Cronaca

Detenuto suicida nel carcere Due Palazzi di Padova: era un giovane recluso da agosto

Detenuto suicida nel carcere Due Palazzi di Padova: era un giovane recluso da agosto

Anche nel carcere di Verona si sarebbero registrati due tentativi di suicidio in due giorni, uno dei due detenuti è in ospedale in condizioni critiche

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Dopo il primo suicidio dell’anno, lo scorso venerdì 5 gennaio in una cella della prigione di Ancona, un altro detenuto si è ucciso impiccandosi ieri sera nella propria cella, stavolta nel carcere Due Palazzi di Padova. Stefano Voltolina, 27 anni, di origini venete, era rinchiuso dal mese di agosto, per scontare una pena che sarebbe terminata a metà del 2028. Era in una cella al primo piano dell'istituto penitenziario. La notizia del suicidio è stata diffusa dalle volontarie dell'associazione Granello di Senape ed è stata confermata dall’amministrazione penitenziaria.

La lettera in ricordo del ragazzo

Una volontaria di Granello di Senape-AltraCittà presso la biblioteca della reclusione Due Palazzi di Padova ed ex docente della vittima, Manuela Mezzacasa, ha ricordato in una lettera il 27enne. Originario di Chioggia, padre pescatore, “i genitori gli volevano bene, non ce la facevano a stargli dietro, non ricordo quanti figli avessero”.

Lo aveva incontrato dopo anni in biblioteca, dove “mi aveva fatto tornare in mente un mio alunno delle medie di tanti anni prima. Poi qualche frase e ci siamo riconosciuti. “Prof, ma aveva i capelli lunghi e biondi…” Già, e lui era un ragazzino molto speciale”. A scuola era arrivato dopo essere stato affidato a una casa famiglia del Villaggio S.Antonio e ai tempi era “un caso così impegnativo… Mai frequentato regolarmente la scuola, nessuna idea di cosa fosse un qualsivoglia regolamento”.

Ma, ricorda l’insegnante, dopo due anni “ce l’avevamo quasi fatta. Certo, ogni tanto usciva dalla classe e allora… inseguimenti per i corridoi e le scale, molto pericoloso, ma i ragazzi della Santini non si sono mai divertiti tanto”. Poi è arrivata la bocciatura, “così l’anno dopo lui aveva perso i compagni, che nel frattempo gli si erano affezionati, e gran parte degli insegnanti. Scriveva bene, era sveglio, curioso, buono, si può dire?”.

Poi durante gli incontri in biblioteca “abbiamo parlato, dei suoi progetti, la musica, la scrittura. Il secondo giovedì si interessò al concorso di poesia che stava per scadere; con la collaborazione di Enrico riuscimmo a spedire per il rotto della cuffia una poesia dedicata a una ragazza. Il terzo giovedì mi portò tre fogli scritti a mano, con riflessioni filosofiche”.

L’ultimo ricordo è che “ci lasciammo con un piccolo progetto di lavoro a tre: Tiziano avrebbe raccontato le sue storie, Stefano le avrebbe scritte, io avrei fatto il mio mestiere di correttrice. Mi piaceva, apriva una prospettiva diversa anche al mio ruolo lì dentro. Non l’ho più rivisto”.

“Cosa posso dire adesso? Abbiamo fallito, come altre volte – conclude la lettera – Facciamo almeno qualcosa per non dimenticarcelo, il nostro fallimento. Di lui, di Stefano, io non mi potrò mai dimenticare”.

Il precedente

Proprio oggi la deputata e responsabile Giustizia del Pd, Debora Serracchiani, ha presentato sul suicidio di Ancona un’interrogazione al ministro della Giustizia, sottoscritta anche dai deputati Pd Manzi, Di Biase, Gianassi, Zan e Lacarra. "Matteo Concetti, 25enne di Fermo, detenuto nel carcere di Montacuto ad Ancona – ha dichiarato la deputata - si è suicidato il 5 gennaio impiccandosi nel bagno di una cella dove era recluso mentre si trovava in isolamento per motivi disciplinari; il ragazzo era affetto da una patologia psichiatrica per la quale era in cura, e doveva scontare un residuo di pena di otto mesi per reati contro il patrimonio”.

Un suicidio ogni 5 giorni nel 2023

"Bisogna tenere presente – prosegue Serracchiani – che il carcere di Montacuto è da tempo sovraffollato. A fronte di una capienza valida per 250 detenuti ne ospita circa 350. Matteo Concetti è stato il primo detenuto a suicidarsi nel 2024, ma nell'ultimo anno e mezzo nel nostro Paese si sono verificati 107 suicidi in carcere, quasi uno ogni 5 giorni. Chiediamo al ministro della Giustizia di fare immediata chiarezza sulla vicenda e individuare nell'esercizio delle sue prerogative eventuali responsabilità che hanno condotto al tragico episodio. Al contempo chiediamo quali misure intenda adottare per affrontare il tema della salute mentale in carcere e della prevenzione del suicidio".

Due tentativi di suicidio a Verona

Altri due tentativi di suicidio sarebbero avvenuti nel carcere veronese di Montorio, come denunciato dal Direttivo di "Sbarre di Zucchero".

Il primo il 7 gennaio, quando un detenuto avrebbe tentato di togliersi la vita nella terza sezione. "Non è chiaro - scrive Sbarre di Zucchero - se col gas o ingerendo candeggina ma comunque con qualcosa di chimico, lasciando anche una lettera per la moglie dove le chiedeva di prendersi cura del figlio ma, fortunatamente, è stato salvato".

Ieri pomeriggio, 8 gennaio, un detenuto altro detenuto della terza sezione, di nazionalità russa, si è invece tagliato gola e polso con una lametta e si trova adesso in ospedale in condizioni critiche.

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