Cronaca

“Non ci faremo chiudere la bocca. Le libertà ereditate sono a rischio: è una battaglia di tutti difenderle”

“Non ci faremo chiudere la bocca. Le libertà ereditate sono a rischio: è una battaglia di tutti difenderle”

Intervista ad Alessia Conti, presidente del Consiglio degli studenti universitari: "Studentesse e studenti sono liberi per definizione e liberi vogliono restare. Non ci faremo chiudere la bocca dal Governo”

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Le manganellate di Pisa e Firenze evocano stagioni buie di repressione. Alessia Conti, 23 anni, studentessa di Economia all'Università di Padova, presidentessa del Consiglio nazionale degli studenti universitari, quale sarà la vostra reazione di fronte a questa situazione?

"Studentesse e studenti sono liberi per definizione e liberi vogliono restare. Non ci faremo chiudere la bocca dal Governo. Quando qualcuno vuole comprimere i diritti e reprimere la libertà di manifestazione siamo i primi ad alzare la voce. È successo anche stavolta: a sole poche ore dalle inaccettabili violenze di Pisa siamo scesi in piazza in tutta Italia, in Toscana e ovunque: Venezia, Padova, Roma. Andremo avanti finché servirà".

(bussalino)

Secondo lei c’è il rischio che una simile gestione dell’ordine pubblico da parte del Governo possa favorire una escalation di eventi?

"Le parole del Governo che criminalizzano e offendono chi scende in piazza sono gravissime: c’è chiaro il tentativo di mettere un bavaglio e di alzare la tensione. Non ci sono freni alla loro sfrontatezza ma per fortuna siamo tantissimi a voler difendere i principi fondamentali della Costituzione e ci organizzeremo unendo le forze con lavoratori, associazioni e cittadini".

Tra gli studenti c’è chi propone una linea distensiva, per esempio comunicando i percorsi delle manifestazioni alle Questure. Cosa ne pensa?

"Che va bene, ma non vogliamo più vedere studentesse e studenti minorenni con la testa spaccata dai manganelli e i volti rigati di sangue".

Dopo i fatti di Pisa si è poi consumato lo scontro istituzionale tra la premier e il presidente Mattarella. Qual è la vostra impressione?

"Il capo dello Stato rappresenta l’unità della Repubblica e ha valutato di intervenire con una nota di estrema nettezza ed equilibrio davanti a fatti che hanno indignato molti. Il presidente Mattarella si conferma un riferimento sicuro non solo per gli studenti, ma per chiunque si riconosca nella Costituzione. Purtroppo abbiamo poi letto dichiarazioni dei massimi esponenti del Governo Meloni e della premier stessa, tese a sminuire, banalizzare e distorcere quelle parole e quei concetti, che dovrebbero essere alla base del democratico e civile convivere. Un atteggiamento gravissimo e inedito del Governo, che va rispedito al mittente in maniera decisa".

(ansa)

Fino a che punto siete disposti ad arrivare?

"Non ci fermeremo finché non saremo certi che la possibilità di esprimere pacificamente il dissenso senza limitazioni, senza repressione e senza violenze o abusi sarà pienamente garantita. E’ una battaglia per tutte e tutti".

Come vi ponete nei confronti delle forze dell’ordine?

"Con il rispetto di chi pretende che proprio chi svolge un ruolo così delicato non debba mai, e in nessun caso, rendersi protagonista di abusi e violenze come quelle di Pisa. Non deve passare un messaggio di impunità o di liberi tutti. Alcune dichiarazioni irresponsabili della maggioranza spingono verso questa pericolosa deriva".

Cosa chiedete per evitare che fatti come quelli di Pisa possano accadere ancora?

"L'Italia purtroppo si distingue negativamente tra i Paesi europei per non prevedere l'identificazione individuale delle forze dell'ordine, una pratica considerata standard in molte nazioni civili. È ora di attuarla".

Come vive questa stagione politica la sua generazione?

"Come il tempo in cui dobbiamo difendere le libertà che abbiamo ereditato, perché sono a rischio, ma soprattutto lottare per conquistarne di nuove, per tutte e tutti, in ogni ambito".

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