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I 500 docenti che rischiano di essere licenziati: per il Covid non parteciparono al concorso. Vinsero al Tar, ma il Consiglio di Stato oggi boccia il ricorso

Erano stati esclusi dalla selezione ma poi, riammessi per decisione del tribunale amministrativo, avevano vinto la cattedra. Elisabetta Piccolotti, Sinistra-Verdi, presenta un’interrogazione al ministro dell’Istruzione e del merito
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Assunti ma poi licenziati per colpa del Covid. È l’avventura di almeno 500 docenti di scuola secondaria che, dopo avere vinto il concorso a cattedre del 2020, adesso sono sul punto di essere licenziati. A lanciare l’allarme per la surreale storia, è stata ieri l’onorevole Elisabetta Piccolotti di Sinistra-Verdi che parla di “follia”: ha presentato un’interrogazione al ministro dell’Istruzione e del merito, Giuseppe Valditara. L’obiettivo è quello di scongiurare con un intervento politico il licenziamento di massa di docenti già formati e in cattedra da diversi mesi. E oggi sulla questione interviene anche la Flc Cgil.

La storia

Nel 2020, vengono indetti i concorsi a cattedra per la scuola dell’infanzia, primaria e secondaria, di primo e secondo grado. Nel frattempo, scoppia la pandemia da Covid-19 e si blocca tutto. Ma a dicembre 2021 per la primaria e tra i mesi di marzo e maggio del 2022 per la secondaria si svolgono le prove scritte. Siamo ancora in fase emergenziale. E ancora vigo…

Assunti ma poi licenziati per colpa del Covid. È l’avventura di almeno 500 docenti di scuola secondaria che, dopo avere vinto il concorso a cattedre del 2020, adesso sono sul punto di essere licenziati. A lanciare l’allarme per la surreale storia, è stata ieri l’onorevole Elisabetta Piccolotti di Sinistra-Verdi che parla di “follia”: ha presentato un’interrogazione al ministro dell’Istruzione e del merito, Giuseppe Valditara. L’obiettivo è quello di scongiurare con un intervento politico il licenziamento di massa di docenti già formati e in cattedra da diversi mesi. E oggi sulla questione interviene anche la Flc Cgil.

La storia

Nel 2020, vengono indetti i concorsi a cattedra per la scuola dell’infanzia, primaria e secondaria, di primo e secondo grado. Nel frattempo, scoppia la pandemia da Covid-19 e si blocca tutto. Ma a dicembre 2021 per la primaria e tra i mesi di marzo e maggio del 2022 per la secondaria si svolgono le prove scritte. Siamo ancora in fase emergenziale. E ancora vigono le norme anti-Covid e le restrizioni relative a chi viene colpito dal virus: isolamento, divieto assoluto di uscire di casa e quarantena per 21 giorni. Parecchi di coloro che avevano presentato domanda non possono partecipare al concorso perché in isolamento o in quarantena.

Le prove suppletive per chi ha il Covid

E i sindacati, per chi dimostra di trovarsi in questa situazione, chiedono al ministero prove scritte suppletive. Ma viale Trastevere non accoglie la richiesta. A questo punto i rappresentanti dei lavoratori si rivolgono ai giudici del Tar che accolgono l’istanza e impongono al ministero di organizzare prove di riparazione, che si svolgono nell’aprile 2023. E chi supera anche l’orale viene assunto lo scorso mese di agosto, ma con riserva. Lo scorso “24 gennaio – spiegano dalla Flc Cgil – il Consiglio di Stato, ha affermato il principio dell’irrilevanza degli impedimenti soggettivi dei concorrenti anche se causati da forza maggiore, annullando di fatto la sentenza del Tar che aveva ordinato le prove suppletive”.

La sentenza “illogica e ingiusta”

Una sentenza che considerano “illogica e ingiusta” e che per le centinaia di docenti che avevano assaporato l’assunzione a tempo indeterminato si trasforma in una vera e propria tegola. Perché, continua il sindacato, questi docenti “rischiano di essere licenziati”. La loro colpa è di essersi ammalati di Covid nelle date della selezione.

“Sul caso ci sarà un’interrogazione parlamentare”

“I precari della scuola – dichiara la Piccolotti – sono ormai in una specie di girone infernale. Nemmeno superando un concorso sono certi di entrare in ruolo ed essere stabilizzati. Il ministero dell'Istruzione e del merito si è infatti appellato al Consiglio di Stato per invalidare il concorso e i relativi contratti di assunzione. Siamo alla follia. Tutto questo è inaccettabile”, prosegue la parlamentare, “abbiamo presentato un’interrogazione su questo caso e chiediamo che il ministero ponga rimedio al più presto”.

Ma la scuola ne ha bisogno

A rincarare la dose la Cgil che punta il dito contro il ministero. Perché il Mim, “nonostante l’urgente bisogno di insegnanti stabili e qualificati e nonostante fossero già stati affrontati i costi per svolgere le prove suppletive, incomprensibilmente ha ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar”. Adesso, solo un intervento politico può salvare dal licenziamento oltre 500 docenti appena assunti. E di cui la scuola ha vitale bisogno.

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