Fiano: “La replica di Meloni a Mattarella è ricattatoria. In democrazia tutti sono passibili di critiche”
di Alessandra Ziniti«Ho appena finito di parlare con l’agente di polizia violentemente aggredito a Torino. Gli ho espresso tutta la mia solidarietà e quella del partito. Perché noi non facciamo e non faremo mai mancare il più ampio sostegno alle forze di polizia».
Emanuele Fiano, ex deputato del Pd, già componente del Copasir, da sempre molto attento alle tematiche antifasciste, non accetta in alcun modo il sospetto lanciato dalla maggioranza che a sinistra si fomenti la contrapposizione con le forze dell’ordine.
Il ministro Piantedosi, nelle sua informativa alle Camere, ha ribaltato il campo: poche parole dedicate ai ragazzi manganellati a Pisa, una difesa a tutto campo delle forze di polizia. Come la vede?
«Piantedosi è uomo intelligente, prefetto esperto, e sa bene che la cura migliore per evitare i rischi di degenerazione delle manifestazioni è la prevenzione, la conoscenza sul campo di chi c’è in quei cortei. Capisco i suoi appelli al rispetto delle regole e ad abbassare i toni, ma non è una giusti…
«Ho appena finito di parlare con l’agente di polizia violentemente aggredito a Torino. Gli ho espresso tutta la mia solidarietà e quella del partito. Perché noi non facciamo e non faremo mai mancare il più ampio sostegno alle forze di polizia».
Emanuele Fiano, ex deputato del Pd, già componente del Copasir, da sempre molto attento alle tematiche antifasciste, non accetta in alcun modo il sospetto lanciato dalla maggioranza che a sinistra si fomenti la contrapposizione con le forze dell’ordine.
Il ministro Piantedosi, nelle sua informativa alle Camere, ha ribaltato il campo: poche parole dedicate ai ragazzi manganellati a Pisa, una difesa a tutto campo delle forze di polizia. Come la vede?
«Piantedosi è uomo intelligente, prefetto esperto, e sa bene che la cura migliore per evitare i rischi di degenerazione delle manifestazioni è la prevenzione, la conoscenza sul campo di chi c’è in quei cortei. Capisco i suoi appelli al rispetto delle regole e ad abbassare i toni, ma non è una giustificazione per l’uso dei manganelli. Ma, se mi permette, qui il vero rischio arriva dalle parole di Giorgia Meloni».
Come le giudica?
«Assai preoccupanti. La sua replica al richiamo del presidente della Repubblica è ricattatoria. L’analisi del capo dello Stato è stata perfetta, non era in alcun modo un attacco alla catena gerarchica della polizia. E le parole della premier che risponde paventando le responsabilità di chi fa mancare il sostegno alle forze dell’ordine ricordano tanto quel “state attenti a non disturbare il manovratore”. Ma qui siamo in democrazia, tutti sono passibili di critiche, dalla premier al ministro dell’Interno al capo della polizia, alle forze dell’ordine ed esercitare la critica ( come per altro ha fatto il supremo garante della Costituzione, il capo delle forze armate del nostro Paese qual è Mattarella) non significa affatto far mancare il sostegno. Il nostro massimo sostegno, dunque, alle forze dell’ordine ma rivendichiamo il diritto di dire che possono sbagliare».
Resta il fatto che Piantedosi, che aveva prima detto di condividere il richiamo di Mattarella, ieri è sembrato giustificare del tutto l’operato della polizia dicendo che gli agenti hanno caricato gli studenti per garantirsi la loro incolumità.
«So bene quanto è difficile tenere insieme la libertà di manifestare e la capacità di garantire l’ordine pubblico limitando l’uso della violenza in casi estremi, ma è questo che le forze dell’ordine devono fare e dai video di Pisa è del tutto evidente che qualcosa nell’organizzazione e nella gestione di quei servizi non ha funzionato. Condivido anche l’analisi di Piantedosi sui rischi di infiltrazione nelle piazze e su un’ulteriore rialzo della tensione, ma ribadisco quello che Mattarella ha detto con parole perfette: l’uso del manganello è sempre un fallimento».
Ritiene che questi eccessi da parte delle forze dell’ordine siano effetto di un cambio di strategia del governo o più in generale di un clima di tolleranza espresso da questo esecutivo?
«Non penso che ci siano direttive in questo senso da parte di questori o prefetti, ma certo posizioni come quelle espresse dalla premier a fronte del richiamo del Capo dello Stato sono stonate e pericolose».