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Tutte le bugie di Matteo Salvini al processo Open Arms: “Alta percentuale di vittime e nessuna mano tesa dell’Ue”

Il ministro è imputato per sequestro di persona
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Salvini sostiene che con lui al Viminale i morti in mare diminuirono. È vero?

È la più grossa delle bugie dette in aula dal leader della Lega. Nel 2018 e nel 2019 ( Salvini è stato ministro dell’Interno da giugno 2018 a settembre 2019) l’Oim ha registrato rispettivamente 2.337 e 1.885 vittime nel Mediterraneo. Numeri, è vero, leggermente più bassi dei 2.571 del 2023 ma ben più pesanti se si considera che in quegli anni gli arrivi furono molti di meno, 23.337 nel 2018 e 11.471 nel 2019 rispetto ai 155.754 del 2023. Dunque, in rapporto agli arrivi, il tasso di mortalità quando Salvini era al Viminale è stato altissimo, poco meno del 10 %, il più alto dal 2014.

Come fa allora Salvini ad affermare che durante il suo ministero « non ci furono eventi luttuosi»?

Falso anche questo. Solo nei primi due mesi del suo incarico al Viminale, giugno e luglio 2018, si sono verificati ben tre grossi naufragi di gommoni partiti dalla Libia con un numero denunciato di dispersi di 365 persone.

È ve…

Salvini sostiene che con lui al Viminale i morti in mare diminuirono. È vero?

È la più grossa delle bugie dette in aula dal leader della Lega. Nel 2018 e nel 2019 ( Salvini è stato ministro dell’Interno da giugno 2018 a settembre 2019) l’Oim ha registrato rispettivamente 2.337 e 1.885 vittime nel Mediterraneo. Numeri, è vero, leggermente più bassi dei 2.571 del 2023 ma ben più pesanti se si considera che in quegli anni gli arrivi furono molti di meno, 23.337 nel 2018 e 11.471 nel 2019 rispetto ai 155.754 del 2023. Dunque, in rapporto agli arrivi, il tasso di mortalità quando Salvini era al Viminale è stato altissimo, poco meno del 10 %, il più alto dal 2014.

Come fa allora Salvini ad affermare che durante il suo ministero « non ci furono eventi luttuosi»?

Falso anche questo. Solo nei primi due mesi del suo incarico al Viminale, giugno e luglio 2018, si sono verificati ben tre grossi naufragi di gommoni partiti dalla Libia con un numero denunciato di dispersi di 365 persone.

È vero che la gestione della politica migratoria da parte di Salvini è riuscita a «difendere i confini e a rendere l’Italia più sicura»?

Se Salvini fa riferimento al numero degli sbarchi, sicuramente il 2018 e il 2019 sono stati anni con arrivi molto limitati rispetto ai numeri degli anni delle Primavere arabe e al 2022 e al 2023: sbarcarono meno di 35.000 persone in due anni, ma come dice lo stesso Salvini non è mai risultato che tra i migranti arrivati in Italia ci fossero terroristi o soggetti pericolosi.

Sul caso Open Arms per il quale è a processo Salvini ha detto di non aver mai impedito lo sbarco dei migranti soccorsi dalla Ong spagnola. È così?

Assolutamente no. Come è emerso da decine di testimonianze e anche dal processo gemello per il sequestro dei migranti a bordo della nave Gregoretti, Salvini aveva dato al suo capo di gabinetto, l’attuale ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, la precisa indicazione di non concedere alcun porto di sbarco prima che altri Paesi europei avessero assunto l’impegno alla redistribuzione delle persone a bordo.

Salvini sostiene che era questa la linea condivisa in Europa insieme al “non intralcio delle operazioni della guardia costiera libica”. È cosi?

Falso. Nelle tante occasioni in cui navi umanitarie sono state tenute a lungo lontano dai porti italiani, l’Europa ha sempre invitato il governo italiano a far scendere subito i migranti nel porto più vicino in attesa di concordare la loro redistribuzione. Quanto al presunto intralcio delle operazioni della guardia costiera libica, le motovedette di Tripoli sono sempre state molto assenti nella loro zona Sar e le Ong hanno sempre svolto un lavoro di supplenza nei soccorsi.

È vero che le scelte di Salvini furono condivise dal governo?

No. Sia l’allora premier Conte, che i ministri della Difesa Trenta e dei Trasporti Toninelli hanno dato versioni diverse da quelle di Salvini, suffragate dal fatto che, proprio nel caso di Open Arms, dopo la sentenza del Tar che aveva annullato il divieto di ingresso in acque italiane, sia Trenta che Toninelli si rifiutarono di firmare un nuovo decreto. «Non ci sono motivi di ordine e sicurezza pubblica tali da superare gli elementi di diritto e le ragioni di necessità e urgenza che si sono verosimilmente aggravate», disse Trenta.

È vero che il ministro dei Trasporti Toninelli avrebbe potuto far scendere a terra i migranti?

Assolutamente no. La concessione del porto di sbarco è competenza del Viminale. È come se adesso Salvini, da ministro dei Trasporti, si sostituisse a Piantedosi nelle decisioni sugli sbarchi.

Salvini sostiene anche che le relazioni mediche sulla situazione a bordo non segnalavano rischi.

Falso. C’erano già state delle evacuazioni d’urgenza e le relazioni dei medici di bordo e di quelli mandati dalla Procura di Agrigento poi avevano rappresentato l’emergenza tanto che la nave fu poi evacuata su decisione del procuratore Luigi Patronaggio dopo un’ispezione a bordo.

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