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Gieffino, tronista e petaloso. Quei neologismi cometa che rischiano di sparire

Parole dalla notorietà effimera, nate da un episodio, una moda, un fenomeno sociale. Ma che, secondo l’Osservatorio della lingua Treccani, sono già entrate in crisi
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Ci sono neologismi destinati a durare – il selfie, ad esempio – ed altri che somigliano più a una cometa. Hanno il bagliore di un momento e poi rischiano di spegnersi, finire nell’oblio, sparire dal linguaggio e dai vocabolari.

Petaloso, tronista, gieffino

C’è ad esempio quel petaloso, "ricco di petali", che ebbe grande successo perché inventato da un bambino di terza elementare per descrivere un fiore e diventato una specie di tormentone. C’è la meteorina, l’"annunciatrice televisiva delle previsioni meteorologiche", arrivata dopo le veline ma sparita prima. C’è pure il tronista, così come la tronista, "partecipante a uno spettacolo televisivo che si presta a essere corteggiato, su un trono", che dopo avere trionfato qualche anno è stato relegato su canali minori. O ancora il gieffino, creato e distrutto dalla stessa tv: "il partecipante al programma televisivo grande fratello”, che alla 17esima edizione fa meno breccia nelle conversazioni. Un segno di come si mutevole la mediacrazia…

Ci sono neologismi destinati a durare – il selfie, ad esempio – ed altri che somigliano più a una cometa. Hanno il bagliore di un momento e poi rischiano di spegnersi, finire nell’oblio, sparire dal linguaggio e dai vocabolari.

Petaloso, tronista, gieffino

C’è ad esempio quel petaloso, "ricco di petali", che ebbe grande successo perché inventato da un bambino di terza elementare per descrivere un fiore e diventato una specie di tormentone. C’è la meteorina, l’"annunciatrice televisiva delle previsioni meteorologiche", arrivata dopo le veline ma sparita prima. C’è pure il tronista, così come la tronista, "partecipante a uno spettacolo televisivo che si presta a essere corteggiato, su un trono", che dopo avere trionfato qualche anno è stato relegato su canali minori. O ancora il gieffino, creato e distrutto dalla stessa tv: "il partecipante al programma televisivo grande fratello”, che alla 17esima edizione fa meno breccia nelle conversazioni. Un segno di come si mutevole la mediacrazia, "il potere dei mezzi di informazione", altra parola di cui si persa sostanzialmente traccia.

Notorietà effimera

Una notorietà "effimera" legata a un episodio, a una moda, a un fenomeno sociale è la caratteristica di queste parole registrate dall'osservatorio della lingua italiana Treccani in una ricerca curata da Valeria Della Valle, condirettrice del vocabolario Treccani assieme a Giuseppe Patota.

Geniale creazione

E altre ce ne sono ancora. Si pensi a torsonudista, chi come lui aveva la "abitudine di girare a torso nudo", ora tra l’altro sanzionata dalle norme sul decoro nelle città italiane. Oppure: si pensi ad asinocrazia ("il dominio esercitato dalle persone ignoranti o stupide"), guerrasantista ("da guerra santa, tipico di un conflitto dichiarato in nome della religione"), barcamenista ("chi ha l'abitudine di barcamenarsi, di sapersi abilmente destreggiare"), lamentologia ("lo studio del perché l'essere umano si lamenta) e lanacaprinesco ("di scarso rilievo e utilità") - si devono alla firma di chi li aveva creati: firme prestigiose e in questi casi geniali come Giovanni Sartori, Guido Ceronetti, Aldo Grasso o Mina. La genialità della creazione, legata alla polemica del momento, non li ha resi però immortali né ha garantito al neologismo d'autrice o d'autore l'ingresso nei vocabolari della lingua italiana contemporanea.

"Nella ricerca - commentano Della Valle e Patota - ci siamo limitati a osservare quei neologismi occasionali che erano stati registrati, per dovere di documentazione, nella banca dati e nei nostri dizionari di neologismi Treccani, ma che non hanno fatto in tempo a essere registrati nei dizionari dell'uso perché effimeri, e quindi privi dei requisiti necessari per entrare in queste opere".

Ci sarà tempo per capire se il neologismo Ferragnez, registrato nel libro dell'anno Treccani 2018, subirà, linguisticamente, la stessa fine della coppia Ferragni-Fedez. O se sarà più duratura la sua storpiatura post crisi: FerragnEx.

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