In Veneto è caccia a Fleximan, il vendicatore degli autovelox. Quattordici strumenti distrutti con flessibile ed esplosivo
di Enrico FerroQuattordici colpi, tutti in Veneto: undici usando il flessibile, uno con l’esplosivo, un altro con una pistola a pallini e ancora uno con un mezzo agricolo usato come ariete. La ribellione contro gli autovelox fissi è diventata seriale. Lo è sicuramente tra le province di Padova, Rovigo, Treviso e Belluno ma si contano episodi anche in Emilia Romagna, Piemonte e in Lombardia.
Insomma, c’è qualcuno che va in giro di notte ad abbattere questi odiatissimi sistemi di rilevazione di velocità, installati per punire gli automobilisti che infrangono i limiti, a cui vengono poi recapitati a domicilio verbali salatissimi. Qualcuno ha deciso di combattere il sistema sanzionatorio con raid vandalici pianificati e questo qualcuno riscuote già una certa simpatia nel contraddittorio mondo della rete.
Quattordici colpi, tutti in Veneto: undici usando il flessibile, uno con l’esplosivo, un altro con una pistola a pallini e ancora uno con un mezzo agricolo usato come ariete. La ribellione contro gli autovelox fissi è diventata seriale. Lo è sicuramente tra le province di Padova, Rovigo, Treviso e Belluno ma si contano episodi anche in Emilia Romagna, Piemonte e in Lombardia.
Insomma, c’è qualcuno che va in giro di notte ad abbattere questi odiatissimi sistemi di rilevazione di velocità, installati per punire gli automobilisti che infrangono i limiti, a cui vengono poi recapitati a domicilio verbali salatissimi. Qualcuno ha deciso di combattere il sistema sanzionatorio con raid vandalici pianificati e questo qualcuno riscuote già una certa simpatia nel contraddittorio mondo della rete.
Il nomignolo da super eroe
L’hanno battezzato con un soprannome, un nomignolo da supereroe: Fleximan, richiamando il più amato degli strumenti che usa, cioè il flessibile. La sega circolare di Fleximan fa cadere i pali d’acciaio degli autovelox come larici di montagna e scalda gli animi degli odiatori immateriali del web con una forza evocativa a quella del lanciafiamme.
Nella notte tra venerdì e sabato è stato segato l’ultimo in ordine di tempo lungo la variante alla regionale 10, nella parte sud della provincia di Padova. Era attivo da circa sei anni e, come ricostruisce il Mattino di Padova, si trattava di un dispositivo da 40 multe al giorno, 13-15 mila l’anno, per un totale di circa un milione e mezzo di euro nelle casse pubbliche del Comune di Carceri.
Otto colpi in Polesine
Il primo episodio mappato dagli investigatori di mezzo Veneto che ora sono a caccia di Fleximan, risale al 19 maggio scorso a Bosaro (Rovigo). I colpi in Polesine sono otto in tutto: 29 maggio Giacciano con Baruchella, 19 luglio ancora Bosaro, 6 agosto Taglio di Po, 2 novembre ancora Giacciano con Baruchella, 26 dicembre Corbola, 4 gennaio Rosolina. Ma non si può dimenticare anche il caso Cadoneghe (Padova, 10 agosto), dove l’odiato autovelox del sindaco leghista Marco Schiesaro è stato distrutto addirittura con una carica esplosiva.
Non si sono salvate nemmeno le strade di montagna, quelle amate dai motociclisti: l’11 gennaio scorso è stato abbattuto con la sega circolare l’autovelox forse più ricco d’Italia, quello su passo Giau, in provincia di Belluno. L’elenco dei 14 colpi veneti si completa con Tribano (3 ottobre), Riese Pio X (19 gennaio), ancora Cadoneghe (9 agosto).
L’ipotesi: apologia di reato
Polizia e carabinieri si sono messi a caccia ma non sarà facile, visto il cospicuo numero di obiettivi sensibili. E il procuratore di Treviso Marco Martani mette in guardia chi esulta in rete: “Attenzione, potrebbe configurarsi l’apologia di reato”.