“Io inseguivo le onde gravitazionali mentre mio marito faceva il papà”
di Elena Dusi«Evviva, si resta soli con papà». Quando Marica Branchesi, 47 anni, astronoma, deve partire all’improvviso per un meeting all’estero, la casa non crolla, anzi. Diego e Damian di otto e sette anni sono talmente abituati a restare con il padre — l’astronomo tedesco Jan Harms — che iniziano a saltare divertiti.
«Parità totale. Ci dividiamo tutti i compiti. Anzi, a parte la scelta dei vestiti, lui è più bravo di me», racconta lei, professoressa di Astrofisica al Gran Sasso Science institute dell’Aquila e presidentessa del consiglio scientifico dell’Istituto nazionale di astrofisica. «Io non ho la patente e lui li porta a scuola. Chi può cucina, lava i piatti, riordina. Non c’è mai stato bisogno di chiederlo, è sempre stato naturale. Lui un po’ si stupiva quando la scuola, in caso di bisogno, chiamava in automatico me. Ora hanno imparato e telefonano a lui».
Congiunzione astrale ha voluto che Diego e Damian siano nati in contemporanea con le prime osservazioni delle onde gravitazional…
«Evviva, si resta soli con papà». Quando Marica Branchesi, 47 anni, astronoma, deve partire all’improvviso per un meeting all’estero, la casa non crolla, anzi. Diego e Damian di otto e sette anni sono talmente abituati a restare con il padre — l’astronomo tedesco Jan Harms — che iniziano a saltare divertiti.
«Parità totale. Ci dividiamo tutti i compiti. Anzi, a parte la scelta dei vestiti, lui è più bravo di me», racconta lei, professoressa di Astrofisica al Gran Sasso Science institute dell’Aquila e presidentessa del consiglio scientifico dell’Istituto nazionale di astrofisica. «Io non ho la patente e lui li porta a scuola. Chi può cucina, lava i piatti, riordina. Non c’è mai stato bisogno di chiederlo, è sempre stato naturale. Lui un po’ si stupiva quando la scuola, in caso di bisogno, chiamava in automatico me. Ora hanno imparato e telefonano a lui».
Congiunzione astrale ha voluto che Diego e Damian siano nati in contemporanea con le prime osservazioni delle onde gravitazionali: una scoperta da Nobel in cui Marica e Jan hanno giocato un ruolo di primo piano. «Nel 2017 osservammo per la prima volta la fusione di due stelle di neutroni. Jan aveva in programma un congresso a Baton Rouge in Louisiana, ma a me fu chiesto all’improvviso di partire per la conferenza stampa a Washington. Lui non ci pensò due volte. Prese due passeggini, pannolini per entrambi e si imbarcò per Baton Rouge coi bambini. Io lo raggiunsi da Washington giusto in tempo per tenere Diego e Damian durante la sua presentazione».
Non è stata la situazione più difficile in cui si è ritrovata questa famiglia delle stelle, che sa far combaciare le due metà del cielo. «Due presentazioni in contemporanea: ci è capitato anche questo», ricorda Branchesi. «Diego era piccolo, l’ho messo in fondo alla sala, addormentato in carrozzina, e ho iniziato a parlare. Quando si è svegliato e ha iniziato a piangere si sono alzati tutti i miei colleghi per prenderlo in braccio, coccolarlo e calmarlo».
La conferenza stampa di Washington è stata una delle perle della carriera di Branchesi. E senza l’acrobatico viaggio di Harms avrebbe dovuto sicuramente rinunciarvi. «Senza la parità tra noi due non avrei raggiunto la maggior parte dei miei risultati. Non ne ho il minimo dubbio».
Nel frattempo i servizi di baby sitting ai congressi si sono diffusi, anche in Italia. E in questo la scienza sembra essere un passo avanti rispetto ad altri settori della società: «In molti istituti all’estero ci sono asili nido per i figli dei ricercatori. Le giovani colleghe del mio gruppo sanno bene quanto sia importante instaurare un rapporto paritario con il partner. E i ragazzi, parlo almeno delle coppie che si formano nel mondo della ricerca, lo hanno — a parte rare eccezioni — capito». Fra gli scienziati insomma Harms — abituato dai genitori tedeschi a essere autonomo e ad aiutare in casa fin da piccolo — non rappresenta un’eccezione spiegabile solo con il passaporto.
Che questo vai e vieni di genitori,poi, per i bambini sia anche divertente lo dimostra la loro contentezza quando si tratta di prendere l’aereo. «In estate andremo a un convegno in Corea. Non vedono l’ora. Sanno che incontreranno i figli dei nostri colleghi, che ormai sono diventati amichetti». Con mamma o papà poco importa, ogni congresso è buono per saltare di gioia.