Università, 23 euro al mese per i fuorisede. L’Udu: “Spiccioli per la pizza quando 830mila studenti non riescono a pagare l’affitto”
di Corrado ZuninoROMA – Sono 23 euro il mese. Spiccioli buoni per una pizza, dicono gli studenti. Arrivano a una platea irrisoria di fuorisede, il 2 per cento sugli 830.000 studenti che frequentano l’accademia lontano da casa. E arrivano con un anno in ritardo. Ecco come, nella stagione delle tende sui piazzali delle università, si certifica il fallimento delle politiche abitative di governo per gli universitari del Paese in trasferta.
La denuncia arriva dall’attiva Unione degli universitari (Udu), che titola il flop con il comunicato “Due anni di annunci”. Le risorse per l'anno 2023 sono state appena distribuite dal ministero dell’Università e della ricerca e arriveranno agli idonei nel corso di questo mese, “con dodici mesi di ritardo rispetto alle richieste”.
A Milano l’assegno per soli 260 studenti
Il sindacato studentesco contesta l’inadeguatezza dello stanziamento, a fronte dell'emergenza abitativa che colpisce le città universitarie italiane. A Milano, dove è nata la protesta delle tende, sara…
ROMA – Sono 23 euro il mese. Spiccioli buoni per una pizza, dicono gli studenti. Arrivano a una platea irrisoria di fuorisede, il 2 per cento sugli 830.000 studenti che frequentano l’accademia lontano da casa. E arrivano con un anno in ritardo. Ecco come, nella stagione delle tende sui piazzali delle università, si certifica il fallimento delle politiche abitative di governo per gli universitari del Paese in trasferta.
La denuncia arriva dall’attiva Unione degli universitari (Udu), che titola il flop con il comunicato “Due anni di annunci”. Le risorse per l'anno 2023 sono state appena distribuite dal ministero dell’Università e della ricerca e arriveranno agli idonei nel corso di questo mese, “con dodici mesi di ritardo rispetto alle richieste”.
A Milano l’assegno per soli 260 studenti
Il sindacato studentesco contesta l’inadeguatezza dello stanziamento, a fronte dell'emergenza abitativa che colpisce le città universitarie italiane. A Milano, dove è nata la protesta delle tende, saranno aiutati soltanto 260 studenti con 73.000 euro in tutto. A Bologna i beneficiari sono 142, per 40.000 euro totali. A Roma gli universitari che riceveranno un sostegno saranno 571, a Napoli 184, a Venezia 66. Meglio a Torino, con 2.309 raggiunti dall’assegno per un totale di 644.000 euro distribuiti. Sono sopra i 200.000 euro gli studenti di Cosenza, Bari e Catania.
"Di fronte all'emergenza abitativa", dice Simone Agutoli, responsabile delle Politiche abitative dell’Udu, “le risorse che arrivano sul territorio sono pochissime. La ministra Bernini deve chiarire le ragioni di questa lentezza e riconoscere l'inadeguatezza. Siamo stanchi di una ministra che fa solo annunci e promesse. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: il Governo ha tradito gli studenti e il diritto allo studio”.
L’Udu aveva ispirato un emendamento alla Legge di Bilancio 2024 per incrementare il fondo affitti da 4 a 50 milioni di euro: è stato bocciato dal governo. In Francia, sostiene l’Unione degli universitari, alla voce affitti per gli studenti fuorisede vengono destinati 1,4 miliardi di euro.
Elisabetta Piccolotti, Alleanza Verdi Sinistra, dice: “Sapevamo che le risorse fossero limitate, ma stanziare quattro milioni per tutto il territorio nazionale è davvero un’offesa agli studenti e alle loro famiglie. La media dei canoni di locazione nelle città italiane è di 350 euro il mese, con i fondi di Bernini a stento si paga una cena in pizzeria. Invece di affrontare la problematica del caro affitti, invece di costruire studentati pubblici, il governo della destra ha scelto di regalare i soldi del Pnrr ai privati”.
Antonio Caso, responsabile per i Cinque Stelle in commissione Cultura, ha domande retoriche per la ministra: “Non crede che sia ridicolo, offensivo e del tutto inconciliabile con uno Stato serio trattare in questo modo il futuro della nazione, cioè i nostri studenti universitari?”.
Il ministero: “Fate richiesta delle borse”
La ministra Anna Maria Bernini non interviene sulla questione in prima persona, ma i suoi uffici assicurano che quello che gli studenti definiscono “uno strumento macchinoso e lento”, in verità è un pezzo marginale di un complesso di misure sul diritto allo studio sulle quali il governo ha investito pesantemente, “come nessun esecutivo mai”. Quindi, ribaltando le accuse e il quadro, il ministero assicura che molti degli studenti fuorisede potrebbero accedere alle borse di studio, avendo così un altro introito oltre al fondo affitti, ma non ne fanno richiesta. E che, soprattutto, bisognerebbe ridurre la platea dei beneficiari di risorse per gli affitti introducendo requisti di merito.
Ca’ Foscari mette i soldi in proprio
L’Università Ca’ Foscari Venezia sostiene con fondi propri il diritto allo studio, a integrazione dei fondi statali e regionali: ha stanziato 3 milioni di euro complessivi sul triennio, con una previsione di spesa di 1 milione di euro l’anno a decorrere dalla stagione in corso.