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Derby a destra per le europee, la premier scavalca Salvini, lui vuole gli agricoltori in lista

FdI presenta un emendamento sulle assicurazioni che tocca le deleghe del ministro
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ROMA — Se prima c’era la ruspa, ora c’è il trattore. Politicamente, Matteo Salvini ci è già montato sopra. Direzione Bruxelles. Il capo della Lega ha tutta l’intenzione di fare dell’agricoltura uno dei pilastri della sua campagna per le Europee. In chiave anti-Ue. Ma il mirino continuerà a centrare il ministro della “Sovranità alimentare”, Francesco Lollobrigida. Dentro il Carroccio già si vagliano i profili degli agricoltori da piazzare in lista. «È un mondo che abbiamo sempre rappresentato, lo faremo a maggior ragione stavolta», spiega un big di via Bellerio. Sarà in corsa pure qualcuno dei trattoristi più barricaderi? «Forse». Lo scontro a destra ormai è ufficiale. Giorgia Meloni comincia a reagire, anche per difendere il ministro-cognato. Ieri è arrivato un primo segnale: mentre la Lega continuava a chiedere di togliere l’Irpef a tutto il comparto, non solo ai redditi bassi, Fratelli d’Italia presentava un emendamento al Milleproroghe per posticipare di sei mesi l’entrata in vigor…

ROMA — Se prima c’era la ruspa, ora c’è il trattore. Politicamente, Matteo Salvini ci è già montato sopra. Direzione Bruxelles. Il capo della Lega ha tutta l’intenzione di fare dell’agricoltura uno dei pilastri della sua campagna per le Europee. In chiave anti-Ue. Ma il mirino continuerà a centrare il ministro della “Sovranità alimentare”, Francesco Lollobrigida. Dentro il Carroccio già si vagliano i profili degli agricoltori da piazzare in lista. «È un mondo che abbiamo sempre rappresentato, lo faremo a maggior ragione stavolta», spiega un big di via Bellerio. Sarà in corsa pure qualcuno dei trattoristi più barricaderi? «Forse». Lo scontro a destra ormai è ufficiale. Giorgia Meloni comincia a reagire, anche per difendere il ministro-cognato. Ieri è arrivato un primo segnale: mentre la Lega continuava a chiedere di togliere l’Irpef a tutto il comparto, non solo ai redditi bassi, Fratelli d’Italia presentava un emendamento al Milleproroghe per posticipare di sei mesi l’entrata in vigore dell’obbligo di assicurazione per i mezzi agricoli. Obbligo che aveva chiesto proprio FdI. Non è una mossa casuale: tra i tanti campi in cui poteva intervenire il partito della premier, ne ha scelto uno, le assicurazioni, che tocca direttamente anche le deleghe del ministero dei Trasporti. Cioè di Salvini. Uno sgambetto. O meglio: un segnale, per far capire che d’ora in poi a ogni uscita stonata seguirà una reazione.

Il derby a destra sui trattori

È il derby a destra sui trattori. Che spinge sia la premier che il suo vice a prendere di petto l’Ue. Per Salvini attaccare Bruxelles è meno impegnativo, sceglie toni da aizzatore: l’Europa, diceva ieri, fa scelte «miopi, folli, suicide». Di più: «L’Europa è il disastro». Meloni, che sembra orientata a votare per il bis di Ursula von der Leyen alla Commissione, non vorrebbe entrare in questa dinamica, ma alla fine ieri è stata costretta a smarcasi «dalle scelte sbagliate della Commissione europea», dai «diktat» sull’agricoltura. Per non lasciare campo libero al socio-rivale.

Tensioni a Palazzo Chigi

Tensioni che sono emerse durante il vertice a Palazzo Chigi con le associazioni degli agricoltori, ma senza i trattoristi in marcia verso Roma, che sono stati incontrati solo da Lollobrigida, in separata sede. Particolare da segnare: la riunione con le organizzazioni era stata preannunciata agli interessati due giorni fa. Ma era fissata al Ministero dell’Agricoltura. Invece ieri mattina, contrordine: venite a Palazzo Chigi. La premier si è voluta intestare la mossa. Rivendicando, nel corso della riunione, di incontrare «le associazioni rappresentative», in modo istituzionale, mentre Salvini, videocollegato da Potenza, subito dopo raccontava di stare dalla parte dei trattori (cioè anche dei non rappresentati), che aveva visto il giorno prima a cena in Abruzzo, con tanto di post social pubblicato ieri sera con un automezzo gigante a ruote gommate. E ancora: mentre la premier a Chigi sosteneva di voler ripristinare l’esenzione Irpef solo ai redditi fino a 10mila euro, «non ai privilegiati», Salvini nella stessa riunione impegnava la Lega a «provare a superare quel limite». I deputati del Carroccio dunque proveranno a modificare l’emendamento concordato in maggioranza. In aperta sfida anche al ministro dell’Economia, che pure è un leghista, Giancarlo Giorgetti, il quale nel vertice ha ribadito la «franchigia fino a 10mila euro». Giorgetti, di fatto, più che con Salvini è in linea con Meloni e con Lollobrigida, con cui si era consultato poco prima. Un feeling evidente dalle parole pronunciate da “Lollo” davanti ai microfoni: l’esenzione per i redditi bassi «come ha detto Giorgetti, riguaderà il 90% del settore». Anche se altri esperti ministeriali parlano di una platea decisamente più ristretta. Ma a chiudere la cassa, oltre a Giorgetti, ci ha pensato il colonnello di FdI al Mef, Maurizio Leo. Obiettivo: non dare l’idea di cedere troppo ai trattoristi. E soprattutto a Salvini. Sulla posizione di FdI sembra convergere anche l’altro vice-premier, il segretario di Forza Italia, Antonio Tajani, che ieri lanciava segnali al collega leghista: «Serve una visione, non messaggi spot a chi protesta».

Il progetto di Lega nazionale

Salvini però ormai è in formato guastafeste. Dopo avere perso il candidato governatore della Sardegna, ogni giorno avrà la sua pena, per Meloni. Tre giorni fa era il treno Rai per Sanremo, poi i trattori. Ieri ha riaperto il dossier Regionali, da Potenza, tornando a ventilare la possibilità che il candidato governatore in Basilicata sia della Lega, a danno di FI: «Serve uno slancio in più, noi abbiamo le persone giuste». E c’è un altro dossier caldo, sulla scrivania del ministro dei Trasporti: dopo gli agricoltori, toccherà ai “marittimi”, a cui il governo aveva sforbiciato l’indennità di malattia, riducendola al 60% dello stipendio. Un problema sentito soprattutto nelle località portuali del Sud e che Salvini vorrebbe cavalcare. Per provare a non far naufragare il suo progetto di Lega nazionale.

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