Protesta dei trattori, gli agricoltori bloccano il traffico alla periferia di Roma: “Vogliamo parlare con il ministro Lollobrigida”
di Corrado ZuninoROMA – Gli agricoltori in protesta hanno bloccato un tratto di Roma Est, in periferia, e hanno fatto saltare il traffico in quell’area a ridosso dei quartieri di San Basilio e Casal Boccone per ore. “I trattori”, ormai sulle strade italiane da un mese, sono tornati a interrompere intenzionalmente la circolazione. Era accaduto a Orte, sull’autostrada A1, il 28 gennaio scorso, ma il ricorso al blocco è sempre stato fin qui utilizzato con prudenza e parsimonia.
Erano 170 i mezzi sulla Via Nomentana, questo pomeriggio alle tre: all’altezza del civico 1.141, di rientro al presidio dopo una scavallata verso Colleverde, gli agricoltori hanno spento i motori e sono scesi in strada. La polizia locale ha dovuto bloccare il tratto compreso tra Via Sora Lella e il Grande raccordo anulare e, successivamente, altri pezzi della Nomentana.
“Il ministro Lollobrigida deve riceverci”
"Il governo e il ministro dell’Agricoltura devono riceverci, è necessario far partire subito un provvedimento sul giusto …
ROMA – Gli agricoltori in protesta hanno bloccato un tratto di Roma Est, in periferia, e hanno fatto saltare il traffico in quell’area a ridosso dei quartieri di San Basilio e Casal Boccone per ore. “I trattori”, ormai sulle strade italiane da un mese, sono tornati a interrompere intenzionalmente la circolazione. Era accaduto a Orte, sull’autostrada A1, il 28 gennaio scorso, ma il ricorso al blocco è sempre stato fin qui utilizzato con prudenza e parsimonia.
Erano 170 i mezzi sulla Via Nomentana, questo pomeriggio alle tre: all’altezza del civico 1.141, di rientro al presidio dopo una scavallata verso Colleverde, gli agricoltori hanno spento i motori e sono scesi in strada. La polizia locale ha dovuto bloccare il tratto compreso tra Via Sora Lella e il Grande raccordo anulare e, successivamente, altri pezzi della Nomentana.
“Il ministro Lollobrigida deve riceverci”
"Il governo e il ministro dell’Agricoltura devono riceverci, è necessario far partire subito un provvedimento sul giusto prezzo”, ha detto Salvatore Fais, produttore di Piombino che ora parla per voce degli Agricoltori italiani, dopo essere fuoriuscito da Riscatto agricolo. Quest’ultimo movimento era riuscito a ottenere, attraverso un messaggio letto da Amadeus, la ribalta del Festival di Sanremo, ma si è spaccato, in quei giorni, a causa dell’appoggio dato da alcuni portavoce al ministro Francesco Lollobrigida, che venerdì 9 andò a trovarli a tarda ora proprio al presidio sulla Nomentana.
"Abbiamo bloccato il traffico perché vogliamo risposte", ha detto Fais. E Roberto Rosati, al suo fianco, ha spiegato: "Ora torneremo al presidio e ci daremo un nome unitario, chiederemo al governo di avere un rapporto diretto nelle decisioni importanti con un tavolo tecnico permanente. I cittadini hanno accolto l’appello, questa mattina al nostro passaggio sventolavano diversi tricolori".
Le divisioni tra i contadini: “Ora un nome unitario”
Domenica scorsa, i fuoriusciti di Riscatto agricolo avevano ottenuto di poter entrare in Piazza San Pietro per la benedizione papale alla fine dell’Angelus. Avevano portato con loro la Mucca Ercolina 2, già esposta all’esterno del Teatro Ariston di Sanremo nei giorni dell’evento. Domenica i produttori diretti al Vaticano si erano manifestati con il nome di Movimento territorio e agricoltura. Altre sigle sono venute fuori dopo la frattura di Riscatto agricolo: coloro che avevano prima invitato e poi raggiunto una tregua con Lollobrigida erano stati accusati di essere vicini a Fratelli d’Italia e la questione ha frammentato il movimento dei quarantenni.
Salvatore Fais ha già fatto sapere che l’ala che non vuole fermare la protesta su strada è pronta a manifestazioni unitarie con gli Agricoltori traditi (Cra) di Danilo Calvani, che giovedì scorso avevano portato nove trattori e cinquecento persone al Circo Massimo di Roma e nella prima fase della protesta erano stati tenuti lontani da quelli di Riscatto agricolo.
Blocchi a Senigallia e Cagliari
Oggi c’è stata una seconda manifestazione nella capitale: in Piazza della Repubblica, vicino alla Stazione Termini. Una sfilata di trattori, segnalati in quaranta, si è vista anche a Senigallia, nelle Marche. A Cagliari gli agricoltori, da tre settimane al varco doganale del porto, hanno bloccato il centro della città mettendo di traverso i trattori in Via Roma. Vogliono incontrare Giorgia Meloni, che domani chiuderà alla Fiera la campagna elettorale del centrodestra per le elezioni regionali.
La protesta, sul resto del territorio nazionale, è scesa d’intensità.