Il cancro colpisce sempre più giovani. E non si capisce perché. L’allarme di Burioni: “Dato inquietante”
di Elena DusiLa lotta contro il cancro ci regala spesso buone notizie. C’è una statistica però che non fa presagire nulla di buono. E che resta avvolta nel mistero. “E’ un dato inquietante” la definisce Roberto Burioni, il virologo del San Raffaele di Milano.
“Negli ultimi 20 anni si è registrato un netto aumento dell’incidenza di alcuni gravi tumori fra i giovani. E non sappiamo ancora il perché” spiega Burioni su X, citando un articolo del quotidiano americano Wall Street Journal intitolato: “Il cancro sta colpendo sempre di più i giovani. I medici sono allarmati e confusi”.
L’incremento è stato notato dalla fine degli anni 90 - soprattutto negli Stati Uniti e soprattutto per il cancro del colon retto - e si riferisce a persone al di sotto dei 50 anni.
I dati allarmanti
La American Cancer Society a luglio del 2023 ha calcolato che mentre le diagnosi di cancro del colon retto sopra ai 50 anni si sono quasi dimezzate, quelle al di sotto dei 55 anni sono raddoppiate dal 1955 a oggi (con magg…
La lotta contro il cancro ci regala spesso buone notizie. C’è una statistica però che non fa presagire nulla di buono. E che resta avvolta nel mistero. “E’ un dato inquietante” la definisce Roberto Burioni, il virologo del San Raffaele di Milano.
“Negli ultimi 20 anni si è registrato un netto aumento dell’incidenza di alcuni gravi tumori fra i giovani. E non sappiamo ancora il perché” spiega Burioni su X, citando un articolo del quotidiano americano Wall Street Journal intitolato: “Il cancro sta colpendo sempre di più i giovani. I medici sono allarmati e confusi”.
L’incremento è stato notato dalla fine degli anni 90 - soprattutto negli Stati Uniti e soprattutto per il cancro del colon retto - e si riferisce a persone al di sotto dei 50 anni.
I dati allarmanti
La American Cancer Society a luglio del 2023 ha calcolato che mentre le diagnosi di cancro del colon retto sopra ai 50 anni si sono quasi dimezzate, quelle al di sotto dei 55 anni sono raddoppiate dal 1955 a oggi (con maggior rapidità dagli anni 90). Rappresentano ormai un caso su cinque.
A febbraio del 2023 Bmj Oncology ha pubblicato un’altra ricerca, che ha scandagliato i dati di quasi tutti i paesi del mondo. Le diagnosi di tumore in persone con meno di 50 anni sono aumentate di un allarmante 79% tra 1990 e 2019, mentre i decessi sono cresciuti del 28%.
Per il futuro i ricercatori prevedono un altro balzo del 31% nelle diagnosi fra i giovani e del 21% nei decessi da qui al 2030.
Un’altra analisi pubblicata su Jama Network Open a gennaio del 2021 registra un aumento dei tumori fra i giovani del 30% tra 1973 e 2015. I passi avanti nelle fasce di età più avanzate, dove il tumore è un’eventualità ben prevista, rischiano così di essere annullate dai passi indietro nelle fasce d’età inferiori.
La categoria più colpita secondo alcune analisi è addirittura quella fra 30 e 39 anni. Qui prevenzione e screening non sono ancora contemplate. Le diagnosi colpiscono spesso come un fulmine a ciel sereno quando la malattia è già a uno stato avanzato: quindi più difficile da curare.
Alla ricerca delle cause
Un altro dubbio senza risposta, forse il più inquietante, riguarda il futuro. Sappiamo infatti che il rischio di cancro tende a crescere con l’età per ragioni che hanno a che fare con la biologia. Un aumento di casi fra i giovani oggi potrebbe dunque essere l’anticamera di un’impennata ancora più ripida fra gli anziani domani. Per saperlo, però, bisognerebbe capire perché i trentenni e i quarantenni si stanno ammalando di più.
Per questa domanda oggi non c’è una risposta, solo ipotesi. Il primo indizio – scrive Nature Reviews nel 2022 - è che l’aumento riguarda 14 tumori, 8 dei quali localizzati nell’apparato digerente (colon retto in primis, ma anche esofago, stomaco e pancreas). Il secondo indizio è che la crescita è concentrata nei paesi avanzati. La causa potrebbe dunque annidarsi nella dieta delle società ricche.
La lente dei ricercatori si sta concentrando sul modo di mangiare di bambini e adolescenti. Fra gli imputati più facili da individuare ci sono l’aumento dell’obesità e del diabete. Ma anche l’abitudine di bere bevande zuccherate fin da piccoli è guardata con particolare sospetto.
Altri indiziati naturali sono i cibi fritti e molto processati, in particolare le carni, mentre un minor numero di tumori si presenta tra chi ha una dieta ricca di frutta e verdura.
L’uso di alcol non è cresciuto in modo netto negli ultimi decenni, ma si è diffuso in fasce d’età più basse. Anche questo ingrediente viene quindi guardato con sospetto.
Poco sonno, ambienti illuminati la notte, riduzione dell’allattamento al seno, vita sedentaria sono altri possibili colpevoli, ma più difficili da inchiodare.
Il microbioma
Più interessante è invece il riferimento al microbioma. L’insieme di microrganismi che popolano il nostro intestino è legato a molti aspetti della salute. Di recente si è scoperto che le persone con un tumore al colon ospitano alcune specie di batteri considerate negative a discapito di altre più favorevoli alla salute.
Lo squilibrio sembra particolarmente evidente nei pazienti giovani. Poiché la composizione del microbioma dipende da quel che mangiamo (frutta e verdura sono benefiche, grassi animali e zuccheri no) e dall’uso di antibiotici, lo stile di vita dei paesi avanzati torna di nuovo sul banco degli imputati.