamentari per contattare Giuseppe Conte. Ma senza successo, forse perché magari qualcuno ha ricordato al leader M5s il suo post sul «grillismo cancro della politica». Una frasetta buttata lì, anzi sparata, ma solo a mezzo social per fortuna.