Il fondo per il contrasto dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione sarà finanziato anche quest’anno, con 10 milioni di euro. Dopo le polemiche per la mancata previsione di uno nuovo stanziamento per curare anoressia e bulimia, come anticipato da Repubblica, il ministro alla Salute Orazio Schillaci annuncia nel corso di un questione time alla camera che ci saranno soldi anche per quest’anno. Sul taglio c’erano state grandi polemiche ed annunciate manifestazioni.
I fondi del 2022-2023
Il fondo prevedeva una dotazione di 15 milioni di euro per il 2022 e di 10 per il 2023. A questi se ne aggiungono altri 10. Ovviamente per le attività dedicate ad anoressia e bulimia, che rappresentano gran parte del lavoro per i servizi di salute mentale pubblici dedicati all’adolescenza, vengono utilizzati anche gli stanziamenti generali, quelli del fondo sanitario nazionale. I soldi servivano dare qualcosa di più e vincolato a chi si occupa di questi problemi.
Le Regioni non hanno ancora speso tutti i soldi già stanziati
Schillaci ricorda, riguardo alle risorse già stanziate, che le Regioni entro il 31 ottobre prossimo dovranno trasmettere una relazione per rendicontare le attività svolte e le spese sostenuto con il fondo. “Ad oggi, dalle relazioni intermedie presentate si evince che le Regioni e le Province autonome hanno impegnato il 59% del finanziamento e speso il 3% del finanziamento complessivo”. Il dato è stato comunicato nel dicembre scorso dalle amministrazioni locali.
Le novità dei Lea e le esenzioni
I Livelli essenziali di assistenza, i Lea, sono il minimo comun denominatore della sanità, cioè prestazioni che tutte le Regioni devono offrire. Prevedono anche quali prestazioni siano esenti. Le persone affette da anoressia e bulimia, da tempo, sono esenti per le prestazioni di specialistica ambulatoriale. “Nell’ambito dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, nello specifico, gli assistiti affetti da anoressia e bulimia – dice Schillaci - possono accedere a 16 nuove prestazioni di specialistica ambulatoriale appropriate per il monitoraggio della malattia, quali, a titolo esemplificativo: la visita di controllo necessaria al monitoraggio della malattia, delle complicanze più frequenti ed alla prevenzione degli ulteriori aggravamenti; la visita psichiatrica di controllo; il prelievo di sangue venoso; la psicoterapia, eccetera”. In realtà questa prestazioni sono già previste da tempo, come l’assistenza semiresidenziale e residenziale. E infatti il ministro ha aggiunto che: “La commissione Lea ha rilevato l’importanza di introdurre ulteriori nuove 16 prestazioni di assistenza ambulatoriale da concedere in esenzione”. Ma i nuovi Lea partiranno ad aprile, per richiesta delle Regioni.
I 10 milioni per il 2024. “Poi basta, finanziamento strutturale”
In attesa dei nuovi Lea, dice Schillaci, e “al fine di garantire ai pazienti affetti da questi disturbi una appropriata presa in carico da parte delle preposte strutture regionali, ho in ogni caso deciso, con emendamento che sarà proposto in conversione al cosiddetto decreto Milleproroghe, di mettere a disposizione del Fondo straordinario per il contrasto dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, ulteriori risorse, pur in assenza della completa rendicontazione da parte delle Regioni di quelle già erogate in loro favore, pari a 10 milioni di euro per il 2024”. Quando poi entreranno i nuovi lea, sarà “garantita la copertura finanziaria in modo strutturale, rendendo di fatto non necessario qualsivoglia fondo straordinario a carattere temporaneo finora sperimentato”.