I mini hotel di vetro dividono il Veneto. “Sono le Dolomiti, non Disneyland”
di Enrico FerroSettecento euro a notte, tutto compreso. Una strisciata di carta di credito e anche la montagna diventa un’apericena. Si chiamano “starlight room” e c’è chi ne ha fatto una traduzione non efficacissima battezzandole come semplici “stanze panoramiche”. Tecnicamente è un monolocale dotato di camera da letto, piccola sala da pranzo e bagno. Nella realtà dei fatti è una costruzione in vetro e legno da adagiare sulle cime più suggestive delle Dolomiti, roba da togliere il fiato.
Tutto a portata di selfie
Il patrimonio dell’umanità a portata di selfie, e senza nemmeno una goccia di sudore per raggiungerlo. «Il trasporto è in fuoristrada d’estate, in motoslitta d’inverno», evidenzia Raniero Campigotto, storico gestore del Rifugio Col Gallina, che ad oltre duemila metri di quota ha installato in via sperimentale due di queste strutture. Ma presto in Veneto potrebbero comparirne ben 172, come da proposta di legge presentata da…
Settecento euro a notte, tutto compreso. Una strisciata di carta di credito e anche la montagna diventa un’apericena. Si chiamano “starlight room” e c’è chi ne ha fatto una traduzione non efficacissima battezzandole come semplici “stanze panoramiche”. Tecnicamente è un monolocale dotato di camera da letto, piccola sala da pranzo e bagno. Nella realtà dei fatti è una costruzione in vetro e legno da adagiare sulle cime più suggestive delle Dolomiti, roba da togliere il fiato.
Tutto a portata di selfie
Il patrimonio dell’umanità a portata di selfie, e senza nemmeno una goccia di sudore per raggiungerlo. «Il trasporto è in fuoristrada d’estate, in motoslitta d’inverno», evidenzia Raniero Campigotto, storico gestore del Rifugio Col Gallina, che ad oltre duemila metri di quota ha installato in via sperimentale due di queste strutture. Ma presto in Veneto potrebbero comparirne ben 172, come da proposta di legge presentata dalla giunta regionale a ottobre 2022.
Le starlight room potranno sorgere anche a quote uguali o superiori al 1.600 metri, in deroga all’attuale normativa urbanistica regionale, che a quell’altitudine consente solo rifugi, malghe e bivacchi.
Lo scontro
Potranno esserne installate due per Comune montano, che in Veneto sono 86. Martedì 20 febbraio prossimo il consiglio regionale avrebbe dovuto discuterne e, eventualmente, votare quello che molti vedono come un cambio di paradigma nell’uso della montagna. Ma la questione è stata tolta dall’ordine del giorno per la seconda volta, a causa di dissidi anche all’interno della maggioranza.
«Microalberghi d’alta montagna? Ma scherziamo? Sono stanze emozionali, da due posti, rimovibili», sottolinea Federico Caner, assessore regionale al Turismo. Ma è proprio puntando sulla parola “microalberghi” che Andrea Zanoni, consigliere regionale del Parito democratico, ha avviato una petizione per impedirne la realizzazione. «Il testo che verrà sottoposto al voto prevede due posti letto, quindi una singola stanza, di piccola cubatura» puntualizza l’assessore regionale. «La struttura portante è in legno, il resto in vetro: serve a poter godere di un’esperienza emozionale, magari ammirando le stelle», è la sua tesi.
Le regole da rispettare
A Col Gallina, sedici chilometri da Cortina, le regole d’ingaggio per soggiornare sulla starlight room sono chiare. «Massimo due persone, niente animali e nemmeno bambini. Check-in tra le 16.30 e le 17, check-out alle 8 del mattino successivo». Le foto sono mozzafiato, sia di giorno che di notte. E infatti c’è chi sta attendendo l’approvazione in consiglio regionale per organizzare il viaggio di nozze. «Stanze ecosostenibili al 100%», spiega il pioniere Campigotto. «Sono fissate a terra, ma di fatto rimovibili. Gli scarichi sono interni alla struttura, per l’elettricità vengono utilizzati pannelli solari e il riscaldamento è a pellet».
“La montagna non è Disneyland”
Renato Frigo, presidente del Cai Veneto, però si è già espresso contro il progetto: «Il rischio è che tutto diventi un parco divertimenti, e la montagna non può essere Disneyland. Ma ci siamo posti anche il problema della sicurezza: ci potrebbe essere il rischio di incentivare i turisti anche meno attrezzati, banalizzando anche la salita in montagna in inverno, cosa che invece non è semplice e bisogna prestare molta attenzione».
Il voto in consiglio regionale non sarà una passeggiata, perché c’è già chi nella maggioranza mette le mani avanti. Il leghista Marzio Favero ha annunciato la sua contrarietà e non è escluso che anche Fratelli d’Italia decida di astenersi confermando la posizione già assunta in commissione. La parola chiave, per il governatore Luca Zaia e la sua giunta, è “turismo esperienziale”, un concetto su cui punta da anni, al punto da approvare una delibera che consente strutture ricettive anche in grotte, palafitte, alberi e alloggi galleggianti. Dal punto di vista autorizzativo, una volta approvata la norma, per le starlight room funzionerà così: la concessione spetta al sindaco, che però dovrà osservare ogni altro vincolo esistente sul territorio.
Nel caso di località come Cortina, ci sono il Parco, la Fondazione Dolomiti Unesco, i limiti europei e avrà un suo ruolo anche la Sovrintendenza.