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Trentino, approvata la legge che regolamenta l’abbattimento degli orsi: se ne potranno uccidere fino a otto all’anno se pericolosi o ‘confidenti’

Una seduta di dodici ore. Il testo è passato con 19 favorevoli, 11 astenuti e 2 voti contrari. Si tratta di fatto una modifica a una norma già esistente e fissa paletti chiari all’interno dei quali muoversi. Istituito Tavolo sui grandi carnivori
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Dopo una maratona in aula di dodici ore il disegno di legge che regolamenta l'abbattimento degli orsi in Trentino è stato approvato lunedì in tarda serata dal Consiglio provinciale. La sostanza è che la Provincia di Trento potrà eliminare fino ad otto esemplari all'anno (previo parere dell'Ispra), se considerati pericolosi o semplicemente confidenti. Un via libera tutt'altro che facile, e non solo all'esterno dell'aula, dove gli animalisti hanno protestato con forza, al punto da costringere ad un intervento le forze dell'ordine: sul disegno di legge, infatti, si stava per erigere una diga di 119 ordini del giorno, poi ritirati in seguito ad un accordo, in particolare con il consigliere di Onda Filippo Degasperi.

Dopo una maratona in aula di dodici ore il disegno di legge che regolamenta l'abbattimento degli orsi in Trentino è stato approvato lunedì in tarda serata dal Consiglio provinciale. La sostanza è che la Provincia di Trento potrà eliminare fino ad otto esemplari all'anno (previo parere dell'Ispra), se considerati pericolosi o semplicemente confidenti. Un via libera tutt'altro che facile, e non solo all'esterno dell'aula, dove gli animalisti hanno protestato con forza, al punto da costringere ad un intervento le forze dell'ordine: sul disegno di legge, infatti, si stava per erigere una diga di 119 ordini del giorno, poi ritirati in seguito ad un accordo, in particolare con il consigliere di Onda Filippo Degasperi.

La modifica alla legge

Va subito chiarita una cosa: già oggi è possibile l'abbattimento degli orsi, come dimostra la recente uccisione di M90, l'esemplare finito nel mirino (non solo metaforicamente) per comportamenti ritenuti troppo confidenti. L'argomento non a caso è stato portato con forza in aula dalle opposizioni: “Perché volete una legge visto che già oggi ci sono gli strumenti per intervenire?”. Il governo provinciale, su proposta dell'assessore leghista Roberto Failoni (albergatore in val Rendena, dove il tema dei plantigradi è particolarmente sentito), voleva però un quadro normativo all'interno del quale muoversi fissando alcuni paletti chiari e soprattutto al di fuori di quegli interventi fatti fino ad oggi in situazioni di emergenza. Tecnicamente, si tratta di una modifica della legge provinciale 11 del 2018, quella che ha dato attuazione all'articolo 16 della direttiva europea relativa alla conservazione della fauna selvatica.

Nella tarda serata di lunedì, il testo è passato con 19 favorevoli, 11 astenuti e 2 voti contrari, quelli di Degasperi e della verde Lucia Coppola. Dunque, la Provincia di Trento d'ora in avanti potrà abbattere sino ad otto esemplari all'anno, un numero non casuale, visto che è il tetto fissato dall'Ispra per garantire la conservazione della specie. Un dato che è al netto di eventuali altre morti, siano queste naturali o conseguenza di atti di bracconaggio, come si sono più volte verificati in passato.

Il Tavolo sui grandi carnivori

Le opposizioni hanno portato a casa due emendamenti, entrambi a firma di Filippo Degasperi: il primo istituisce un Tavolo sui grandi carnivori, un organo consultivo della durata di cinque anni e i cui membri saranno indicati dalla giunta provinciale. Degasperi ha anche ottenuto che sia messo nero su bianco che gli abbattimenti possano essere fatti solo dal Corpo forestale della Provincia. Questo, evidentemente, per mettere al riparo da possibili aperture alla “caccia all'orso”. Per quanto riguarda gli ordini del giorno approvati, si segnala quello su una maggiore diffusione dei cassonetti per i rifiuti anti-orso (sono dotati di una chiusura particolare) e un altro sul foraggiamento degli ungulati, pratica molto diffusa che ha però come controindicazione quella di attirare gli orsi. Nessun impegno concreto, in questo senso, ma solo una generica ipotesi di razionalizzazione.


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