Bidelli e tecnici precari, la rivolta
di Salvo IntravaiaPrecari Ata sul piede di guerra. Un emendamento di tre esponenti della maggioranza, Giorgia Latini e Rossano Sasso della Lega, e Giovanni Luca Cannata di Fratelli d’Italia, propone di prorogare le graduatorie dei supplenti Ata (bidelli, amministrativi e tecnici di laboratorio) di un anno e di rinviare al 2025 l’aggiornamento delle stesse liste provinciali e d’istituto.
Tre milioni di diplomati
Graduatorie dove circa 3 milioni di diplomati si sperano di acciuffare una supplenza o, se già dentro, di trasferirsi di provincia dopo avere prestato servizio lontano da casa. Le storie che raccontano sono tantissime, soprattutto in quest’ultimo caso. C’è chi lavora in Piemonte e ha già organizzato il matrimonio con la futura moglie che si trova in Toscana. Ma per convolare a nozze occorre che il bando venga pubblicato la prossima primavera per ricongiungersi alla fidanzata e coronare il loro sogno. E chi è in attesa di un bambino e aspetta di trasferirsi al sud per vederlo nascere. In tantissimi attendono il decreto per inserirsi ex novo. Se però le graduatorie verranno riaperte nel 2025 occorrerà slittare tutti i progetti di un anno.
“Per accontentarne mille ne state condannando milioni”
“Per accontentarne mille ne state condannando milioni”. La lettera che il personale non docente precario del neonato Comitato no allo slittamento Ata ha inviato alla presidente del consiglio, Giorgia Meloni, ai ministri e agli onorevoli si apre con questa frase. “Da circa un mese a questa parte”, continuano, “il mondo del personale Ata è in subbuglio a causa del famigerato emendamento milleproroghe proposto da Lega e da Fratelli d’Italia, il quale prevede lo slittamento del bando di terza fascia al 2025”. I motivi ufficiali che hanno spinto i relatori a presentare il contestato emendamento sono due. Con un anno in più si vorrebbero agevolare coloro che sono stati assunti a tempo determinato durante la pandemia da Covid21 e anche i colleghi assunti lo scorso anno per aiutare le scuole nei progetti previsti dal Pnrr: il Piano nazionale di ripresa e resilienza. Con un anno di tempo in più una parte di questi precari potrebbe raggiungere il traguardo dei 24 mesi.
La certificazione informatica
La seconda motivazione riguarda la cosiddetta “certificazione informatica” che l’ultimo contratto della scuola ha previsto per amministrativi e tecnici, ma non per i bidelli. Anche in questo caso, 12 mesi in più consentirebbero a chi si vuole inserire di acquisire la certificazione con tempi più rilassati. Ma quelli del Comitato respingono al mittente tutte e due le motivazioni. “Chi garantisce gli assunti Covid e Pnrr ai mille che potrebbero farcela di lavorare ancora e di raggiungere gli agognati 24 mesi di servizio? Perché i collaboratori scolastici, per cui non è prevista la certificazione informatica, dovrebbero subire lo slittamento di un anno?”, si chiedono. Una cosa è certa: quello della certificazione informatica si preannuncia come l’ennesimo business sulle spalle di disoccupati che ambiscono a un lavoro a scuola. Magari da bidello o in segreteria.
Il meccanismo delle supplenze
Per entrare di ruolo, il personale Ata partecipa a concorsi per soli titoli. Niente prove scritte e orali. Le graduatorie dei precari sono suddivise in tre fasce. Nella prima (provinciale) ci sono coloro che nei singoli profili hanno già svolto almeno 24 mesi di servizio e man mano che il ministero autorizza i posti vengono assunti a tempo indeterminato. La seconda fascia (provinciale) è ormai esaurita in quasi tutte le province: ne facevano parte coloro che avevano lavorato per almeno 30 giorni. Le graduatorie di terza fascia sono invece d’istituto o di circolo. E ospitano coloro che hanno almeno un diploma, titoli di servizio e culturali. Se c’è una supplenza si scorrono le graduatorie provinciali prima e d’istituto e si assume da queste liste che si riaprono ogni tre anni. I precari ambiscono ai 24 mesi di servizio per essere assunti in pianta stabile. Ma questa volta pare che, tra le proteste degli interessati, il governo voglia rinviare tutto al prossimo anno.