Scuola, tornano i giudizi sintetici alla primaria: da ottimo a insufficiente. Il governo cancella la riforma della valutazione descrittiva per i bambini
di Ilaria VenturiVoti alla primaria, si cambia. Di nuovo, a distanza di poco più di tre anni scolastici dalla riforma che aveva tolto i voti numerici per introdurre giudizi descrittivi. Un emendamento del governo, inserito nel disegno di legge sulla revisione del voto in condotta, che sarà all'esame della Commissione Istruzione del Senato dalla prossima settimana, farà tornare alla primaria i giudizi sintetici (da insufficiente a ottimo). Fosse stato per Fratelli d’Italia e per la sottosegretaria all’Istruzione Paola Frassinetti si sarebbe addirittura dovuto tornare ai 5 o ai 9 e 10 in pagella. Poi la mediazione all’interno della maggioranza. Obiettivo? Cancellare la riforma introdotta dall’allora ministra 5 Stelle Lucia Azzolina. Un fai e disfa quando cambia il colore dei governi che non fa bene alla scuola. Ma tant’è.
Il quarto cambiamento dal 2008
Mentre maestre e maestri ormai si sono formati a una valutazione che tiene conto in modo complessivo di ciò che gli alunni hanno appreso, di ciò che devo…
Voti alla primaria, si cambia. Di nuovo, a distanza di poco più di tre anni scolastici dalla riforma che aveva tolto i voti numerici per introdurre giudizi descrittivi. Un emendamento del governo, inserito nel disegno di legge sulla revisione del voto in condotta, che sarà all'esame della Commissione Istruzione del Senato dalla prossima settimana, farà tornare alla primaria i giudizi sintetici (da insufficiente a ottimo). Fosse stato per Fratelli d’Italia e per la sottosegretaria all’Istruzione Paola Frassinetti si sarebbe addirittura dovuto tornare ai 5 o ai 9 e 10 in pagella. Poi la mediazione all’interno della maggioranza. Obiettivo? Cancellare la riforma introdotta dall’allora ministra 5 Stelle Lucia Azzolina. Un fai e disfa quando cambia il colore dei governi che non fa bene alla scuola. Ma tant’è.
Il quarto cambiamento dal 2008
Mentre maestre e maestri ormai si sono formati a una valutazione che tiene conto in modo complessivo di ciò che gli alunni hanno appreso, di ciò che devono migliorare e dei passi avanti che hanno fatto con giudizi che i genitori talvolta faticano ad orientarsi, dal prossimo anno – l’emendamento passerà –dovranno cambiare di nuovo tutto. Dal 2008 si tratterebbe del quarto cambiamento: si usavano i giudizi, poi si passò ai voti, nel 2020 vennero introdotti i giudizi descrittivi e a partire dal 2024 si useranno quelli sintetici. “Basta con le definizioni incomprensibili tipo ‘avanzato’, ‘intermedio’, ‘base’, ‘in via di prima acquisizione’ – le ragioni del ministro Giuseppe Valditara – Al di là del giudizio analitico, vogliamo che alle elementari le valutazioni siano chiare, semplici: ottimo, buono, discreto, sufficiente, insufficiente, gravemente insufficiente”.
Pareri constrastanti
Il dibattito è aperto: chi parla di un passo indietro, chi plaude alla semplificazione in pagella. Nei social si scatenano i commenti pro e contro. Il clima generale nelle sale insegnanti è di scoramento. Alza le braccia la preside dell’istituto comprensivo Valente di Roma Maria Rosa Lauricella: “C’è poco da dire, se non tanto disorientamento. Sono nella scuola da 40 anni, ho visto di tutto nelle pagelle e nelle verifiche: lettere, numeri, giudizi. Il problema è che non facciamo a tempo a fermarci su un metodo di valutazione che lo cambiano. Per noi rimane valida la bussola pedagogica del valutare gli alunni in base alle loro capacità di miglioramento, il voto non è mai punitivo, per noi non lo sarà mai”.
"Così si mortifica la scuola”
"La scuola primaria ha fatto uno sforzo significativo per il rinnovamento introdotto alla fine del 2020. Se, come spesso accade in Italia, dopo poco tempo si annulla tutto dall’alto, vanificando gli enormi sforzi compiuti, sarà sempre più difficile per la scuola assumersi la responsabilità di nuove riforme importanti” osserva Maria Mellone, docente di didattica della Matematica dell’università Federico II di Napoli e presidente della Commissione italiana per l’insegnamento della Matematica dell’Unione Matematica Italiana (Umi-Ciim). Non a caso, visto quanto sia importante nelle discipline Stem incoraggiare gli studenti, in particolare le ragazze convinte – raccontano alcuni studi sul tema – di non farcela.
“La scuola primaria ha perseguito l’obiettivo di una valutazione descrittiva per molto tempo, basandosi su solide prove della ricerca pedagogica e didattica – continua la docente – Queste evidenze giustificano pienamente questa scelta. Tuttavia, mettere in discussione questo senso con il ritorno ai giudizi sintetici, senza dare il tempo di verificare realmente l’efficacia e di considerare l’adattamento che ogni processo di rinnovamento comporta, è discutibile”.
Novara: “Un disastro, è l’anticamera del ritorno ai voti numeri”
Il ritorno a un semplice giudizio sintetico, magari più chiaro e immediato per le famiglie, fa arrabbiare il pedagogista Daniele Novara: “Il mio giudizio è negativo, questo è un disastro. Purtroppo questo governo e questo ministro hanno solo l’idea di tornare indietro. La decisione presa nel 2020 chiudeva la stagione del ritorno ai voti numerici, che sono i peggiori in assoluto perché non parlano e cristallizzano il giudizio su un alunno, ed è stata una grande conquista. Ha rappresentato il passaggio a un valutazione formativa, evolutiva, dove non conta centrare esattamente la performance dell’alunno, ma conta evidenziare i suoi progressi. L’idea è guidare gli alunni in un processo di apprendimento, non giudicarli. Ora si torna indietro, agli anni 90. Reintrodurre la tipologia dei giudizi è solo l’anticamera del ritorno ai voti numerici”