Lanciata la missione Cert-1, che per la prima volta intende portare sulla Luna un veicolo costruito da un'azienda privata. E' il lander Peregrine costruito dall'Astrobotic, a bordo del quale ci sono esperimenti della Nasa, nell'ambito del programma Artemis per il ritorno alla Luna. Gli strumenti sono stati costruiti anche da altri sette Paesi.
Il lancio è avvenuto dalla piattaforma 41 della Space Force Station di Cape Canaveral, la base del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, con il razzo Vulcan che è al suo primo volo. Anche il razzo è stato costruito da un'azienda privata, la United Launch Alliance, cui partecipano tra gli altri Boeing e Lockheed Martin. Sette ore dopo la partenza sono emersi problemi a uno dei pannelli solari, che non è orientato con precisione e non genera l’energia necessaria. Ancora non è chiaro quanto il problema è serio.
Il primo volo privato per la Luna è stato finanziato dalla Nasa con 108 milioni di dollari. In cambio l’Agenzia spaziale americana riceverà i dati degli esperimenti scientifici a bordo di Peregrine. Verranno tra le altre cose “monitorate le le radiazioni lunari per aiutare la preparazioni di future missioni con equipaggio umano".
A metà febbraio dovrebbe partire un’altra missione privata finanziata dalla Nasa e diretta verso la Luna, con un lander costruito dall’azienda di Houston Intuitive Machines.
Il lander Peregrine
L’allunaggio di Peregrine – il primo per gli Stati Uniti dal 1972 – è previsto per il 23 febbraio in un punto chiamato Sinus Viscositatis per la presenza di quel che sembra magma viscoso. La sonda orbiterà più volte attorno alla Luna, prima di discendere gradualmente verso il suolo. Gli strumenti del lander permetteranno di testare i pannelli solari e di valutare quanto sono pericolose per l’uomo le radiazioni spaziali che arrivano sulla superficie. Peregrine resterà operativo per una decina di giorni prima di immergersi nell'oscurità, raffreddandosi e rendendo impossibili ulteriori esperimenti.
A bordo del razzo c’è anche un altro carico organizzato dalla società di sepoltura spaziale Celestis. Si tratta di 265 capsule con resti umani e campioni di Dna, fra gli altri, degli ex presidenti degli Stati Uniti John F. Kennedy, George Washington e Dwight Eisenhower, ma anche del creatore e di diversi attori della serie televisiva Star Trek, nonché di un astronauta dell'epoca Apollo, “assieme a persone di ogni ceto sociale, interesse e vocazione", secondo il sito web della società.
L'astronauta dell'Apollo i cui resti sono a bordo del volo è Philip Chapman, che fu selezionato per il corpo degli astronauti nel 1967 ma non volò mai nello spazio. E' morto nel 2021. La decisione di portare dei resti umani sulla Luna ha suscitato la protesta della tribù indiana dei Navajo, che considera il satellite un luogo sacro e inviolabile.