La difesa di Piantedosi sugli scontri al corteo di Pisa: “No processi sommari alla polizia”. Tajani con gli agenti: “Figli del popolo attaccati da radical chic”
di Alessandra ZinitiNo a "processi sommari alle forze di polizia che meritano il massimo rispetto", nessun cambio di strategia nella gestione dell'ordine pubblico e nessuna "strategia di contrazione della libertà di espressione in Italia". Semmai la denuncia di infiltrazioni e di fibrillazione dell'area antagonista e di "un clima di crescente aggressività nei confronti delle forze dell'ordine" con il rischio che il livello possa ulteriormente alzarsi nelle prossime settimane "per crisi internazionali, problematiche socioeconomico e impegni elettorali".
È una difesa a tutto campo, pronunciata a tratti con toni accesi, quella che il ministro dell'Interno Piantedosi ha fatto questa mattina alla Camera nella sua informativa sugli scontri tra polizia e studenti a Pisa e Firenze e che ha ricordato anche l'aggressione subita ieri a Torino dagli agenti che stavano scortando un migrante destinato al rimpatrio.
Solo all'inizio del suo discorso, interrotto tre volte dagli applausi dei banchi della maggioranza…
No a "processi sommari alle forze di polizia che meritano il massimo rispetto", nessun cambio di strategia nella gestione dell'ordine pubblico e nessuna "strategia di contrazione della libertà di espressione in Italia". Semmai la denuncia di infiltrazioni e di fibrillazione dell'area antagonista e di "un clima di crescente aggressività nei confronti delle forze dell'ordine" con il rischio che il livello possa ulteriormente alzarsi nelle prossime settimane "per crisi internazionali, problematiche socioeconomico e impegni elettorali".
È una difesa a tutto campo, pronunciata a tratti con toni accesi, quella che il ministro dell'Interno Piantedosi ha fatto questa mattina alla Camera nella sua informativa sugli scontri tra polizia e studenti a Pisa e Firenze e che ha ricordato anche l'aggressione subita ieri a Torino dagli agenti che stavano scortando un migrante destinato al rimpatrio.
Solo all'inizio del suo discorso, interrotto tre volte dagli applausi dei banchi della maggioranza ma anche dai mormorio di disapprovazione delle opposizioni, Piantedosi ha ribadito quanto detto il primo giorno subito dopo il forte richiamo ricevuto dal presidente della Repubblica Mattarella. E cioè che "quando si giunge al contatto fisico con ragazzi minorenni è comunque una sconfitta ed è necessario svolgere ogni verifica con puntualità obiettività e trasparenza".
Subito dopo, però, il discorso di Piantedosi ha seguito la stessa virata impressa da Giorgia Meloni ancora ieri sera. E dunque la responsabilità degli scontri di Pisa e Firenze è tutta degli studenti che sono scesi in piazza "in totale violazione di legge" senza dare preavviso e rifiutando ogni interlocuzione con la DIGOS.
Il ministro ha sottolineato come siano stati denunciati quattro ragazzi maggiorenni "tutti con precedenti per reati attinenti all'ordine pubblico". Non vi è e mai vi potrà essere alcuna direttiva ministeriale né indicazioni volte a cambiare le regole operative di gestione dell'ordine pubblico", ha detto Piantedosi rilanciando al di là del campo la responsabilità degli incidenti: "Il rischio di scontri è pari a zero se i manifestsnti non pongono in essere comportamenti pericolosi o violenti rispettando le regole".
"Ora abbassiamo i toni”
Poi l'affondo sull'area antagonista, il ritorno dello spauracchio "dei rischi di infiltrazione ancor di più nelle iniziative alle quali partecipano ragazzi di giovane età" e l'allarme "sul clima di crescente aggressività proiettata nei confronti delle forze dell'ordine allo scopo di provocare reazioni da parte di chi è deputato alla gestione dell'ordine pubblico al fine di aumentare il livello.di contrapposizione fra la piazza e le istituzioni".
Insomma, il rischio che agita Piantedosi non è affatto quello della contrazione delle libertà costituzionali o di una deriva securitaria, semmai quella di una "pericolosa strumentalizzazione dell'ordine pubblico e delle forze di polizia". E non a caso, i ringraziamenti finali, prima alla premier e ai ministri e dopo al presidente Mattarella vanno per la vicinanza espressa alle forze dell'ordine e non certi per il turbamento scaturito da immagini in cui si vedono poliziotti prendere a colpi di manganello decine di minorenni
Tajani: “Poliziotti figli del popolo attaccati da radical chic”
"Dobbiamo ricordare quello che rischiano ogni giorno poliziotti, carabinieri, finanzieri, agenti della polizia penitenziaria e anche della polizia locale". Così il vicepremier Antonio Tajani a margine di un convegno alla Camera.
"Forza Italia è e rimane a forte sostegno delle forze dell'ordine, se qualcuno ha sbagliato deve essere sanzionato giustamente, ma non si può fare di tutta l'erba un fascio per pochi che hanno sbagliato - prosegue - È gente che garantisce la nostra sicurezza: sono figli del popolo e spesso quelli che li attaccano sono figli di papà radical chic, violenti che non hanno nessun rispetto della legge, dell'autorità dello Stato. Abbiamo visto quello che hanno fatto ieri gli anarchici a Torino, sono veramente indignato per quello che è accaduto. Il capo dello Stato ha fatto bene a solidarizzare con i due agenti aggrediti".
Schlein: “Nemmeno una parola su studenti feriti. Fdi strumentalizza eventi tragici"
"Ho ascoltato in aula il ministro Piantedosi, e ho trovato inaccettabile che mancasse anche solo una parola di solidarietà agli studenti feriti in quegli scontri e che manchi da giorni una parola di meloni, che fa battute con la stampa estera ma non ha detto nulla su quei ragazzi, che sono perlopiù minori". Lo ha detto la segretaria del Pd, Elly Schlein, durante la conferenza stampa al Nazareno per la presentazione del congresso del partito dei socialisti europei.
"Basta manganellate sugli studenti, lo diciamo ribadendo la solidarietà agli agenti colpiti ieri a torino mentre svolgevano il loro lavoro, un fatto inaccettabile- ha proseguito Schlein- Fdi in una nota l'altro giorno ha detto che 'la sinistra spalleggia i violenti ed è causa di questi disordini'. Sono parole irresponsabili, segno di una totale mancanza di senso delle istituzioni da parte di chi governa". Per la segretaria dem, infatti, "se c'è una parte politica che sta strumentalizzando in modo becero questi eventi che hanno scosso il paese è proprio il partito che esprime la presidente del consiglio, alla quale chiediamo di esprimersi finalmente su questo episodio".