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La rivincita dei maestri di sci: pochi e sempre più cari ma le lezioni raddoppiano

Crescono gli over 44, ma la quota principale di clienti è ancora rappresentata dai ragazzi tra i 7 e i 12 anni
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Inflazione e scarsità di neve non frenano la voglia di settimana bianca e così le scuole di sci vivono un’inaspettata ripresa rispetto a quanto preannunciato all’inizio della stagione invernale. Che siano collettive o individuali, nessuno rinuncia alle lezioni, né i bambini né gli adulti. E se la professione del maestro di sci invoglia sempre meno persone, in realtà le scuole continuano ad averne sempre più bisogno.

Chi sono gli sciatori di quest’anno

La quota maggiore della clientela delle scuole di sci è rappresentata ancora dai bambini, soprattutto quelli di età compresa tra i 7 e i 12 anni, in aumento rispetto allo scorso anno e pari a quasi il 40% del totale, secondo l’analisi di Skipass. Sono un po’ meno i più piccoli, quelli tra i 4 e i 6 anni, che coprono il 25% degli iscritti totali. Complessivamente, però, è per i bambini che vengono richieste quasi il 70% delle lezioni, in solitaria o in gruppo.

Molti sono stati coinvolti direttamente dai propri istituti scolastici, che se…

Inflazione e scarsità di neve non frenano la voglia di settimana bianca e così le scuole di sci vivono un’inaspettata ripresa rispetto a quanto preannunciato all’inizio della stagione invernale. Che siano collettive o individuali, nessuno rinuncia alle lezioni, né i bambini né gli adulti. E se la professione del maestro di sci invoglia sempre meno persone, in realtà le scuole continuano ad averne sempre più bisogno.

Chi sono gli sciatori di quest’anno

La quota maggiore della clientela delle scuole di sci è rappresentata ancora dai bambini, soprattutto quelli di età compresa tra i 7 e i 12 anni, in aumento rispetto allo scorso anno e pari a quasi il 40% del totale, secondo l’analisi di Skipass. Sono un po’ meno i più piccoli, quelli tra i 4 e i 6 anni, che coprono il 25% degli iscritti totali. Complessivamente, però, è per i bambini che vengono richieste quasi il 70% delle lezioni, in solitaria o in gruppo.

Molti sono stati coinvolti direttamente dai propri istituti scolastici, che sempre di più hanno deciso di puntare sugli sci per portare in gita i propri studenti. Alcuni maestri hanno perfino deciso di puntare sui cosiddetti corsi “superbaby”, lezioni individuali rivolte ai bambini di 3 anni.

Ma dalla scorsa stagione invernale, sempre più adulti hanno deciso di godersi una settimana in montagna, tanto che le lezioni individuali sono raddoppiate. Le hanno prenotate soprattutto gli over 44, in crescita rispetto al 2023, mentre tanti di età compresa tra i 13 e i 44 anni hanno scelto di prendersi una pausa dagli sci.

Tra le richieste avanzate più di frequente c’è quella di un maestro privato per un giorno intero, di essere trasportati dall’alloggio alla pista e viceversa, ma anche di corsi di sci per persone con disabilità, in prevalenza ipovedenti.

I costi in aumento: 53 euro all’ora per una lezione individuale

Eppure i costi sono in aumento, anche se non registrano una crescita vertiginosa. Un’ora di corso individuale costa in media 53,50 euro, un euro in più all’ora rispetto allo scorso anno. Più alto l’incremento per i corsi collettivi: l’aumento è di 3 euro l’ora, per un costo complessivo medio di 26 euro per un’ora di lezione. Per compensare l’aumento dei costi, infatti, le scuole di sci italiane hanno aumentato le proprie tariffe del 7,8% rispetto allo scorso anno.

Alcune puntano su pacchetti e promozioni commerciali per incentivare gli indecisi, come corsi speciali o scontati per la domenica pomeriggio, quando di solito chi arriva da altre città inizia a tornare a casa.

Sempre più maestri e giornate di apertura

In questi giorni di alta affluenza, la richiesta continua permette di impiegare quasi la totalità dell’organico: circa 75 maestri per ogni scuola, dei quali solo 39 diventano operativi, invece, nei periodi di magra. Il maestro di sci, rileva l’analisi, viene ancora considerato come un punto di collegamento tra le destinazioni e lo sciatore, per il contatto privilegiato con gli ospiti e la conoscenza approfondita del territorio.

E poco importa che la neve sia quasi sparita ovunque. Il ricorso a quella artificiale permette alle scuole di aprire in media per 131 giornate totali, persino di più delle 129 dello scorso anno. In aiuto arriva anche Pasqua, che quest’anno cade a fine marzo e che spinge anche i piccoli comprensori a rimanere aperti più a lungo.

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