Dopo il sindaco che rivendica di essere un vero uomo perché guarda il lato B della donna, o la premier che è “una donna non classica perché non ha bisogno di un uomo” (copyright Ignazio La Russa, vice presidente del Senato) ecco cosa mancava alla ignobile collezione dell’ignorante cultura sessista della nostra politica: il candidato che per farsi notare si accompagna a belle donne.
L’audio: "Con sei donne in minigonna mi ascoltano tutti”
Un vocale whatsapp circola in modo insistente in Gallura. C’è un candidato con la lista Democrazia cristiana con Rotondi, Pietro Pinna, aspirante consigliere regionale a sostegno del centrodestra di Paolo Truzzu, che non parla dei problemi della Sardegna, di progetti-sanità-trasporti-turismo, ma del brillante metodo per farsi ascoltare: “Se ti presenti da solo sei un cane bastonato, con queste sei amiche molto belle invece…”.
Non bastano sei donne, devono anche essere svestite: “Due in minigonna, due in pantaloni di pelle e stivali, due leopardate con camicie aperte che fanno un bel vedere”. Chiusura non poteva che essere volgare: “Ho fatto un incontro dove penso proprio che qualcuno è tornato a casa e ha messo incinta la moglie”.
La giustificazione: “Parole scherzose diffuse per distruggermi”
L’audio non era un fake. Ma “una goliardata”, difesa d’ufficio classica buona per ogni occasione. Anzi, di più: “Un attacco mediatico” dietro il quale si celerebbe “una regia per sconfiggere l’immagine della mia persona”.
“Sì, il messaggio è mio, ma era stato mandato a un amico. Era goliardico e doveva rimanere tra noi. L'ha invece fatto girare, ovvio che ho bloccato questa amicizia", ha confermato a Radio Capital Pietro Pinna. "Conosco bene la Gallura, conosco tutti i suoi problemi, ho solo tante amiche e mi faccio accompagnare da loro, mi sostengono - ha spiegato Pinna - Ho rispetto per le donne e far girare questo audio è solo un attacco mediatico". "Per me questa è la prima campagna elettorale, sono un tipo scherzoso, un comunicatore, ho rispetto per tutti, soprattutto per il mondo femminile. L'audio era privato, secondo me c'è una regia per sconfiggere l'immagine della mia persona", ha detto ancora.
Le reazioni: “Frasi inaccettabili”
Dal vocale ha preso le distanze anche Truzzu: "Parole inaccettabili, pronunciate da chi si sottopone al giudizio degli elettori per amministrare la Sardegna. E soprattutto inaccettabili per l'uso vergognoso del corpo della donna come merce elettorale”. Ma è soprattutto l’opposizione a dirsi basita: "Uno schifo, una vergogna assoluta”, ha detto Alessandra Todde, candidata presidente del M5s alle regionali del 25 febbraio. "Donne esibite come animali del circo per attirare l'attenzione degli elettori. L'ennesimo, deplorevole, esempio di un modo di fare politica che pensavamo morto e sepolto e che invece periodicamente torna e sfrutta il corpo delle donne per far leva sul maschilismo patriarcale", hanno aggiunto le candidate consigliere delle liste di centrosinistra a sostegno di Renato Soru.