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Città a 30 all’ora: “Meno incidenti ma più smog. I pro e i contro della misura della discordia”

ANDREA GIURICIN

 

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Intervista ad Andrea Giuricin, docente di Economia dei trasporti: “I risultati migliori si ottengono con una strategia articolata di prevenzione. La stella polare dovrebbe essere il rispetto delle regole generali della circolazione”
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Andrea Giuricin, docente dell’Università Milano Bicocca, esperto di economia dei trasporti. Il progetto Bologna 30 apporterà dei benefici alla città emiliana?
«In termini di sicurezza, sì».

Meno incidenti: non è poco.
«Sarebbe certamente un risultato importante, però…».

Che cosa non la convince?
«Gli studi più accreditati ci dicono che la velocità concorre a causare incidenti anche gravi nelle città. Ma una maggiore tutela delle persone e delle cose può essere raggiunta anche in altro modo».

Come?
«I risultati migliori si ottengono con una strategia articolata di prevenzione. La stella polare dovrebbe essere il rispetto delle regole generali della circolazione: le auto non devono passare con il rosso, le bici restare nelle ciclabili, i pedoni stessi vanno indotti a comportamenti prudenti».

Andrea Giuricin, docente dell’Università Milano Bicocca, esperto di economia dei trasporti. Il progetto Bologna 30 apporterà dei benefici alla città emiliana?
«In termini di sicurezza, sì».

Meno incidenti: non è poco.
«Sarebbe certamente un risultato importante, però…».

Che cosa non la convince?
«Gli studi più accreditati ci dicono che la velocità concorre a causare incidenti anche gravi nelle città. Ma una maggiore tutela delle persone e delle cose può essere raggiunta anche in altro modo».

Come?
«I risultati migliori si ottengono con una strategia articolata di prevenzione. La stella polare dovrebbe essere il rispetto delle regole generali della circolazione: le auto non devono passare con il rosso, le bici restare nelle ciclabili, i pedoni stessi vanno indotti a comportamenti prudenti».

La riduzione anche della velocità media farà ritardare chi si sposta per lavoro

Quindi lei dice: i vantaggi di Bologna 30 sono circoscritti alla sicurezza. Un bene che si può tutelare anche in altro modo.
«Esatto».

E vede svantaggi in Bologna 30?
«Le auto, inevitabilmente, resteranno in marcia più a lungo. Quindi c’è il rischio che l’inquinamento aumenti. Poi c’è un aspetto, diciamo così, di efficienza».

Efficienza?
«La riduzione anche della velocità media farà ritardare chi si sposta per lavoro».

Ma alla fine chi decide sui 30 all’ora: il sindaco o il ministro?
«È un caso di difficile soluzione. Il Codice della Strada, che è una legge, riconosce al sindaco il potere di andare sotto i 50 all’ora. Ma la riduzione dovrebbe riguardare punti particolari: ad esempio le strade con scuole. Bologna 30 invece ha il difetto di coprire un’area troppo estesa della città».

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