Qui gatto ci cova, e intanto non si trova. La sparizione del micio Hiro, nome da imperatore giapponese e bianca morbidezza da palla di neve, mette nei guai Nino Frassica, che sarebbe il padrone del felino in comproprietà con la moglie Barbara Exignotis e alla di lei figlia Valentina. Il comico e la sua consorte, esuberante ex attrice di pellicole hard, sono infatti stati denunciati da due coppie di vicini di casa, a Spoleto, dove Frassica gira da tempo “Don Matteo” (il 20 gennaio inizieranno le riprese della nuova serie) e dove, a settembre, Hiro ha pensato bene di diventare uccel di bosco, o micio di bosco. Smarrito o rapito?
Sui social, Frassica e signora hanno scritto senza troppi giri di parole che Hiro sarebbe stato catturato da questi vicini, indicando persino il loro indirizzo, in una delle piazze più note della cittadina umbra. Prove, nessuna. Tanto è bastato per buscarsi una denuncia piuttosto pesante. Capi d’accusa: diffamazione aggravata, stalking, istigazione a delinquere …
Qui gatto ci cova, e intanto non si trova. La sparizione del micio Hiro, nome da imperatore giapponese e bianca morbidezza da palla di neve, mette nei guai Nino Frassica, che sarebbe il padrone del felino in comproprietà con la moglie Barbara Exignotis e alla di lei figlia Valentina. Il comico e la sua consorte, esuberante ex attrice di pellicole hard, sono infatti stati denunciati da due coppie di vicini di casa, a Spoleto, dove Frassica gira da tempo “Don Matteo” (il 20 gennaio inizieranno le riprese della nuova serie) e dove, a settembre, Hiro ha pensato bene di diventare uccel di bosco, o micio di bosco. Smarrito o rapito?
Sui social, Frassica e signora hanno scritto senza troppi giri di parole che Hiro sarebbe stato catturato da questi vicini, indicando persino il loro indirizzo, in una delle piazze più note della cittadina umbra. Prove, nessuna. Tanto è bastato per buscarsi una denuncia piuttosto pesante. Capi d’accusa: diffamazione aggravata, stalking, istigazione a delinquere e violazione di domicilio. Il gatto dei vicini di Charlie Brown non avrebbe fatto più danni di così.
La trama della vicenda, una commedia all’italiana che fa impallidire non soltanto gli sceneggiatori di “Don Matteo” ma i loro colleghi di quasi tutte le serie tivù, è una via di mezzo tra “Chi l’ha visto?” e “La vita in diretta”. Tutto comincia nello scorso settembre quando Hiro, un micetto di meno di un anno con pelo bianco, coda e muso grigio, razza Sacro di Birmania, ha deciso di infilare la porta finestra dell’appartamento spoletino di via Leoncilli, dimora provvisoria dei “Frassicas”, e scomparire nel nulla. Subito è scattata la caccia al gatto, con tanto di ricompensa di 5 mila euro per chi lo ritrovasse, o fornisse indizi utili a riportarlo a casa. Nino Frassica ha postato l’immagine di Hiro, e su Spoleto hanno marciato cercatori occasionali e cacciatori di taglie, animalisti e semplici tele curiosi: quelli che godono ad essere nel cuore dell’evento, qualunque esso sia.
Nel frattempo, i “Frassicas” hanno condotto indagini, intrufolandosi nelle case dei vicini sospetti e pubblicando su Instagram gli sviluppi dell’inchiesta. «Abbiamo visto del pelo bianco a casa di queste persone, che non possiedono gatti di quel colore. E quando lo abbiamo fatto annusare a Cookie e Bianca (gli altri due mici dei “Frassicas”, ndr), i nostri gatti sono impazziti». Le astute ricerche non hanno mancato di utilizzare svariati stratagemmi, tra cui una visita nelle cantine delle coppie sospette: tra una damigiana e una vecchia bici, di Hiro nemmeno l’ombra, ma ormai la tempesta social era scatenata. A un certo punto, in un post della signora Frassica è comparso persino un cognome: da lì ad andare dall’avvocato è stato un momento.
«Hiro è malato di tumore, non trattatelo male. Dategli da mangiare Natural Code e Hairball per il bolo di peli». Messaggi più che eloquenti rivolti ai “rapitori”, come quando ci si rivolge ai malviventi che tengono in ostaggio una persona malata che ha bisogno di cure particolari. Post dopo post, la palla di neve (e di pelo) si è ingigantita fino a farsi valanga, e adesso chi la ferma più?
Forse, può riuscirci soltanto un giudice. E poi, si sa che i gatti sono spiriti liberi e possono assentarsi anche per mesi, tornando magari a casa oppure no. Ma Hiro è ancora vivo? I “Frassicas”, per scoprirlo, hanno chiesto aiuto pure ai cani molecolari del gruppo “Nasi Volanti” (ve lo abbiamo detto, sembra tutto un film, e forse alla fine si scoprirà che lo è: sarebbe un colpo di genio autoriale), la cui reazione sul campo pare non abbia lasciato dubbi: la pista lasciata da Hiro è stata seguita a lungo dai segugi, segno che il micio è ancora tra noi, anche se non si capisce dove. Forse, meriterebbe di essere lasciato in pace a godersi la sua bella libertà.
Siccome, però, ogni commedia che si rispetti può scivolare verso un piccolo o grande dramma, ecco che la faccenda è stata cavalcata dagli animalisti con tanto di manifesti appesi ai muri di Spoleto. Si può immaginare la difficoltà di quelle due famiglie, ormai guardate come crudeli ladri di gatti o peggio. Si teme che qualche esagitato possa scatenarsi, cercando una specie di giustizia sommaria (istigazione a delinquere?), e che il maremoto d’odio digitale non si plachi più.
Chissà come commenterebbe Nino Frassica tutto questo, se non fosse parte in causa. Ci strapperebbe una risata in una vicenda davvero troppo seria, oltre che grottesca (e gattesca). Probabile che ci divertirebbe con i suoi famosi giochi di parole, scherzi e nonsense, tra gatti a nove code e Gatto Silvestro, tra Aristogatti e gatto con gli stivali (quelli di Hiro devono essere delle sette leghe), per non parlare del Telegatto («Se vi piace, chiamatemi Oscar!») e del Gatto e la Volpe che, secondo noi, qualcosa c’entrano. Non è escluso, a questo punto, l’intervento di Giovanni Trapattoni col suo celebre «non dire gatto se non l’hai nel sacco». Anche se il finale più probabile è anche il più scontato: chiamate Don Matteo, che il gatto lo ritrova di sicuro.