Il passaporto si richiede in ufficio postale. L’esperimento per snellire la burocrazia nei comuni con meno di 15mila abitanti
a cura della redazione Cronaca nazionale"Grazie alla collaborazione con Poste Italiane, e alla sua capillare rete di uffici sul territorio, stiamo progressivamente spostando il baricentro delle attività del Viminale per renderlo sempre più vicino alle esigenze dei cittadini". Lo ha detto il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, intervenendo alla presentazione stamani a Roma del progetto "Polis" per la richiesta di rilascio dei passaporti negli uffici postali dei comuni con meno di 15mila abitanti. "Oggi prende avvio la sperimentazione di un progetto che, a regime, renderà possibile, nei piccoli Comuni - ha detto -, richiedere o rinnovare il passaporto direttamente negli uffici postali: una importante novità sulla strada della semplificazione dei canali di accesso ai servizi della Pubblica Amministrazione. Un segnale di attenzione verso le comunità di quei piccoli centri abitati che rappresentano la spina dorsale del nostro Paese".
"Comprensibili e ragionevoli critiche”
"Si tratta di un progetto importante che cade in un momento di grande sofferenza del Viminale nel gestire una funzione amministrativa come quella del rilascio dei passaporti, conseguenza anche del fatto che c'è stata un'esplosione delle richieste dopo la pandemia e la Brexit. Stiamo subendo comprensibili e ragionevoli critiche ma stiamo anche producendo un grande sforzo", ha affermato il ministro. “Nel 2023 sono stati rilasciati oltre 2,7 milioni di passaporti, un milione in più rispetto agli anni precedenti".
"Oggi è una tappa fondamentale di un progetto importantissimo. È il più grande progetto di sviluppo sostenibile in Italia e, probabilmente, in Europa" interviene Silvia Maria Rovere, presidente di Poste Italiane.
Transizione Green
"Questo è un progetto che contribuisce a ridurre i divari nord sud e centro periferie, con un rilancio dei piccoli centri. Ma sono fondamentali anche per la transizione green. Basta pensare all'impatto sul mancato afflusso dai piccoli centri verso le grandi città, in termini di traffico e di inquinamento", sottolinea la presidente di Poste Italiane. "Accompagneremo i cittadini nell'utilizzo delle nuove tecnologie, con un grande contributo alla riduzione del digital divide. Si tratta di un grandioso esempio di collaborazione pubblico-privato".