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Luigi Boitani: “Giusta la decisione di abbattere l’orso M90. La convivenza richiede scelte dolorose”

“L’anno scorso in Trentino sono stati trovati sette orsi morti a opera dei bracconieri. Stavolta almeno c’è stata una valutazione scientifica. M90 purtroppo era un esemplare pericoloso per l’uomo”
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«È stata una decisione trasparente. M90 era un orso pericoloso e i tentativi di dissuasione non sono serviti. L’abbattimento è avvenuto con il permesso e il supporto scientifico di un ente come Ispra. Non era mai accaduto prima in Italia». Luigi Boitani, fra i più profondi conoscitori degli animali selvatici in Italia, zoologo dell’università di Roma La Sapienza, è dispiaciuto. «Perché l’orso è un animale meraviglioso». Ma è anche convinto che con M90 si sia seguita la strada giusta.

Perché la strada giusta?

«Per la prima volta nel nostro paese un animale selvatico, non solo un orso, è stato abbattuto seguendo un percorso trasparente, con una valutazione di pericolosità e un parere dell’Ispra, l’Istituto per la Protezione e la Ricerca Ambientale. L’anno scorso in Trentino sono stati trovati 7 orsi morti, ufficialmente per cause misteriose. In realtà non è difficile immaginare che nei ricorsi e controricorsi fra gli enti pubblici qualcuno abbia deciso di farla breve e imbracciare il f…

«È stata una decisione trasparente. M90 era un orso pericoloso e i tentativi di dissuasione non sono serviti. L’abbattimento è avvenuto con il permesso e il supporto scientifico di un ente come Ispra. Non era mai accaduto prima in Italia». Luigi Boitani, fra i più profondi conoscitori degli animali selvatici in Italia, zoologo dell’università di Roma La Sapienza, è dispiaciuto. «Perché l’orso è un animale meraviglioso». Ma è anche convinto che con M90 si sia seguita la strada giusta.

Perché la strada giusta?

«Per la prima volta nel nostro paese un animale selvatico, non solo un orso, è stato abbattuto seguendo un percorso trasparente, con una valutazione di pericolosità e un parere dell’Ispra, l’Istituto per la Protezione e la Ricerca Ambientale. L’anno scorso in Trentino sono stati trovati 7 orsi morti, ufficialmente per cause misteriose. In realtà non è difficile immaginare che nei ricorsi e controricorsi fra gli enti pubblici qualcuno abbia deciso di farla breve e imbracciare il fucile».

Ancora non lo sappiamo?

«I referti dell’Istituto Zooprofilattico sono stati trasmessi solo alla magistratura. Noi non sappiamo nulla, ma credo che gestire gli orsi come avvenuto con M90 rappresenti una mossa contro il bracconaggio».

Gli animalisti non concordano.

«Ma gestire la natura vuol dire non pensare tanto all’individuo, quanto al benessere della specie. Convivere — ed è l’uomo a cercare la convivenza con gli animali selvatici, non il contrario — richiede compromessi dolorosi. M90 aveva l’abitudine di avvicinarsi all’uomo. Prima di seguire i due fidanzati, era entrato varie volte nei paesi. Lo sappiamo perché i suoi spostamenti sono stati seguiti con il radiocollare. Proiettili di gomma e rumori non gli hanno fatto perdere la confidenza. La conclusione è stata che rappresentava un potenziale pericolo per l’uomo. A differenza dei lupi, che attaccano l’uomo in casi veramente eccezionali, gli orsi causano diverse vittime all’anno, in Europa e Stati Uniti».

Non si poteva comunque evitare questa fine?

«Ci sono misure che un ente locale deve adottare in modo inflessibile. I cassonetti anti-orso vanno installati sempre e dovunque. Si tratta di animali intelligenti e opportunisti, imparano subito la strada se una volta trovano cibo. L’informazione su come comportarsi deve essere capillare, sia per gli abitanti che per i turisti. Lo spray al peperoncino non deve essere dotazione solo di poche guardie forestali, ma di chiunque vada a passeggiare nei boschi».

M90 non poteva essere semplicemente catturato?

«Per farlo campare in gabbia, da carcerato, per i 30 o 40 anni della sua vita?».

Se uccidere M90 è stata la scelta giusta, accadrà ancora, magari a lupi o altri animali?

«Potrebbe accadere ancora. Si tratterebbe almeno di una decisione ragionata e trasparente».

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