Venezia, addio gita libera nei giorni clou: i turisti mordi e fuggi pagheranno 5 euro per entrare in città. Ecco come funziona
di Vera MantengoliVENEZIA – Da domani le fughe a Venezia in giornata avranno un costo. Sono infatti le ultime ore di attesa prima che il 16 gennaio venga ufficialmente aperto il portale (http://cda.ve.it) per chi vorrà visitare la città senza pernottare nei 29 giorni considerati di grande flusso turistico. In quelle date – la prima il 25 aprile – i visitatori mordi e fuggi dovranno infatti pagare 5 euro di contributo di accesso, almeno per il primo anno di sperimentazione. La somma è destinata ad aumentare quando verrà fissata una soglia di carico per la città, ma di questo se ne parlerà a sperimentazione ultimata il prossimo anno.
Il provvedimento sul contributo di accesso
Dopo cinque anni dall’annuncio del sindaco di centrodestra Luigi Brugnaro di voler attuare il contributo di accesso per regolamentare la gestione dei flussi, si è giunti al primo concreto passo. L’obiettivo è scoraggiare i turisti che visitano la città in giornata e incentivare invece i pernottanti che, se alloggeranno in una strutt…
VENEZIA – Da domani le fughe a Venezia in giornata avranno un costo. Sono infatti le ultime ore di attesa prima che il 16 gennaio venga ufficialmente aperto il portale (http://cda.ve.it) per chi vorrà visitare la città senza pernottare nei 29 giorni considerati di grande flusso turistico. In quelle date – la prima il 25 aprile – i visitatori mordi e fuggi dovranno infatti pagare 5 euro di contributo di accesso, almeno per il primo anno di sperimentazione. La somma è destinata ad aumentare quando verrà fissata una soglia di carico per la città, ma di questo se ne parlerà a sperimentazione ultimata il prossimo anno.
Il provvedimento sul contributo di accesso
Dopo cinque anni dall’annuncio del sindaco di centrodestra Luigi Brugnaro di voler attuare il contributo di accesso per regolamentare la gestione dei flussi, si è giunti al primo concreto passo. L’obiettivo è scoraggiare i turisti che visitano la città in giornata e incentivare invece i pernottanti che, se alloggeranno in una struttura alberghiera o extralberghiera del Comune di Venezia, non dovranno versare nessuna quota, se non la regolare tassa di soggiorno da 1 a 5 euro. Sono previste esenzioni per gli under 14, per residenti in Veneto, i parenti di un residente fino al terzo grado, per gli universitari e lavoratori non occasionali, per i proprietari di immobili nella città storica che hanno la residenza fuori Venezia e per molti altri. Tutti, anche gli esenti, dovranno comunque avere un codice QRcode che dimostra i motivi dell’esenzione. I residenti avranno la possibilità di invitare chiunque vogliano e senza un limite di numero facendo loro richiesta nel portale senza specificare i nomi delle persone. Anche in questo caso gli invitati riceveranno un codice. Chi sgarra pagherà dai 50 ai 300 euro.
Soddisfazioni e contestazioni
«Se mai parti, mai ci provi» hanno detto gli assessori al Turismo Simone Venturini e al Bilancio Michele Zuin che hanno portato avanti il provvedimento mettendo a bilancio per l’intero progetto 2,9 milioni di euro. «Procediamo con grande umiltà perché sappiamo che è una sperimentazione e che il mondo ci sta guardando. Non vogliamo fare i fenomeni, però siamo orgogliosi di essere i primi che, dopo anni di dibattiti andati a vuoto, stanno proponendo qualcosa. Sappiamo che ci possono essere dei miglioramenti, ma intanto iniziamo e proviamo a verificare come funziona la proposta».
Il progetto voluto dal cofondatore di Coraggio Italia è ancora criticato duramente, in primis dall’opposizione che promette di fare battaglia e poi da diversi cittadini che non accettano di dover mostrare i documenti per entrare a casa loro. Tutti i contestatori sostengono che il provvedimento riduce la città a un vero parco con biglietto di ingresso. I consiglieri comunali Marco Gasparinetti di Terra e Acqua e Giovanni Andrea Martini di Tutta la città insieme invitano i residenti alla disobbedienza civile, cioè a non mostrare i documenti nel caso in cui vengano richiesti. Terra e Acqua offre copertura legale a chi si opporrà e verrà multato. Il Pd è contrario e considera il provvedimento un inutile modo per fare cassa.
Il portale
Il portale per adesso ha le informazioni basilari, in italiano e inglese: quali sono i 29 giorni previsti; chi è esente e chi invece dovrà pagare e cosa succede una volta versato il contributo. Chi paga perché vuole visitare la città in giornata riceve un codice alfanumerico che dovrà esibire su eventuale richiesta dei controllori che saranno nelle due postazioni previste: una in stazione e una in piazzala Roma. In questi due luoghi verranno realizzate diversi varchi di accesso con dei banner che indicano un percorso per i turisti e uno per i residenti. Non ci saranno quindi i tanto discussi tornelli che avevano scatenato un acceso dibattito. Prima di aprile verrà pubblicato il bando per i cosiddetti steward che dovranno avere determinati requisiti per poter chiedere eventuali documenti. Si comincia giovedì 25 aprile, giorno della Liberazione e del patrono di Venezia, San Marco. L’accesso alla città sarà controllato dalle 8.30 alle 16 per questi 29 giorni: dal 25 al 30 aprile; dal primo al 5 maggio; i fine settimana di maggio (11 e 12, 18 e 19, 25 e 26); quattro fine settimana di giugno (8 e 9, 15 e 16, 22 e 23, 29 e 30); due fine settimana di luglio (6 e 7, 13 e 14).
