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Le opposizioni scrivono a Meloni: “Difenda il reato di stupro nell’Ue”

(ansa)
La lettera firmata dai parlamentari Pd, M5S, Azione e Avs. “È allarmante che venga cassata l’idea per cui il rapporto senza consenso è violenza”
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L’Europa non può votare una Direttiva contro la violenza di genere che è un colpo di spugna sul reato di stupro e che riduce di fatto la protezione delle donne. Dopo tante voci sparse di protesta, l’appello è ora una lettera alla premier Giorgia Meloni firmata da una ventina di deputati dell’intergruppo “Donne, diritti e pari opportunità”, su iniziativa di Laura Boldrini, ex presidente della Camera. Le opposizioni si sono unite, chiedendo alla premier di battere un colpo: di essere lei in prima fila nella battaglia e poi di convincere gli altri governi europei.

«Cara presidente, le scriviamo per le preoccupanti notizie giunte dal Consiglio europeo che parlano dello stralcio dalla Direttiva Ue contro la violenza sulle donne e la violenza domestica delle norme sullo stupro e di quelle sulle molestie sessuali nel mondo del lavoro».

La domanda è come sia possibile, in un momento in cui le violenze sulle donne sono all’ordine del giorno, pensare di omettere, ridurre, addirittura cancellare…

L’Europa non può votare una Direttiva contro la violenza di genere che è un colpo di spugna sul reato di stupro e che riduce di fatto la protezione delle donne. Dopo tante voci sparse di protesta, l’appello è ora una lettera alla premier Giorgia Meloni firmata da una ventina di deputati dell’intergruppo “Donne, diritti e pari opportunità”, su iniziativa di Laura Boldrini, ex presidente della Camera. Le opposizioni si sono unite, chiedendo alla premier di battere un colpo: di essere lei in prima fila nella battaglia e poi di convincere gli altri governi europei.

«Cara presidente, le scriviamo per le preoccupanti notizie giunte dal Consiglio europeo che parlano dello stralcio dalla Direttiva Ue contro la violenza sulle donne e la violenza domestica delle norme sullo stupro e di quelle sulle molestie sessuali nel mondo del lavoro».

La domanda è come sia possibile, in un momento in cui le violenze sulle donne sono all’ordine del giorno, pensare di omettere, ridurre, addirittura cancellare punti cruciali. Continua la lettera: «È a dir poco allarmante che venga cassato il concetto per cui il rapporto sessuale senza consenso è stupro, specie in un periodo storico come quello attuale, dove la violenza degli uomini sulle donne continua a riempire le cronache a qualunque latitudine. Tale decisione può avere portata devastante, poiché indebolisce l’applicazione della Convenzione di Istanbul — un trattato storico recentemente ratificato dalla stessa Ue — e riduce la protezione delle donne nell’intero territorio».

I parlamentari incalzano Meloni: «Lei è una delle poche donne nel Consiglio europeo, e poiché in diverse occasioni ha affermato di essere in prima linea nella battaglia contro la violenza di genere, la invitiamo ad adoperarsi affinché questa Direttiva non sia snaturata fino a diventare una scatola vuota».

A firmare, oltre a Boldrini, le grilline Stefania Ascari e Emma Pavanelli, l’ex ministra Elena Bonetti di Azione, per il Pd Ouidad Bakkali, Chiara Braga, Sara Ferrari, Andrea Casu, Michela Di Biase, Antonella Forattini, Marco Furfaro, Valentina Ghio, Chiara Gribaudo, Silvia Roggiani, Rachele Scarpa, Debora Serracchiani, Ilenia Malavasi, Maria Stefania Marino, per Avs Luana Zanella, Marco Grimaldi. Concludono: «Confidiamo che non vorrà sottrarsi a questa battaglia in difesa dei diritti delle donne».

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