Abbattuto l’orso pericoloso, in Trentino cade il tabù. Rivolta degli animalisti: “Adesso basta esecuzioni”
dal nostro inviato Giampaolo VisettiTRENTO — L’orso M90 è stato abbattuto ieri pomeriggio nei boschi della bassa Val di Sole, in Trentino. Il 28 gennaio l’animale aveva seguito a lungo una coppia di fidanzati che camminava in montagna sopra il paese di Ortisè, frazione di Mezzana. Nelle scorse settimane M90, non entrato in letargo a causa dell’inverno particolarmente caldo, era stato avvistato più volte in vari luoghi della valle, accanto ai cassonetti dell’immondizia e tra le case. Aveva seguito, senza aggredirli, anche altri escursionisti ed era rimasto vittima di un investimento da parte di un’auto, lungo la statale solandra. Questi atteggiamenti, definiti “confidenti”, hanno indotto il presidente della Provincia, il leghista Maurizio Fugatti, a firmare ieri il decreto di abbattimento, eseguito quasi in simultanea.
TRENTO — L’orso M90 è stato abbattuto ieri pomeriggio nei boschi della bassa Val di Sole, in Trentino. Il 28 gennaio l’animale aveva seguito a lungo una coppia di fidanzati che camminava in montagna sopra il paese di Ortisè, frazione di Mezzana. Nelle scorse settimane M90, non entrato in letargo a causa dell’inverno particolarmente caldo, era stato avvistato più volte in vari luoghi della valle, accanto ai cassonetti dell’immondizia e tra le case. Aveva seguito, senza aggredirli, anche altri escursionisti ed era rimasto vittima di un investimento da parte di un’auto, lungo la statale solandra. Questi atteggiamenti, definiti “confidenti”, hanno indotto il presidente della Provincia, il leghista Maurizio Fugatti, a firmare ieri il decreto di abbattimento, eseguito quasi in simultanea.
A inizio settimana l’Ispra, Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale, dopo aver esaminato il dossier trentino inviato a Roma si era dichiarato “non contrario” all’uccisione. I comportamenti di M90 erano stati valutati di grado 13 su 16 nella scala di pericolosità: per questo l’istituto aveva aperto a un abbattimento “nei tempi più rapidi possibili”. In un documento i vertici di Ispra avevano però censurato la giunta Fugatti, chiedendo “maggiore impegno sul fronte della prevenzione” di incidenti.
Tra i rilievi, la scarsità di cassonetti anti-orso nelle valli attorno alle Dolomiti di Brenta, le più frequentate dai plantigradi, e la carenza di informazioni pubbliche su come comportarsi per limitare e gestire gli incontri con gli animali. L’abbattimento di M90 “per ragioni di sicurezza” ha scatenato la rivolta di ambientalisti e amanti della natura.
Da giorni invocavano misure di sicurezza alternative all’uccisione: ora sono decisi ad accedere agli atti per chiarire i dettagli dell’abbattimento, annunciano per sabato manifestazioni di protesta e azioni giuridiche di livello europeo, mirate a scongiurare «altre vere e proprie esecuzioni» di esemplari protetti. Per il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, «la soppressione non può essere l’unica alterativa, ma la soluzione estrema». «Se quanto fino ad oggi messo in campo con la Provincia di Trento non è stato sufficiente — sostiene Pichetto — l’impegno di tutti deve essere quello di moltiplicare gli sforzi per individuare ogni soluzione possibile a garantire una convivenza pacifica nei territori».
“M90 è pericoloso, va abbattuto”, Trento contro l’orso che in Val di Sole aveva inseguito una coppia
L’appello del ministero rischia di arrivare tardi. Fugatti, che ha affidato la gestione dei “grandi carnivori” all’assessore al Turismo, ha deciso di abbattere 16 orsi nei prossimi due anni. Ufficialmente in Trentino vivono oggi circa 120 plantigradi: i numeri restano generici perché solo M90 era dotato di radiocollare e i censimenti sono datati. Quella che la giunta Fugatti definisce “emergenza-orsi”, dopo la reintroduzione del 1999 grazie al progetto europeo Life Ursus, è esplosa lo scorso 5 aprile. Quel giorno Andrea Papi, 26 anni di Caldes, fu ucciso dall’orsa JJ4 sul Monte Peller, sempre in Val di Sole, poco sopra la casa in cui abitava con la famiglia. Sempre in primavera JJ4, separata dai suoi cuccioli, è stata catturata e rinchiusa nel recinto del Casteller, sopra Trento.
Ai primi di marzo un uomo di Rabbi, Alessandro Ciccolini, era rimasto invece ferito nel corso di un attacco dell’orso MJ5, poco lontano dal luogo della morte di Papi: in estate l’animale è stato trovato morto, per cause non chiarite. Ieri M90 è stato identificato dalle guardie forestali grazie all’osservazione di radiocollare e marche auricolari. «Era un animale pericoloso — spiega la Provincia — alla luce dell’eccessiva confidenza e frequentazione di aree urbane e periurbane». Di tutt’altro avviso il mondo ambientalista, che accusa Fugatti di «una politica miope, una gestione sanguinosa e nemica degli animali, che non rispetta la biodiversità». Polemica anche la famiglia Papi, che invoca “giustizia per Andrea”: non ha mai chiesto l’abbattimento di JJ4, ma ripete che il figlio «è stato abbandonato da chi doveva proteggerlo» e che «chi ha sbagliato deve pagare».
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