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Chi è Fleximan: il disturbo antisociale e le multe ricevute, l’identikit del vendicatore di autovelox

Secondo la criminologa Simona Ruffini, “il malcontento si allarga alla cittadinanza, che si sente in qualche modo vendicata”
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Se il suo omologo piemontese non è rimasto ignoto a lungo, dell’identità del Fleximan originale –ammettendo che questa vicenda abbia un unico protagonista – non si riesce proprio a venirne a capo. Qualcuno, però, ha deciso di cimentarsi in un identikit dell’acclamato distruttore di autovelox. Si tratta di Simona Ruffini, criminologa già nota per le sue indagini, a partire da quella sulla morte di Pier Paolo Pasolini e del giornalista Mauro Volterra.

Il profilo del giustiziere

A raffigurarlo, al momento, ci sono soltanto decine di immagini create tramite software di intelligenza artificiale, che fanno indossare all’“eroe” popolare del momento le vesti di Superman o quelle di Flash, mentre vola sulle città a caccia di autovelox da abbattere.

Per la criminologa, che ne traccia un profilo sul proprio sito, l’autore di questi gesti sarebbe tutt’altro che sovrannaturale. Piuttosto, lo descrive come un soggetto che potrebbe soffrire di un “disturbo antisociale della personalità”, caratteri…

Se il suo omologo piemontese non è rimasto ignoto a lungo, dell’identità del Fleximan originale –ammettendo che questa vicenda abbia un unico protagonista – non si riesce proprio a venirne a capo. Qualcuno, però, ha deciso di cimentarsi in un identikit dell’acclamato distruttore di autovelox. Si tratta di Simona Ruffini, criminologa già nota per le sue indagini, a partire da quella sulla morte di Pier Paolo Pasolini e del giornalista Mauro Volterra.

Il profilo del giustiziere

A raffigurarlo, al momento, ci sono soltanto decine di immagini create tramite software di intelligenza artificiale, che fanno indossare all’“eroe” popolare del momento le vesti di Superman o quelle di Flash, mentre vola sulle città a caccia di autovelox da abbattere.

Per la criminologa, che ne traccia un profilo sul proprio sito, l’autore di questi gesti sarebbe tutt’altro che sovrannaturale. Piuttosto, lo descrive come un soggetto che potrebbe soffrire di un “disturbo antisociale della personalità”, caratterizzato da “disprezzo per le regole e le leggi, commissione di atti illeciti e fraudolenti e distruzione di proprietà e della cosa pubblica”.

"Forse ha ricevuto molte contravvenzioni”

Le ragioni dietro le azioni vandaliche sarebbero in parte spiegate dall’odio per il sistema, “un profondo disagio e risentimento verso le istituzioni”. Dall’altro, potrebbe trattarsi di un soggetto “che è stato multato, anche ripetutamente, nei territori in cui delinque, e che ha sviluppato quindi un rancore verso la P.A – continua la criminologa –. Potrebbe aver provato a fare ricorsi che non sono stati accettati. Ancora, potrebbe essere un soggetto che per motivi di lavoro percorre le strade in cui sono stati divelti gli autovelox per vendicarsi delle multe”.

Il consenso popolare

Ma di certo non è il solo. Da tutta Italia il giustiziere degli autovelox continua a raccogliere consensi, manifestati anche attraverso un murale apparso nel centro di Padova o la vendita di merchandising a tema. E sempre più cittadini dichiarano di essere pronti a raccogliere dei fondi per supportarlo nell’assistenza legale nel caso in cui venga catturato. Il fatto che gli sia stato attribuito un soprannome e che le sue gesta vengano acclamate starebbe a significare che “il malcontento si allarga alla cittadinanza, che si sente in qualche modo vendicata”. Elogiare Fleximan sarebbe un modo per identificarsi con chi fa “quello che vorremmo fare noi ma che non abbiamo il coraggio di fare”, sostiene la criminologa.

Le ricerche in corso

Ruffini ripercorre poi la mappa degli attacchi compiuti, forse una quindicina in tutto, a partire da quello di Rovigo il 23 maggio del 2023, fino all’ultimo dello scorso 23 gennaio, avvenuto lungo la strada provinciale 46 “Brentana” a Padova, più un caso forse scollegato di Ravenna.

Lo stessa trappola usata per Turetta

Per rintracciarlo, prima che si accanisca su altri autovelox del nord Italia, si è deciso di dispiegare tutti gli strumenti a disposizione degli agenti. Primo fra tutti il Targa System, il sistema di riconoscimento delle targhe utilizzato anche per seguire la fuga di Filippo Turetta in Germania. Ogni volta che un’auto “irregolare” viene rintracciata nei pressi di un autovelox, le informazioni vengono incrociate con i dati di persone che hanno avuto dei precedenti con le multe.

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