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Elezioni europee, l’allarme dei Servizi: “C’è il rischio di ingerenze russe sul voto”

(ansa)
La relazione annuale dell’Intelligence. E i casi di interferenze già provati, dalla protesta dei trattori al prezzo dell’energia
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È uno sguardo sugli ultimi 12 mesi ma, in realtà, è una domanda su quello che accadrà nei prossimi cento giorni: che campagna sarà per le elezioni europee di giugno? La Russia di Putin proverà a influenzare il voto democratico come ha già fatto negli ultimi tempi? Perché nella relazione annuale dell’intelligence — ieri in piazza Dante a Roma erano riuniti l’Autorità delegata alla sicurezza della Repubblica, Alfredo Mantovano, i direttori delle Agenzie Elisabetta Belloni (Dis), Giovanni Caravelli (Aise) e Mario Parente (Aisi) e il presidente del Copasir, Lorenzo Guerini — è scritta nero su bianco una cosa ben precisa: e cioè che Mosca ha «avviato campagne ibride in danno dell’Italia e dell’Occidente intero» con azioni di spionaggio, attacchi cyber, disinformazione, sfruttamento in chiave destabilizzante dei flussi migratori provenienti dall’Africa. Con un piano speculare a quello dell’altra super potenza, la Cina di Xi Jinping.

Il ricatto energetico

L’Italia, stando all’analisi degli 0…

È uno sguardo sugli ultimi 12 mesi ma, in realtà, è una domanda su quello che accadrà nei prossimi cento giorni: che campagna sarà per le elezioni europee di giugno? La Russia di Putin proverà a influenzare il voto democratico come ha già fatto negli ultimi tempi? Perché nella relazione annuale dell’intelligence — ieri in piazza Dante a Roma erano riuniti l’Autorità delegata alla sicurezza della Repubblica, Alfredo Mantovano, i direttori delle Agenzie Elisabetta Belloni (Dis), Giovanni Caravelli (Aise) e Mario Parente (Aisi) e il presidente del Copasir, Lorenzo Guerini — è scritta nero su bianco una cosa ben precisa: e cioè che Mosca ha «avviato campagne ibride in danno dell’Italia e dell’Occidente intero» con azioni di spionaggio, attacchi cyber, disinformazione, sfruttamento in chiave destabilizzante dei flussi migratori provenienti dall’Africa. Con un piano speculare a quello dell’altra super potenza, la Cina di Xi Jinping.

Il ricatto energetico

L’Italia, stando all’analisi degli 007, ha mostrato «un buon livello di resilienza» rispetto agli attacchi di Mosca e di Pechino. Ma, annota l’intelligence, «le attività ibride russe sono state continue e crescenti dall’inizio del conflitto in Ucraina». Mosca ha provato a isolare il nostro Paese su due direzioni: l’approvvigionamento energetico e la tensione sociale. «La Russia — scrivono i Servizi — ha cercato di ostacolare le iniziative italiane ed europee di diversificazione energetica e di introduzione del price cap sul gas russo». Questo è avvenuto «attraverso campagne informative di natura propagandistica» pensate per «inquinare l’informazione verso il grande pubblico circa l’andamento dei prezzi dell’energia, l’inflazione e, più in generale, il costo delle materie prime».

La disinformazione

Disinformare fa parte di una strategia più ampia. Che ha come nuovo obiettivo le elezioni per Bruxelles. «Gli apparati di informazione legati al Cremlino hanno provato a minare la coesione europea e la fiducia dei cittadini nelle istituzioni sia nazionali che della Ue e della Nato. Dopo il blocco imposto ai media russi, come RT e Sputnik, Mosca ha potuto contare sull’appoggio di network mediatici di Paesi terzi per promuovere le proprie narrative ampliando, allo stesso tempo, la propria capacità di coordinamento a livello internazionale». Significa che si sono mossi network anche in Italia? Sì, sostiene l’intelligence. In chiaro il sottosegretario Mantovano ha spiegato come «nei giorni scorsi, con la protesta di una parte del mondo dell’agricoltura, alcuni canali social filorussi hanno provato ad accreditare l’idea infondata che la protesta derivasse dagli effetti economici delle sanzioni alla Russia. È un tentativo goffo, ma dà l’idea della sfida». I Servizi hanno invece evidenza di diverse pagine Telegram e Facebook usate perveicolare e manipolare il dibattito pubblico a colpi di fake news. «In discussione» hanno spiegato Mantovano, Belloni e i direttori delle Agenzie, «non c’è la libertà di espressione, sia chiaro. Ma i tentativi di influenzare le istituzioni democratiche».

“No escalation nelle piazze”

Oltre a essere l’anno di elezioni in 76 Paesi, il 2024 è anche un anno di manifestazioni di piazza, la maggior parte delle quali legata al conflitto israelo-palestinese. Al di là dei problemi sulla gestione dell’ordine pubblico che le manganellate sugli studenti a Pisa hanno dimostrato, la nostra intelligence sta lavorando da tempo sul tema piazze. «Quello che si sta muovendo avrà anche ripercussioni interne perché c’è un mondo che cerca visibilità, indipendentemente dalle manifestazioni spontanee da parte di alcune aree», spiega il direttore dell’Aisi, il generale Mario Parente. Sarà un anno delicato, perché è quello del G7 di Borgo Egnazia. «Ci saranno manifestazioni anche per la riunione dei Grandi, si pensi agli appuntamenti sulle tematiche dell’ambiente e delle tecnologie ma non abbiamo segnali di escalation, che questo evolva in qualcosa di diverso».

L’intelligenza artificiale

Altro tema caldo per la sicurezza nazionale è quello legato allo sviluppo delle nuove tecnologie e dei social network. Che si tratti dell’intelligenza artificiale, del cloud, della blockchain, dei big data & analytics, delle tecnologie quantistiche, delle reti 5G e 6G o delle tecnologie satellitari, l’intelligence avverte: «La sfida è mantenere l’essere umano al controllo dei sistemi tecnologici, in grado di padroneggiarli senza farsene condizionare o, peggio, travolgere».

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