L’amico di Lotito e il dossier su Gravina, sotto inchiesta gli affari del presidente Figc
di Giuliano Foschini , Fabio TonacciIl presidente della Figc, Gabriele Gravina
ROMA — Due storie in una. Il come e il cosa. La prima: un dossier fabbricato contro il presidente della Federcalcio, Gabriele Gravina, con fatti veri ma dalle modalità illecite, almeno secondo la procura di Perugia. La seconda: un appalto su diritti tv della Lega Pro (all’epoca guidata da Gravina) che conduce a una strana compravendita di libri antichi. E infine una Segnalazione di operazione sospetta (Sos) su Gravina fatta da un notaio di Milano, insospettito dalle modalità di acquisto di un appartamento. Due storie che si sono intrecciate nell’inchiesta di Perugia sullo spionaggio di politici e vip da parte del finaziere Pasquale Striano, fino a poco tempo fa in servizio alla Direzione nazionale antimafia, che avrebbe visto la complicità anche del pm Antonio Laudati.
L’uomo di Lotito e Striano
Il presunto dossieraggio ai danni di Gravina comincia nella primavera del 2022, quando Laudati chiama Striano e gli chiede di incontrare Emanuele Floridi, manager che si occupa di crisi azien…
ROMA — Due storie in una. Il come e il cosa. La prima: un dossier fabbricato contro il presidente della Federcalcio, Gabriele Gravina, con fatti veri ma dalle modalità illecite, almeno secondo la procura di Perugia. La seconda: un appalto su diritti tv della Lega Pro (all’epoca guidata da Gravina) che conduce a una strana compravendita di libri antichi. E infine una Segnalazione di operazione sospetta (Sos) su Gravina fatta da un notaio di Milano, insospettito dalle modalità di acquisto di un appartamento. Due storie che si sono intrecciate nell’inchiesta di Perugia sullo spionaggio di politici e vip da parte del finaziere Pasquale Striano, fino a poco tempo fa in servizio alla Direzione nazionale antimafia, che avrebbe visto la complicità anche del pm Antonio Laudati.
L’uomo di Lotito e Striano
Il presunto dossieraggio ai danni di Gravina comincia nella primavera del 2022, quando Laudati chiama Striano e gli chiede di incontrare Emanuele Floridi, manager che si occupa di crisi aziendali vicino al presidente della Lazio Claudio Lotito. Floridi, accompagnato dal ds della Lazio Mariano Fabiani, si presenta dal finanziere il 9 maggio del 2022. E poi ancora il 17 maggio, il 24 maggio e il 17 giugno. Al centro di quelle quattro conversazioni ci sono diritti tv del calcio e la collezioni di preziosi libri d’epoca di Gravina (alcuni risalgono all’Ottocento), che ha venduto ai tempi in cui era presidente della Lega Pro (2015-2018). «Il mio assistito - sostiene l’avvocato di Floridi, Marcello Elia - si è limitato a rispondere a delle domande che Striano gli ha posto. Non è andato spontaneamente».
Lotito, Gravina e Fabiani dai pm
Dopo qualche mese Laudati e Striano confezionano quello che per la procura di Perugia è il frutto di un’istruttoria illecita. Striano fa diversi accessi abusivi alle banche dati su Gravina e persone a lui vicine e i due, infine, scrivono un dossier pre-investigativo da inviare ai pm di Roma, omettendo però di indicare da chi arrivavano le informazioni e attestando falsamente di aver ricevuto un input dalla procura di Salerno. Nelle carte c’è anche la Sos su Gravina, inviata mesi prima dal notaio di Milano davanti al quale si era perfezionata il rogito di una casa, ma che né Laudati né Striano sono autorizzati a usare perché non vi è alcun legame con questioni di mafia.
Il plico passa dalla procura di Roma, ma poiché nel frattempo si è aperta l’indagine su Striano e Laudati, finisce sulla scrivania di Raffaele Cantone, procuratore capo di Perugia. Il quale valuta l’attività del finanziere e del pm come possibile dossieraggio ma, contemporaneamente, capisce che le accuse a Gravina possono avere un fondamento. Vengono sentiti, come testimoni, Lotito, Fabiani, Gravina, Floridi. Il fascicolo sul presidente della Figc torna a Roma perché secondo Cantone la circostanza va approfondita.
L’inchiesta di Roma
L’indagine aperta riguarda una transazione avvenuta nel 2018 quando la Lega Pro allora presieduta da Gravina chiude un contratto con la Isg, società specializzata in piattaforme digitali. L’oggetto sono i diritti televisivi. Da questo momento, secondo l’ipotesi investigativa, parte un complicatissimo giro di denaro che in qualche maniera tornerebbe proprio a Gravina: una cifra che va dai 250 mila al milione di euro, frutto di due preliminari di vendita non conclusa per una collezione di libri antichi. Parte del denaro, sempre secondo l’ipotesi investigativa, può essere stato utilizzati da Gravina per acquistare un’abitazione a Milano per la figlia della compagna: è il rogito che insospettisce il notaio e che divetta oggetto della Sos.
Agli atti delle indagini ci sono le lettere di un consulente della Lega, Marco Bogarelli (deceduto nel 2021, anche lui oggetto delle interrogazioni sulle banche dati da parte di Striano), che si impegnava ad acquistare una collezione di libri antichi di proprietà di Gravina per un milione e duecento mila euro. E lo stesso fa mesi dopo un altro soggetto. «Il presidente – spiegano fonti dalla Federcalcio – è notoriamente un grande collezionista. E quella era una compravendita tra privati, assolutamente regolare per la quale non ha trattenuto però alcun euro». La Guardia di Finanza sta facendo comunque gli accertamenti, al termine dei quali la Procura dovrà decidere se iscrivere formalmente Gravina nel registro degli indagati e se mantenere la competenza dell’indagine a Roma.
Le spiate sulla Salernitana
Che tra Lotito e Gravina scorra il veleno non è un segreto per nessuno, anche perché il presidente della Lazio lo considera la causa della vendita della Salernitana. Poiché nessuno può essere proprietario di due squadre che partecipano allo stesso campionato, Lotito aveva affidato le quote della Salernitana a un trust. Per la Federcalcio guidata da Gravina non è stato sufficiente, quindi ha dovuto venderle all’imprenditore Danilo Iervolino. Non a caso, nelle centinaia di accessi abusivi fatti dal luogotenente Stranio ci sono anche i nomi di Iervolino, del trustee della Salernitana Paolo Bertoli, della moglie di Gravina e di altri soggetti coinvolti nel passaggio di proprietà. Il 21 giugno 2022, dunque dopo gli incontri tra Floridi e Stranio, il finanziere ha inviato via Signal un file word denominato “Gravina” a Michele Punzi, dirigente della sicurezza di Telsi, partecipata del gruppo Tim. Il perché, nel corposo mandato a comparire inviato a Laudati e Striano, non viene specificato. Ma sembra chiaro che le manovre avessero un obiettivo: trovare magagne su Iervolino e chi stava per cedere la Salernitana.