Cronaca

Trovato morto nel bosco a Treviso, la vittima forse uccisa da un 17enne con cui aveva rapporti a pagamento

Trovato morto nel bosco a Treviso, la vittima forse uccisa da un 17enne con cui aveva rapporti a pagamento

A indirizzare gli inquirenti era stata l’analisi del secondo cellulare della vittima, dove figuravano dei contatti tra Dedja e il minorenne nel giorno dell’omicidio

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Il corpo era stato ritrovato lo scorso 21 gennaio in un bosco in provincia di Treviso. Bledar Dedja, 39enne albanese, sposato e padre di una bambina, era stato ucciso con almeno venti coltellate. Dietro la sua morte, sembrerebbe esserci il coinvolgimento in un caso di prostituzione minorile.

Un minorenne in manette

Nella mattina di venerdì 23 gennaio, la Procura minorile di Venezia ha aperto un fascicolo per omicidio volontario a carico di un 17enne italiano, residente nel comune di Pieve del Grappa. Il minorenne, come riporta il Corriere del Veneto, è stato fermato e condotto in carcere.

A incastrarlo sarebbero state alcune tracce di sangue rinvenute sul luogo del delitto e a lui riconducibili: sembra che il minore potrebbe essersi ferito a una mano nel corso dell’aggressione. Nei giorni scorsi erano poi stati effettuati degli accertamenti su alcune impronte digitali trovate sui vestiti, sul cadavere del 39enne e sul suo portafogli. Ma a indirizzare gli inquirenti era stata anche l’analisi del secondo cellulare della vittima, dove figuravano i contatti avvenuti tra Dedja e il 17enne il giorno dell’omicidio.

L’ipotesi degli inquirenti è che i due si fossero dati appuntamento per quel giorno e che il minore avrebbe poi colpito a morte il 39enne con una lama lunga 20 centimetri, con cui gli ha perforato un polmone e provocato una vasta emorragia. La vittima è poi stata ritrovata con pantaloni e biancheria intima abbassati, a un centinaio di metri dalla propria vettura. Le chiavi dell’automobile erano state fatte sparire insieme all’arma del delitto e poi ritrovate poco più avanti.

Il 17enne sarebbe stato, inoltre, immortalato da una telecamera di video sorveglianza che si trova posizionata lungo la strada principale mentre si allontanava dal luogo del delitto.

La seconda vita della vittima

Le indagini delle forze dell’ordine hanno portato alla luce la seconda vita nascosta della vittima, che sarebbe stato solito avere incontri sessuali con donne e giovani uomini. Il primo incontro con il suo presunto omicida sarebbe avvenuto durante un periodo di alternanza-lavoro, un anno fa. In quell’occasione, Dedja avrebbe avvicinato il 17enne e gli avrebbe proposto di intraprendere una relazione fisica in cambio di soldi.

Secondo gli investigatori, a un certo punto il 17enne avrebbe però tentato di interrompere i rapporti, ma la vittima lo avrebbe ricattato. Da qui la decisione di presentarsi con un coltello all’ultimo incontro, quando una lite potrebbe aver fatto degenerare la situazione.

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