Criticità e punti di forza
Mancano poco più di tre mesi all’inizio della sperimentazione e il Comune sta regolarmente incontrando le categorie per ritoccare tecnicamente alcune questioni che rimangono irrisolte. Una su tutte è quella di come inviare l’esenzione a chi si prenota sui grandi portali come Booking, Trivago o Airbn o altri. «Se qualcuno si prenota sui portali noi albergatori riceviamo la comunicazione della prenotazione, ma non i dati di chi ha prenotato» spiega Daniele Minotto, vicedirettore dell’Ava (associazione albergatori veneziani) che ha 430 iscritti, il 90% nella città storica e il restante in terraferma a Mestre. Ca’ Farsetti fa sapere che verrà trovata una soluzione e che, proprio per questo, sta incontrando i tour operator e chi lavora nel turismo. Attualmente chi prenota direttamente nell’albergo o nella struttura recettiva può o ricevere direttamente il codice con l’esenzione dall’hotel o essere indirizzato all’indirizzo del portale dove potrà inserire i propri dati e ricevere l’esenzione. Il punto forte è invece quello che il provvedimento spingerà chi ha una struttura abusiva a venire allo scoperto. Ogni viaggiatore che richiede l’esenzione dovrà infatti inserire il codice della struttura dove alloggerà che, in teoria, dovrebbe essere registrata nel sito del Comune. «Contiamo di dare una stretta agli abusivi» ha detto l’assessore al Turismo Venturini.
La privacy
Un altro punto su cui opposizioni e cittadini hanno già annunciato di fare battaglia è quello sulla privacy, ma il Comune fa sapere che lo scopo non è infastidire i veneziani quanto semmai agevolarli. Di fatto c’è solo un caso in cui è il residente che deve entrare nel portale: quando vuole invitare una persona che non rientra nella categoria familiare. Nel caso invece del familiare (fino al terzo grado) è il parente che entra nel portale e indica il nome del residente che va a trovare.
Il residente entra nel portale e inserisce il numero di persone che vuole invitare senza scrivere il loro nome. A quel punto il sistema gli manda un voucher alfanumerico da mandare all’invitato. L’invitato entrerà successivamente validando il codice e inserendo i suoi dati. «I dati dell’invitante e dell’invitato vanno in due banche dati diverse non correlate per garantire la privacy» fanno sapere dal Comune. «Dopo 24 ore, i dati di entrambi vanno distrutti».
Se l’invitato (amico, conoscente, fidanzato o altro) viene fermato dal controllore, lo steward vedrà solo il suo nome e non chi ha richiesto l’esenzione. I dati potrebbero essere richiesti solo nel caso di un controllo a campione. In quel caso verrebbero conservati «fino al 31.12 del quinto anno successivo, tempo che l’amministrazione ha per contestare chi non aveva titolo per richiedere l’esenzione, come previsto dall’articolo 1, comma 161 della legge 296/2006». I cinque anni sono il tempo previsto da un altro comma che prevede cinque anni dal pagamento come termine per chiedere il rimborso.
Il secondo caso che riguarda anche i dati del residente è quello per l’esenzione dei familiari fino al terzo grado. Se un parente fino al terzo grado risiede fuori Venezia, potrà farsi un’esenzione di lunga durata (massimo di un anno) per parente indicando ovviamente di chi è il parente residente a Venezia.
Esenzioni
Nel 2014 il contributo di accesso non sarà per chi si reca nelle isole senza transitare per Venezia. Un esempio: se il turista decide di andare in giornata da Punta Sabbioni a Torcello senza transitare a Venezia non dovrà pagare nessun contributo. Le isole sono Lido, Pellestrina, Murano, Burano, Torcello, Sant’Erasmo, Mazzorbo, Mazzorbetto, Vignole, Sant’Andrea, La Certosa, San Servolo, San Clemente, San Lazzaro.
Sono previste inoltre modalità di esenzione che durano un anno per i lavoratori non occasionali e per gli studenti e per altri casi che verranno elencati nel sito. In generale i cittadini esenti sono i residenti e nati a Venezia e proprietari di immobili a Venezia, ma non residenti nel Comune. Sono esenti, ma devo chiedere il codice: lavoratori occasionali; studenti in viaggio o visita di istruzione; turisti pernottanti; residenti temporanei; residenti in Veneto; bambini sotto i 14 anni; persone con disabilità certificata e accompagnatori; chi necessità di visite o terapie mediche; accompagnatori o visitatori di degenti in ospedale; atleti per eventi sportivi Coni; locatari, coniugi, parenti fino al terzo grado e le persone in visita a residenti nella città storica.
«Il provvedimento è fatto per disincentivare chi vuole venire in giornata nel giorni di massimo turismo» concludono gli assessori. «Meno persone pagheranno, più significa che funziona».