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Ipnosi al posto dell’anestesia, Romina Ziroldo: “Sei ore di relax, così ho superato l’intervento al cuore”

Lo scorso 30 agosto ad Asti si è sottoposta a un intervento per risolvere la fibrillazione atriale
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Romina Ziroldo, impiegata 40enne di Alessandria, il 30 agosto dell’anno scorso ad Asti è stata ipnotizzata per sei ore durante un intervento per risolvere una fibrillazione cardiaca.

Come mai è stata usata l’ipnosi?

«Me l’hanno proposta, sapevo che l’équipe della cardiologia dell’ospedale la usava e ho deciso di affidarmi totalmente».

Come si è svolto l’intervento?

«Sono entrata nella sala di elettrofisiologia e mi hanno fatto una sedazione molto blanda rispetto a quella normale, e infatti sono rimasta sveglia. Poi mi hanno indotto in uno stato di ipnosi».

In che modo?

«Si inizia con degli esercizi di respirazione, poi ti fanno immaginare una luce e ti invitano a seguire il suo flusso. Entri abbastanza velocemente in uno stato di rilassatezza. A quel punto mi hanno chiesto di abbandonarmi a sensazioni piacevoli, rilassanti, a portare il pensiero altrove».

E lei cosa ha fatto?

«Ho chiuso gli occhi e mi sono focalizzata su un’immagine. Io ho due bimbi piccoli, ho pensato di fa…

Romina Ziroldo, impiegata 40enne di Alessandria, il 30 agosto dell’anno scorso ad Asti è stata ipnotizzata per sei ore durante un intervento per risolvere una fibrillazione cardiaca.

Come mai è stata usata l’ipnosi?

«Me l’hanno proposta, sapevo che l’équipe della cardiologia dell’ospedale la usava e ho deciso di affidarmi totalmente».

Come si è svolto l’intervento?

«Sono entrata nella sala di elettrofisiologia e mi hanno fatto una sedazione molto blanda rispetto a quella normale, e infatti sono rimasta sveglia. Poi mi hanno indotto in uno stato di ipnosi».

In che modo?

«Si inizia con degli esercizi di respirazione, poi ti fanno immaginare una luce e ti invitano a seguire il suo flusso. Entri abbastanza velocemente in uno stato di rilassatezza. A quel punto mi hanno chiesto di abbandonarmi a sensazioni piacevoli, rilassanti, a portare il pensiero altrove».

E lei cosa ha fatto?

«Ho chiuso gli occhi e mi sono focalizzata su un’immagine. Io ho due bimbi piccoli, ho pensato di fare una cosa bella con loro, di essere insieme in spiaggia».

Momenti di paura o dolore ne ha avuti?

«Ho avuto ben poco dolore fisico. Non mi sono minimamente agitata, non ho avuto pensieri negativi».

In quei momenti si perde lucidità?

«Io sentivo un po’ in lontananza le voci dei medici e degli infermieri. Comunque ero presente a me stessa. Sapevo dove mi trovavo».

Si è resa conto di essere rimasta in sala per ben sei ore?

«Ho avuto la percezione di una lunga durata, ma non così tanto: avrei detto due o tre ore».

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