Terrore in Veneto, è allarme per la banda che rapina le gioiellerie nei centri commerciali in pieno giorno
di Enrico FerroIl 20 dicembre al centro commerciale “Le Porte dell’Adige” di Bussolengo (Verona), il 7 febbraio al “Valecenter” di Marcon (Venezia), martedì 20 febbraio alla “Grande Mela” di Lugagnano di Sona (Verona). A Nordest il terrore corre lungo i corridoi dei centri commerciali. Sono abili, veloci e organizzati i rapinatori che ormai da mesi rapinano le gioiellerie all’interno dei più frequentati poli dello shopping. Sfruttano gli spazi aperti e, soprattutto, l’assenza di “bussole” per entrare e uscire.
Senza scrupoli
Nei centri commerciali funziona così. Visto l’alto afflusso di gente nessuno si aspetta che un commando armato di pistole e fucili possa fare irruzione in mezzo alla folla. Invece questi agiscono proprio in questo modo. L’istantanea divenuta marchio di fabbrica è quella che immortala uno di questi rapinatori con una commessa tenuta come ostaggio, con il mitra ben saldo sul braccio sinistro: foto scattata da un coraggioso cliente del Valecenter di Marcon, grazie alla quale si è c…
Il 20 dicembre al centro commerciale “Le Porte dell’Adige” di Bussolengo (Verona), il 7 febbraio al “Valecenter” di Marcon (Venezia), martedì 20 febbraio alla “Grande Mela” di Lugagnano di Sona (Verona). A Nordest il terrore corre lungo i corridoi dei centri commerciali. Sono abili, veloci e organizzati i rapinatori che ormai da mesi rapinano le gioiellerie all’interno dei più frequentati poli dello shopping. Sfruttano gli spazi aperti e, soprattutto, l’assenza di “bussole” per entrare e uscire.
Senza scrupoli
Nei centri commerciali funziona così. Visto l’alto afflusso di gente nessuno si aspetta che un commando armato di pistole e fucili possa fare irruzione in mezzo alla folla. Invece questi agiscono proprio in questo modo. L’istantanea divenuta marchio di fabbrica è quella che immortala uno di questi rapinatori con una commessa tenuta come ostaggio, con il mitra ben saldo sul braccio sinistro: foto scattata da un coraggioso cliente del Valecenter di Marcon, grazie alla quale si è compresa la spregiudicatezza di questa banda.
Martedì l’ultimo colpo
L’ultimo colpo in ordine di tempo è quindi quello di martedì pomeriggio a Lugagnano di Sona. Intorno alle 16 due individui con il volto coperto dal casco integrale e le pistole in pugno hanno assaltato il negozio “Gioielli di Valenza”, sempre la stessa catena presa di mira al Valecenter di Marcon. Hanno infranto un espositore in vetro e arraffato tutti i gioielli. Commesse terrorizzate di fronte alla canna della pistola, clienti in fuga, bambini disperati protetti dalle mamme incredule. Del resto, alle quattro del pomeriggio un centro commerciale del genere è un crocevia.
Livello di allarme sempre più alto
Il livello di allarme si sta alzando notevolmente tra gli apparati di sicurezza del Veneto, perché c’è il timore che prima o poi una rapina del genere possa finire male. Quando assalti simili vengono compiuti in mezzo alla gente, le variabili sono tantissime, compresa quella che qualcuno possa intervenire nel tentativo di fermarli. Nuclei investigativi dei carabinieri e Squadre mobili delle Questure si sono messi a caccia con gli indizi raccolti nei tre colpi. Ci sono le immagini delle telecamere, le fisionomie dei banditi immortalati, un’auto di scambio trovata dopo il colpo di Marcon e poi i soliti accertamenti con i sistemi targa-system e con i dati delle celle telefoniche. L’allarme è tale che, in un raggio molto ampio tra le province di Venezia, Verona, Vicenza, Padova e Treviso, le misure di sorveglianza nei centri commerciali più frequentati sono destinate ad essere innalzate. Per evitare che, ancora una volta, la banda delle gioiellerie semini il terrore.