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Morte di Giovanna Pedretti, anche il Tg3 nel mirino della Lega ma il Cdr replica: “Solo accuse strumentali”

Il giornalista inviato alla pizzeria della ristoratrice per avere delle risposte. La difesa del telegiornale: “Abbiamo avuto toni cordiali, basta rivedere il servizio”
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In meno di 24 ore, Giovanna Pedretti, la titolare della pizzeria Le Vignole a Sant'Angelo Lodigiano, è stata elevata a paladina dei diritti e poi affossata con l’accusa di essere una truffatrice. L’attacco è partito dai social, ma è poi arrivato da più fronti, e adesso anche il Tg3 viene criticato per aver preso parte alla tempesta mediatica. In un servizio del 13 gennaio, ora rimosso, la ristoratrice era stata incalzata con numerose domande. E adesso, dopo il tragico epilogo del suicidio della ristoratrice, la Lega critica il servizio e minaccia di presentare un’interrogazione in Vigilanza Rai, mentre il Tg3 si affida a una nota per difendere la propria posizione.

Il Tg3 nel mirino della Lega

Parte da una nota di Giorgio Maria Bergesio, capogruppo Lega in Vigilanza Rai, l’attacco al servizio del Tg3. Nel testo si annuncia la volontà di presentare un'interrogazione in Vigilanza Rai “per approfondire la vicenda della ristoratrice del lodigiano: la storia di un presunto post fake è stata trattata dal Tg3 come lo scandalo del secolo”.

"Una redazione - prosegue Bergesio - è libera di esercitare il diritto di cronaca, urge però una riflessione sul principio di proporzionalità. Non ci pare che l'interesse sociale fosse tale da giustificare l'accanimento mediatico verso i protagonisti. Auspichiamo una presa di posizione da parte della Rai, anche alla luce di contratti e compensi sui quali intendiamo fare presto chiarezza".

La difesa in una nota

Anche il Tg3 si affida a una nota, più lunga di quella dei suoi accusatori. Prima di tutto, un messaggio di cordoglio per la famiglia della ristoratrice: “Tutta la redazione del Tg3 partecipa al dolore della famiglia per la scomparsa della signora Giovanna Pedretti, ristoratrice di Sant’Angelo Lodigiano. Come Cdr, visti gli attacchi di alcune forze politiche, vogliamo precisare alcuni punti a tutela della Testata".

Nella nota viene poi difeso l’operato dei giornalisti, che inizialmente avevano “dato risalto al post della signora Pedretti in linea con quelli che storicamente sono i temi che contraddistinguono il giornale (la difesa dei diritti dei disabili e delle persone omosessuali), come tutti gli altri organi di stampa - agenzie, tv e siti internet”.

Quando poi sui social iniziano a circolare i dubbi sulla veridicità della storia, “il Tg3 ha ritenuto doveroso, nel rispetto della verità e del proprio pubblico, tornare a intervistare la ristoratrice assicurandole, come facciamo quotidianamente, la possibilità di spiegare e replicare”. Nella nota si parla di “toni cordiali e civili” e si invita a “rivedere il servizio nella sua interezza”.

Alla fine vengono respinte “fermamente” quelle che sono definite “accuse strumentali mosse alla Testata da esponenti politici di Lega e Fratelli d’Italia” e si assicura che “i giornalisti del Tg3 hanno sempre dato e continueranno a dare notizie con scrupolo, sensibilità e serietà in ogni settore. Continueranno soprattutto a fare domande, senza costruire 'Watergate ai danni dei più fragili', che sono invece nel Dna della nostra missione di servizio pubblico, e senza ‘gogne mediatiche’”.

La gogna social

Il primo tassello della vicenda è la pubblicazione di un post Facebook nella mattinata di giovedì 11 gennaio, in cui la pizzeria Le Vignole, gestita dalla 59enne insieme al marito, denunciava la recensione negativa di un utente, che lamentava di essersi ritrovato nel locale accanto “a dei gay e a un ragazzo in carrozzina che mangiava con difficoltà”. La risposta pubblicata dalla titolare – “non tornare da noi, a meno che non ritrovi in sé i requisiti umani che nel suo atteggiamento sono mancati” – era rimbalzata il giorno dopo su tutti i quotidiani, garantendole il plauso del tribunale dei social e anche quello della ministra per le Disabilità, Alessandra Locatelli.

Ma la gloria è stata fugace. In post su Instagram di qualche ora dopo, Lorenzo Biagiarelli, chef e personaggio televisivo, solleva dei dubbi sulla veridicità della recensione, parlando di un fotomontaggio. Nel post racconta di averla incalzata con alcune domande per telefono, senza avere però ricevuto una risposta adeguata ai propri dubbi. Poco dopo, il post viene ricondiviso da un account con molti più follower, quello della compagna Selvaggia Lucarelli. Da quel momento, sulla pagina Facebook della pizzeria i commenti negativi iniziano a superare i complimenti. “Che infami, sfruttare tematiche del genere al proprio tornaconto per nascondere le magagne. Gentaglia” scrive un utente. “Questo non è marketing, questa è infamia” si accoda un altro.

Nel suo post, Biagiarelli ringraziava poi il Tg3, “l’unico che ha avuto il coraggio e l’onesta di tornare sui suoi passi e fare notare alla signora tutte le incongruenze” e allegava uno spezzone del servizio.

Il servizio del Tg3

Il riferimento è al servizio mandato in onda il 13 gennaio nell’edizione delle 19, che ripercorre la catena di eventi di questa storia e parla di “marketing buoni sentimenti”.

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Il giornalista che arriva alla pizzeria di Pedretti, Jari Pilati, insiste per avere delle risposte. A Pedretti viene fatta notare l’incongruenza nei font dello screenshot pubblicato sulla sua pagina Facebook e si fa riferimento a una recensione identica apparsa anni prima in un altro locale Veneto. “Non ho una risposta da darti, guardami negli occhi” risponde lei al giornalisti, quasi pregandolo.

Lui la incalza: “Il messaggio era bellissimo, il problema è che parte da un presupposto falso”. “Di questo mi dispiace, non so cosa dirti”, continua lei con voce sommessa. All’ennesima domanda Pedretti parla confusamente di un “tranello”. “Non vorrei essere caduta in una trappola” dice e si rifugia nel locale, lasciando fuori il giornalista.

“I messaggi giusti su presupposti falsi rischiano di essere un boomerang che fa male alla causa”, conclude il servizio. Anche questo, come i post della Lucarelli e del compagno, sono adesso nel mirino degli utenti dei social. Poco dopo la notizia del suicidio della donna, infatti, il servizio di Tg3 è stato rimosso dal sito della Rai.

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