Del Re: “Noi mai col Pd, se faremo un’alleanza potrei non correre da sindaca”
di Alessandro Di MariaFoto Lisa Guglielmi/CGE Fotogiornalismo Firenze, 25 02 2024
Cecilia Del Re la mattina al Tuscany Hall per l’iniziativa “A Firenze si può”, seguita da circa 400 persone. Tomaso Montanari il pomeriggio alla casa del Popolo di San Bartolo a Cintoia, ascoltato da oltre 300 simpatizzanti, sul tema “Vivere di lavoro, morire di lavoro” con il lancio di una proposta: «Esselunga doni l’area di via Mariti alla città». Due dei protagonisti delle elezioni fiorentine si sono confrontati a distanza in uno strano incrocio di destini che per i rumors politici potrebbero addirittura vederli alleati. Del Re con la sua Firenze Democratica scalda i motori scagliandosi subito contro i dem: «Siamo un gruppo che mette al centro il dialogo e non i veti. Non ne abbiamo mai messi, ma ovviamente per ragioni di merito escludiamo un’alleanza con il Pd». Ad ascoltarla anche i suoi tre consiglieri in Palazzo Vecchio, Leonardo Calistri, Massimiliano Piccioli e Stefano Di Puccio. Ma poi emerge anche l’ipotesi che Del Re possa non candidarsi in prima persona: «Stiamo lavorando…
Cecilia Del Re la mattina al Tuscany Hall per l’iniziativa “A Firenze si può”, seguita da circa 400 persone. Tomaso Montanari il pomeriggio alla casa del Popolo di San Bartolo a Cintoia, ascoltato da oltre 300 simpatizzanti, sul tema “Vivere di lavoro, morire di lavoro” con il lancio di una proposta: «Esselunga doni l’area di via Mariti alla città». Due dei protagonisti delle elezioni fiorentine si sono confrontati a distanza in uno strano incrocio di destini che per i rumors politici potrebbero addirittura vederli alleati. Del Re con la sua Firenze Democratica scalda i motori scagliandosi subito contro i dem: «Siamo un gruppo che mette al centro il dialogo e non i veti. Non ne abbiamo mai messi, ma ovviamente per ragioni di merito escludiamo un’alleanza con il Pd». Ad ascoltarla anche i suoi tre consiglieri in Palazzo Vecchio, Leonardo Calistri, Massimiliano Piccioli e Stefano Di Puccio. Ma poi emerge anche l’ipotesi che Del Re possa non candidarsi in prima persona: «Stiamo lavorando per costruire il nostro programma. Se c’è una certezza è che la nostra lista, Firenze Democratica, sarà presente alle amministrative. Se poi cammineremo con qualcuno, un’alleanza la faremo sui temi perché ci pare il modo più serio e responsabile per procedere, quindi ci prenderemo anche il mese di marzo e poi il quadro sarà definito per capire se cammineremo o no con qualcuno. Laddove faremo alleanze non è detto che possa essere io la candidata a sindaco».
Al Tuscany Hall ci sono 23 tavoli tematici, i presenti si confrontano su tre macro temi che riguardano la qualità della vita, dell’ambiente e del lavoro. Ma a tenere banco sono le alleanze: «A oggi non c’è un orizzonte definito: l’associazione di Montanari 11 agosto ha iniziato da pochissimo e stanno anche loro lavorando per il loro programma, mentre Italia Viva l’abbiamo vista alle prese con la possibile alleanza con il Pd fino all’altro ieri». Intanto l’associazione si è strutturata: presidente è Gea Volpe, vicepresidente Alessandro Martini, Del Re segretaria e portavoce.
A San Bartolo a Cintoia si parla di lavoro. Tra i presenti una delegazione del M5S con l’onorevole Andrea Quartini e il capogruppo a Palazzo Vecchio Roberto De Blasi. Quartini sale anche sul palco per parlare, in particolare di prevenzione. E l’ipotesi di un’alleanza tra Montanari e il M5S prende corpo. Mentre Ornella De Zordo attacca proprio Del Re per alcune sue frasi quando l’ex Panificio Militare fu acquistato da Esselunga («dopo decenni di abbandono l’area troverà la sua nuova vocazione di servizio e apertura ai cittadini» disse Del Re). «Credo che le alleanze — aggiunge Montanari con l’associazione 11 agosto che ha già raccolto un migliaio di iscritti — vengano dopo un progetto e la capacità di mettersi insieme su un progetto. Dovrà nascere una coalizione e questa coalizione deciderà come allargarsi: c’è un progetto, ci sono le alleanze, c’è da decidere insieme un candidato sindaco, ci saranno tante cose da fare. Ma quello che decide è l’idea di città, quindi bisognerà confrontarsi con tutti, noi siamo aperti a chi condivide la nostra idea di città». Per Montanari però una cosa è certa: «Se come spero e come credo nascerà anche una lista civica, che non si chiamerà 11 agosto, avrà senso se riuscirà a costruire una coalizione. Penso che di un pezzettino in più nessuno senta il bisogno, ma di un’occasione di unire tanti pezzi per un progetto invece il bisogno si sente. Il campo largo è importante, però bisogna capire cosa si coltiva in questo campo, se è la pianta del cambiamento va bene».