✕

I genitori di Giulio Regeni: “Finalmente il processo per la sua morte, ma il governo è assente”

Sono circa 50 le persone coinvolte nell’omicidio. La Farnesina avvertì Il Cairo della scelta della Corte in Italia
2 minuti di lettura

Fiumicello (Udine) — È giallo il cielo sopra Fiumicello. E per la prima volta – in questi interminabili otto anni di dolore e di ricerca, il dolore per la morte di Giulio Regeni, la ricerca per assicurare alla giustizia i suoi sequestratori, torturatori, assassini – non è il giallo dell’inganno. Ma quello della speranza. Il 2024 sarà l’anno della verità. Quello del processo ai quattro agenti della National security egiziana, accusati delle torture e dell’omicidio del ricercatore italiano, arrivato grazie alla determinazione della procura di Roma. Al diritto imposto dalla Corte costituzionale, che ha sbloccato un’impasse da cui sembrava impossibile uscire. È arrivato nonostante l’immobilismo ostruzionistico della politica italiana. E, soprattutto, grazie alla determinazione dei genitori di Giulio, Paola e Claudio, che ieri sera, insieme con la loro avvocata, Alessandra Ballerini, sono stati abbracciati a Fiumicello dalla loro gente, come sempre. In realtà, come tutti gli italiani che n…

Fiumicello (Udine) — È giallo il cielo sopra Fiumicello. E per la prima volta – in questi interminabili otto anni di dolore e di ricerca, il dolore per la morte di Giulio Regeni, la ricerca per assicurare alla giustizia i suoi sequestratori, torturatori, assassini – non è il giallo dell’inganno. Ma quello della speranza. Il 2024 sarà l’anno della verità. Quello del processo ai quattro agenti della National security egiziana, accusati delle torture e dell’omicidio del ricercatore italiano, arrivato grazie alla determinazione della procura di Roma. Al diritto imposto dalla Corte costituzionale, che ha sbloccato un’impasse da cui sembrava impossibile uscire. È arrivato nonostante l’immobilismo ostruzionistico della politica italiana. E, soprattutto, grazie alla determinazione dei genitori di Giulio, Paola e Claudio, che ieri sera, insieme con la loro avvocata, Alessandra Ballerini, sono stati abbracciati a Fiumicello dalla loro gente, come sempre. In realtà, come tutti gli italiani che non li hanno mai abbandonati.

Signori Regeni cosa è cambiato in questi otto anni?

«Tutto. È cambiato tutto. Sia perché otto anni fa eravamo soli: certo, c’erano la commozione e le condoglianze di chi ci guardava quasi compassione. Ma c’erano anche le parole dei tanti che dicevano non si sarebbe potuto andare oltre. Che sostenevano fosse impossibile arrivare fino a dove siamo arrivati. Oggi, invece, la nostra battaglia è strutturata, va avanti anche da sola con tutte le persone che ci stanno intorno».

Cosa è successo da allora?

«Con il tempo abbiamo individuato dei nodi, e capito che molti possono venire al pettine. Il processo del 20 febbraio servirà a questo, a dipanare i nodi che rimangono. Affrontiamo il processo sapendo i nomi, ma sappiamo bene che coinvolti nel rapimento, nelle torture, nella morte di Giulio c’è una catena di oltre 50 persone che arriva molto in alto. Essere arrivati al processo è già un essere arrivati oltre le aspettative, sia di chi ci vuole bene, sia di chi non ce ne voleva e non ce ne vuole granché».

Il flash mob per Regeni (ansa)

A chi fate riferimento?

«Alla politica. A quei sei governi che si sono succeduti dai quali abbiamo ricevuto tante promesse, ma pochissimi fatti. Questo governo ci ha fatto sapere che l’Egitto e Al Sisi avrebbero collaborato al cento per cento. Eppure, alle nostre continue richieste di incontrare l’ambasciatore egiziano a Roma non sono mai arrivate risposte. Nemmeno una di cortesia. Ignorati, come se non esistessimo. Abbiamo un governo che non è stato neanche in grado di dire all’ambasciatore egiziano di incontrarci. Ai primi di ottobre, poi, dopo il via libera al processo, il nostro ministro degli Esteri ha addirittura sentito il bisogno di avvisare il Cairo della decisione della Corte. L’Italia che avverte l’Egitto, quasi come a scusarsi, perché non è riuscita a fermarci. Questo governo in particolare ha l’obiettivo principale di incrementare gli affari le buone relazioni con l’Egitto: scambi commerciali e vendita di armi, come se Giulio non fosse stato assassinato».

A voi piacciono molto le parole. Quale sarà la vostra del 2024?

«Verità, che ora intravediamo, seppur in una piccola parte e ancora in lontananza. Ma c’è. E poi giustizia: quella che ci darà una sentenza espressa da una corte italiana. Sarà importante per noi. Ma, credeteci, non soltanto per noi».

Leggi i commenti