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Le manovre dei Verdini per salvare l’ex ad di Anas: “Simonini risolve problemi”

(fotogramma)
Nell’indagine su Inver i tentativi di piazzare il boiardo in difficoltà. Le pressioni su Fs da cui dipende la società. “Non rimarrà a piedi”
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ROMA — Se c’è una strada, un binario, un ponte, una galleria, c’è un Verdini. Perché ci sarà sempre un dipendente pubblico che li può favorire. Anas, Fs, Ponte sullo Stretto. Prendete il caso di uno dei grandi boiardi di Stato, Massimo Simonini (non indagato) che nell’estate del 2021 è “sulla graticola”, come dice lui. Sta cercando “appoggi politico-istituzionali finalizzati alla propria riconferma nel ruolo di A.D di Anas”. Ed è per questo che parla con i vertici della Inver. Spera che “possano intervenire a proprio vantaggio presso il Gruppo Fs”, da cui dipende Anas. Si mobilitano tutti. Vengono organizzate cene, come quella del 26 ottobre da Pastation, il ristorante di Tommaso Verdini, il genero di Matteo Salvini, che da oggi promette querele per chi lo accosta «a sproposito in vicende di cui non so nulla».

Di Simonini se ne parla a tavola anche il 30 novembre, quando è presente il sottosegretario al Mef Federico Freni. L’ex Ad di Anas è in contatto anche con l’ex parlamentare Vito…

ROMA — Se c’è una strada, un binario, un ponte, una galleria, c’è un Verdini. Perché ci sarà sempre un dipendente pubblico che li può favorire. Anas, Fs, Ponte sullo Stretto. Prendete il caso di uno dei grandi boiardi di Stato, Massimo Simonini (non indagato) che nell’estate del 2021 è “sulla graticola”, come dice lui. Sta cercando “appoggi politico-istituzionali finalizzati alla propria riconferma nel ruolo di A.D di Anas”. Ed è per questo che parla con i vertici della Inver. Spera che “possano intervenire a proprio vantaggio presso il Gruppo Fs”, da cui dipende Anas. Si mobilitano tutti. Vengono organizzate cene, come quella del 26 ottobre da Pastation, il ristorante di Tommaso Verdini, il genero di Matteo Salvini, che da oggi promette querele per chi lo accosta «a sproposito in vicende di cui non so nulla».

Di Simonini se ne parla a tavola anche il 30 novembre, quando è presente il sottosegretario al Mef Federico Freni. L’ex Ad di Anas è in contatto anche con l’ex parlamentare Vito Bonsignore, adesso imprenditore interessato ad alcuni progetti tra cui l’autostrada Orte-Cesena. Simonini cerca di aiutare Bonsignore e spera di ottenere qualcosa in cambio. “Io ho cercato…cerco..tutto quello che ho…che è possibile…ho potuto fare per togliervi dalla graticola”, assicura l’ex parlamentare a Simonini. Perché “non è una questione a livello personale — dice — ma è una questione per il bene comune”. Gli incontri sono frenetici ma le cose non vanno come sperato.

Simonini dice di averlo saputo da Alberto Stancanelli, capo di gabinetto del ministero delle Infrastrutture: “Sono praticamente impazziti, stanno facendo le cose a ca..o e gli ultimi che ho sentito è che vorrebbero mettere uno interno”, avrebbe detto Stancanelli. Appresa la notizia si pensa a “un’uscita più che dignitosa da Anas”, “un piano B”, come dice Pileri. Perché “la tutela a Massimo gli va fatta perché è una persona per bene, disponibile, risolve i problemi…quindi è uno che va aiutato”. Si ritorna ad alzare il telefono. Pileri ne parla con Mattia Destro, di Rfi. E poi chiama imprenditori bolognesi e fiorentini. Chiama anche Massimo Bruno, chief corporate affairs Officer del gruppo Fs. Sono in molti a muoversi. E sono pronti anche a sponsorizzare giornali pur di assicurare un approccio più morbido nei confronti di Simonini.

C’è fiducia nell’aria: “Non rimane a piedi, amo lavorato pè non fallo rimanè a piedi …a Massimo — dice Pileri a O.M., oggi tra le fila della società Ponte sullo Stretto — lasceranno una direzione buona, le opere dove è commissario così almeno giustificano anche lo stipendio”. Una soluzione ci sarebbe. È un’azienda del gruppo Fs, la Crew. Non è un granché ma bisogna guardare al futuro e Bruno, di Fs, ha garantito: “Noi su Crew ci stiamo per puntare tanto”.

Alla fine la finanza annota che la vicenda si conclude “con la prospettata nomina, attualmente al vaglio del Mef, quale amministratore delegato di una società del gruppo Fs, denominata Crew Srl”. E se non dovesse andare in porto neanche quella, Simonini ha comunque due incarichi prestigiosi: si occupa della Grosseto—Fano ed è commissario della statale 106, la Jonica, oltre 400 chilometri di appalti in Calabria.

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