I trattori sono in marcia. Ci sono quelli dei presidi di Ripoli, nel torinese, e i centinaia fermi sull’Aurelia, nella Maremma, con code anche di 9 chilometri. Ci sono i trecento che da Matera si stanno muovendo verso il barese, in Puglia, e quelli che bloccano le statali attorno a Cerignola, nel foggiano. I trattori di Osimo, ad Ancona, e i mezzi tra Sciacca e Palermo. Quelli che vogliono arrivare sul palco dell’Ariston e quelli pronti a convergere a Roma per la manifestazione nazionale. Mentre i loro colleghi europei bloccano le autostrade in Spagna e le porte dell’Europarlamento.
In Piemonte
Sono circa trecento gli agricoltori e gli allevatori da lunedì sera in presidio a Ripoli, nel torinese, in un terreno accanto all'interporto Sito e alla tangenziale. Arrivano anche da altre province, soprattutto dal Cuneese. “Ci stiamo organizzando per raggiungere Sanremo”, dicono ora, il palco perfetto, a livello tempistico, della protesta.
In Valle d’Aosta
Aosta si prepara a due giorni di mobilitazione, dal 7 al 9 febbraio, con un corteo di auto e mezzi agricoli in giro per la città di mattina e una manifestazione a piedi il pomeriggio, che bloccheranno la città. “L'Europa sta mettendo le mani sulla nostra terra. Vogliono colpire e distruggere la nostra economia”, dicono, “e per questo protestiamo”.
In Emilia Romagna
Circa duecento trattori in presidio davanti al casello autostradale dell'A14 a Castel San Pietro Terme (Bologna) ha bloccato lo svincolo. All'esterno del casello, i mezzi in protesta non fanno entrare in autostrada. Il presidio degli agricoltori, con bandiere tricolori e striscioni, si era dato appuntamento anche ieri sul tratto esterno al casello.
In Toscana
Ed è esplosa, la protesta, anche a Grosseto, in Toscana. A sud della città si sono formati 9 chilometri di coda sull'Aurelia, in direzione sud, all'altezza dello svincolo di Montiano, quando è stato temporaneamente fermato dalla polizia un corteo con 250 trattori. Gli agricoltori vogliono raggiungere il centro commerciale Maremà per un presidio di due giorni. Gli agricoltori dormiranno accampati poco lontano, in zona Spadino, alla periferia sud di Grosseto. Un altro corteo di trattori è partito da Braccagni, centro agricolo della Maremma.
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Nel Lazio
Sono decine i trattori assiepati alle porte di Roma. "Siamo un centinaio, ma stanno per arrivare altri", dice un agricoltore che, assieme ai suoi colleghi, è intento a consumare il pranzo nei gazebo allestiti: vini, formaggi, salumi, carne. Sul posto anche agricoltori abruzzese, mentre tra domani e dopo domani dovrebbero arrivare anche quelli del Viterbese. Sul prato di via Nomentana 1111 ciò che rimane della notte trascorsa: tende, materassi gonfiabili, sacchi a pelo, persino roulotte. Nelle altre zone sono in allestimento diversi presidi: probabilmente a Cecchina, a Valmontone, Torrimpietra e Civitavecchia. "Forse anche ad Albano e Fiumicino", dice al telefono Danilo Calvani, il leader della CRA Agricoltori Traditi. "Da giovedì 8 comincerà la grande mobilitazione", è l'annuncio. A poco a distanza dal presidio della Nomentana, ci sono le camionette della polizia.
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Nelle Marche
In provincia di Ancona, a Osimo, un centinaio di agricoltori e allevatori si sono radunati in un terreno della frazione Padiglione. La manifestazione, non organizzata da sigle sindacali, è stata autorizzata dalla Questura. "Vuoi vedere le stelle? Vivi di agricoltura e vai per aria" la scritta su uno dei cartelli esposti. A fasi alterne i mezzi agricoli, scortati da auto della polizia, si muovono tra la Strada provinciale 3 e via Montefanese, creando rallentamenti al traffico. Nel pomeriggio, il corteo fino alla periferia di Osimo, sempre scortato dalla forze di polizia.
In Campania
Notte di freddo e rabbia a Santa Maria Capua Vetere (Caserta) al presidio degli agricoltori, attivato sabato scorso. Qualche agricoltore ha dormito nei trattori, qualcun altro in auto. Da Alife a Parete, quasi tutto il mondo agricolo casertano è rappresentato. E se ieri gli agricoltori, posizionandosi di fronte ad un grande supermercato di un noto marchio, hanno gettato a terra frutta e verdura proprio per alzare l'attenzione sui bassi introiti che la grande distribuzione garantisce loro nell'acquisto dei prodotti agricoli della terra, nei prossimi giorni ci saranno altre forme di protesta che metteranno nel mirino l'indebitamento delle aziende, che causa profitti scarsi, non riescono a pagare rate dei mutui accesi presso gli istituti bancari o le imposte richieste dal fisco; e spesso sono costrette a chiudere.
In Puglia
Un presidio di circa 200 agricoltori e una sessantina di trattori da lunedì sera è in corso a Cerignola nel Foggiano in via Manfredonia, zona alla periferia della città. "Saremo in presidio fisso e permanente - riferisce Pasquale Calvio, portavoce del movimento spontaneo di agricoltori - in attesa di risposte certe e precise da parte dell'unione europea e del governo italiano". Per il 7 è previsto un lungo corteo di trattori che si muoverà per entrare a Cerignola e poi immettersi lungo la Statale 16, percorrere diversi chilometri in direzione Foggia per poi fare rientro al presidio.
In Basilicata
Da Matera verso Altamura e Cassano delle Murge, nel barese, sono 300 i mezzi in marcia. Gli agricoltori si sono radunati alla periferia della città dei Sassi, lungo la strada statale 99, nei pressi dell'area commerciale di Venusio, e si sono diretti verso la vicina Puglia attraverso la strada statale 96, creando notevoli rallentamenti alla circolazione. Poi faranno ritorno alla periferia di Matera. Mentre giovedì una ottantina di trattori manifesteranno a Potenza, dirigendosi verso la sede della Regione Basilicata.
In Sicilia
Anche l'arcivescovo di Agrigento Alessandro Damiano ha raggiunto il presidio permanente degli agricoltori in corso da lunedì mattina sulla scorrimento veloce Sciacca-Palermo, all'altezza del bivio di località Gulfa, in territorio di Santa Margherita di Belice. Gli agricoltori vogliono restare qui fino al 22 febbraio. "Non intendiamo fermarci, vogliamo risposte vere, non più promesse", dice Gaspare La Marca, responsabile del Movimento spontaneo dei produttori agricoli del Belice, che raggruppa almeno 500 imprenditori. A trascorrere qualche ora con loro anche i sindaci e gli amministratori della valle.
In Sardegna
Stazionano davanti al varco dogana del porto di Cagliari una ventina di trattori di agricoltori e pastori sardi, pronti alla manifestazione dei prossimi giorni a Roma. Ci sono un centinaio di persone che daranno vita a un’altra marcia in città. I manifestanti, provenienti da diversi centri della Città metropolitana di Cagliari, dal Medio Campidano e dal Sulcis, sono intenzionati a non abbandonare l'area, fino a quando non verranno ascoltati dal ministro dell'Agricoltura, Francesco Lollobrigida. "Abbiamo chiesto l'autorizzazione per continuare il presidio per altri dieci giorni. Rimarremo qui", ha detto Roberto Congia, tra i principali referenti del Movimento pastori sardi e Movimento riscatto agricolo.