Addio vongole nel Delta del Po. Il granchio blu ha sterminato anche quelle appena nate
di Elena DusiIl fondale del Delta del Po assomiglia sempre più a un deserto. Perfino il granchio blu, che ha pressoché sterminato le coltivazioni di vongole, non sembra più aumentare. Nella sabbia e nel limo restano poche specie, perlopiù vermi marini chiamati policheti, una specie opportunistica capace di sopravvivere anche nelle zone molto popolate dall’uomo.
Il rapporto: un quadro desolante
L’Arpa del Veneto e l’Ispra a livello nazionale (l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) il 2 e il 5 ottobre hanno percorso le aree del Delta del Po dedicate all’allevamento delle vongole: la sacca del Canarin e quella di Scardovari a Porto Tolle, in provincia di Rovigo. Il loro intento era monitorare i danni inferti dal granchio blu a questo prezioso settore commerciale. Ma il degrado sotto alle loro chiglie è stato più generalizzato del previsto, come ha raccontato in un articolo il Gazzettino.
Il rapporto del monitoraggio di Ispra e Arpav sulle vongole è desolante. Uno degli ingred…
Il fondale del Delta del Po assomiglia sempre più a un deserto. Perfino il granchio blu, che ha pressoché sterminato le coltivazioni di vongole, non sembra più aumentare. Nella sabbia e nel limo restano poche specie, perlopiù vermi marini chiamati policheti, una specie opportunistica capace di sopravvivere anche nelle zone molto popolate dall’uomo.
Il rapporto: un quadro desolante
L’Arpa del Veneto e l’Ispra a livello nazionale (l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) il 2 e il 5 ottobre hanno percorso le aree del Delta del Po dedicate all’allevamento delle vongole: la sacca del Canarin e quella di Scardovari a Porto Tolle, in provincia di Rovigo. Il loro intento era monitorare i danni inferti dal granchio blu a questo prezioso settore commerciale. Ma il degrado sotto alle loro chiglie è stato più generalizzato del previsto, come ha raccontato in un articolo il Gazzettino.
Il rapporto del monitoraggio di Ispra e Arpav sulle vongole è desolante. Uno degli ingredienti della nostra cucina rischia di diventare memoria del passato. “Nella Sacca del Canarin la mortalità è risultata tra il 98% e il 100% mentre nella Sacca di Scardovari tra l’85% e il 99%” si legge nel documento.
Il giallo delle valve intatte
Nelle reti dei ricercatori sono finiti anche esemplari di granchi blu, ma in quantità inferiori rispetto al monitoraggio precedente di luglio. E tra i colori presenti non manca il giallo: si sa infatti che il granchio blu, specie aliena che è esplosa negli ultimi anni nei mari italiani, attacca le vongole spezzandone le valve. Molti dei molluschi trovati morti, però, avevano il guscio intatto. Se il killer sia sempre il granchio blu, e come abbia fatto a uccidere, restano misteri.
Un campione raccolto
“Gli esemplari di vongole con valve evidentemente lesionate da predazione del granchio blu – prosegue il rapporto di Arpav e Ispra – mostravano percentuali variabili dal 15% al 56% nelle diverse stazioni campionate”. Il sospetto dei ricercatori è che il predatore abbia tecniche diverse per nutrirsi dei molluschi. “Non si può escludere – scrivono infatti – che l’attività predatoria del granchio blu sia tra le diverse cause di morte anche degli esemplari con valve non lesionate, in ragione delle diverse modalità di predazione di tale specie”. La soluzione del giallo viene però rimandata a un prossimo monitoraggio.
Il seme triturato
Si potrebbe sperare che il futuro delle giovani generazioni sia migliore. Ma nel caso delle vongole l’illusione è vana. La mortalità è ugualmente estesa anche fra i giovanissimi molluschi (chiamati “seme”), sparsi sui fondali in appezzamenti che gli allevatori chiamano “nursery”.
Queste le drammatico parole del monitoraggio: “Nelle aree di nursery campionate nella Sacca del Canarin, nell’Orto Canale, non è stato rinvenuto seme. Nell’Orto 4 tutti gli individui di taglia seminale rinvenuti risultavano morti. Analogamente nella stazione Massicciata tutti gli esemplari di taglia seminale risultano morti. Nella stazione Massicciata Corridoio non è stato rinvenuto seme”. In alcuni casi il granchio predatore ha lasciato la sua impronta: “In tutte le stazioni campionate è stata rilevata la presenza di seme triturato, dato compatibile con l’attività predatoria del granchio blu”.