Metà delle donne in Italia sotto il ricatto dei soldi. “Anche questa è violenza”
di Cecilia RossiEsiste una forma di violenza sulle donne ancora poco riconosciuta, i cui segnali sono quantificabili in numeri e percentuali: l’ammontare del mancato versamento per gli alimenti, il debito contratto sotto minaccia del partner violento o la “paghetta” concessa alla moglie o compagna che si occupa della casa e dei figli.
Sono tutte forme di violenza economica e, secondo l’ultimo report di WeWorld e Ipsos, a subirla nel 2023 è stato il 49% delle donne italiane. Una percentuale che sale al 67% tra le donne separate o divorziate, a indicare che spesso gli abusi non si esauriscono nemmeno con la fine della relazione.
Con violenza economica si intendono tutti quei comportamenti «volti a controllare l’abilità della donna di acquisire, utilizzare e manifestare risorse economiche» e si concretizza in tre diverse forme: il controllo, lo sfruttamento e il sabotaggio economico. Questo tipo di abusi avviene con più frequenza qualora, per esempio, aggressore e vittima condividono il conto bancario o…
Esiste una forma di violenza sulle donne ancora poco riconosciuta, i cui segnali sono quantificabili in numeri e percentuali: l’ammontare del mancato versamento per gli alimenti, il debito contratto sotto minaccia del partner violento o la “paghetta” concessa alla moglie o compagna che si occupa della casa e dei figli.
Sono tutte forme di violenza economica e, secondo l’ultimo report di WeWorld e Ipsos, a subirla nel 2023 è stato il 49% delle donne italiane. Una percentuale che sale al 67% tra le donne separate o divorziate, a indicare che spesso gli abusi non si esauriscono nemmeno con la fine della relazione.
Con violenza economica si intendono tutti quei comportamenti «volti a controllare l’abilità della donna di acquisire, utilizzare e manifestare risorse economiche» e si concretizza in tre diverse forme: il controllo, lo sfruttamento e il sabotaggio economico. Questo tipo di abusi avviene con più frequenza qualora, per esempio, aggressore e vittima condividono il conto bancario o quando il primo detiene le credenziali del conto della seconda.
In altri casi poi, può trattarsi di “debito forzoso”: donne che si ritrovano a dover estinguere debiti contratti dal marito, attraverso firme false o sotto minaccia, oppure si concretizza nelle ingenti spese legali per potersi separare dal compagno violento che, spesso, allunga volontariamente i tempi di risoluzione della separazione per costringere l’ex partner ad affrontare spese più alte.
Dopo aver trovato il coraggio di procedere alla separazione o al divorzio, il 61% delle donne riporta un peggioramento della propria condizione economica. E non è difficile immaginarlo se pensiamo che quasi il 40% delle donne separate in Italia dichiara di non ricevere dall’ex partner la somma di denaro concordata in tribunale per la cura dei figli.
Come ogni forma di violenza, poi, non è mai isolata: l’impossibilità economica di allontanarsi dal partner violento espone la vittima a una serie di abusi, tra cui un maggiore rischio di incorrere nel femminicidio.