Il convegno anti-abortista promosso dalla Lega alla Camera: nel board degli organizzatori spunta Valditara
di Lorenzo De CiccoLa Lega ora cade dal pero. Fischietta. «Non c’entriamo nulla, non è la nostra linea». Invece è impelagata parecchio in questa vicenda. Fino ai piani altissimi. Perché in questa storia spunta il nome del ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, fedelissimo del vice-premier Matteo Salvini. La notizia è stata data ieri mattina da Repubblica: martedì, nella sala conferenze della Camera, si è tenuto un convegno anti-abortista. Toni fortissimi. Ecco una carrellata dei concetti espressi dagli oratori (e scritti nero su bianco nel dépliant distribuito alla platea): «L’aborto non è un diritto». «Non è mai giusto, nemmeno in caso di stupro». La legge 194 «non è morale». Qualsiasi donna che ha un rapporto sessuale «deve accettarne i possibili esiti». La sala di Montecitorio è stata prenotata dal deputato salviniano Simone Billi. Che a Repubblica l’altro ieri aveva confermato di «supportare l’iniziativa», scusandosi poi di non essere presente fisicamente perché «impegnato a Stra…
La Lega ora cade dal pero. Fischietta. «Non c’entriamo nulla, non è la nostra linea». Invece è impelagata parecchio in questa vicenda. Fino ai piani altissimi. Perché in questa storia spunta il nome del ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, fedelissimo del vice-premier Matteo Salvini. La notizia è stata data ieri mattina da Repubblica: martedì, nella sala conferenze della Camera, si è tenuto un convegno anti-abortista. Toni fortissimi. Ecco una carrellata dei concetti espressi dagli oratori (e scritti nero su bianco nel dépliant distribuito alla platea): «L’aborto non è un diritto». «Non è mai giusto, nemmeno in caso di stupro». La legge 194 «non è morale». Qualsiasi donna che ha un rapporto sessuale «deve accettarne i possibili esiti». La sala di Montecitorio è stata prenotata dal deputato salviniano Simone Billi. Che a Repubblica l’altro ieri aveva confermato di «supportare l’iniziativa», scusandosi poi di non essere presente fisicamente perché «impegnato a Strasburgo». Dopo le polemiche, ieri però Billi si è sfilato: «Non è la linea della Lega». Così ha dichiarato pure il vice-segretario Andrea Crippa. Tutto insomma viene ridotto a un’ospitata quasi inconsapevole del Centro studi sovranista “Machiavelli”, che esprimeva i due oratori del simposio e che è l’editore del pamphlet.
Ma chi siede nel consiglio scientifico del centro Machiavelli? Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Valditara. «Sì, confermo che ne fa ancora parte», racconta, interpellato da questo giornale, il presidente del centro, Daniele Scalea. «Ma consigliere scientifico non significa che abbia ruoli operativi, non ha vagliato la pubblicazione». Però il suo ruolo nel think tank lascia aperti un paio di interrogativi: la pubblicazione distribuita martedì durante il convegno è data «dicembre 2023». Dunque un mese fa. Possibile che un membro del board scientifico non l’abbia nemmeno sfogliata, in tutte queste settimane?
Seconda domanda, più urgente: il ministro dell’Istruzione della Repubblica italiana intende ancora far parte di un think tank che edita pubblicazioni in cui si dice che l’aborto «non è un diritto» e che è inaccettabile «perfino in caso di stupro»?. Si dimetterà, almeno dal centro studi? Il ministro non è l’unica persona vicina o tuttora con ruoli nella Lega coinvolta nel centro studi “Machiavelli”. Del consiglio scientifico infatti fa parte Aurelio Tommasetti, attuale responsabile del Dipartimento Istruzione della Lega. E Lorenzo Bernasconi, che è stato segretario particolare di Salvini a Palazzo Chigi, quando il capo del Carroccio era vice-premier del governo gialloverde. E non è finita: un altro consigliere scientifico è Guglielmo Picchi, deputato della Lega per tre legislature, fino al 12 ottobre 2022. Lo stesso Billi, il deputato che ha prenotato la sala, collabora come autore col centro studi dal 2019. Da quasi 5 anni. Anche se ora si dissocia. Diversi deputati della Lega con ruoli apicali nel partito sono stati ospiti del centro Machiavelli negli anni passati. Compreso l’attuale presidente della Camera, Lorenzo Fontana (il 23 aprile 2021). Ora, davvero la Lega può credibilmente sostenere di non avere nulla a che fare col centro “Machiavelli”?
L’opposizione naturalmente attacca. Per il Pd si è espressa la capogruppo Chiara Braga: «È inaccettabile che l’aborto venga negato in Parlamento e da un partito di governo. Meloni che dice?». Critici tanti dem, da Laura Boldrini ad Alessandra Moretti, da Brando Benifei a Cecilia D’Elia e Michela Di Biase, a Chiara Gribaudo, vice-presidente nazionale. Parla di «oscurantismo» Raffaella Paita di Italia viva. Allarmati anche diversi parlamentari del M5S, come Gilda Sportiello, Elisabetta Piccolotti dell’Alleanza Verdi-Sinistra e +Europa.
A sera è costretta a intervenire la ministra della Famiglia, la meloniana Eugenia Roccella: «Il governo non può rispondere di quello che dice un’associazione e da quello che so la Lega ha solo dato la possibilità di avere una sala dove fare il proprio incontro — sostiene Roccella — La nostra posizione sulla 194 è stata sempre chiarissima fin dall’inizio: non ci sono rischi di toccare la 194. Lo abbiamo detto sempre». Anche se è stata messa clamorosamente in discussione (persino nei casi di violenza sessuale) in una sala del Parlamento.
La risposta del ministro Valditara
Gentile Direttore, vengo a conoscere da Repubblica che farei parte del comitato scientifico di un centro culturale antiabortista. Questo per la semplice presentazione da parte del medesimo centro culturale di un articolo di 10 pagine che espone tesi, in cui fra l'altro non mi riconosco, e che sono state già in occasione del medesimo convegno ritenute del tutto estranee alla linea del centro Machiavelli dal suo presidente. Quanto alla pubblicazione del saggio, ha già provveduto lo stesso presidente Scalea ad affermare che nessun membro del comitato scientifico ha avuto modo di vederlo in anteprima e di esprimersi al riguardo. Aggiungo che le pubblicazioni del Centro Machiavelli non vengono mai sottoposte ai membri del comitato scientifico, come ha ancora un volta chiarito il Presidente.
Giuseppe Valditara
Il ministro non smentisce nulla dell’articolo, e non prende le distanze da un centro studi che propaganda tesi anti-abortiste. Il presidente del centro, durante il convegno, non si è mai detto “del tutto estraneo” a quelle tesi (c’è la registrazione) anzi le definiva “coerenti”. L’ha fatto dopo.
l.de cic.