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Padova, l’immunologa Viola che salva la famiglia senza casa: “Io in silenzio, ma la Cgil si è presa il merito”

Nadir e Asma Haddad con i figli 
Polemica tra la scienziata e il sindacato, che poi chiede scusa e cambia l’articolo in cui dava notizia della vicenda
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PADOVA — Nadir guarda il tigì della sera sprofondato sul divano, mentre i bambini giocano sul tappeto del soggiorno e Asia sorseggia un tè. Non è stato facile conquistare questi momenti di normalità, c’è stato un periodo in cui l’abitacolo della sua vecchia Audi A4 faceva da camera da letto, da soggiorno, e a volte anche da sala da pranzo. «Invece grazie alla signora Antonella e alla sua famiglia adesso possiamo anche noi vivere come tutti gli altri», dice Nadir, stanco ma soddisfatto dopo l’ennesima giornata di lavoro come muratore. «Adesso sento che posso costruire qualcosa per i miei figli».

Affittare agli stranieri è un problema

La donna che lui chiama “signora Antonella” è in realtà l’immunologa Antonella Viola, professoressa dell’Università di Padova, oltre che volto televisivo degli anni del Covid. La scienziata e il marito hanno comprato due case, volevano affittarle agli studenti ma quando sono venuti a sapere che c’era una famiglia che dormiva in macchina, si sono fatti avan…

PADOVA — Nadir guarda il tigì della sera sprofondato sul divano, mentre i bambini giocano sul tappeto del soggiorno e Asia sorseggia un tè. Non è stato facile conquistare questi momenti di normalità, c’è stato un periodo in cui l’abitacolo della sua vecchia Audi A4 faceva da camera da letto, da soggiorno, e a volte anche da sala da pranzo. «Invece grazie alla signora Antonella e alla sua famiglia adesso possiamo anche noi vivere come tutti gli altri», dice Nadir, stanco ma soddisfatto dopo l’ennesima giornata di lavoro come muratore. «Adesso sento che posso costruire qualcosa per i miei figli».

Affittare agli stranieri è un problema

La donna che lui chiama “signora Antonella” è in realtà l’immunologa Antonella Viola, professoressa dell’Università di Padova, oltre che volto televisivo degli anni del Covid. La scienziata e il marito hanno comprato due case, volevano affittarle agli studenti ma quando sono venuti a sapere che c’era una famiglia che dormiva in macchina, si sono fatti avanti. E adesso in una di quelle due case ci vivono Nadir Haddad con moglie e figli. Dai servizi sociali del Comune di Curtarolo, a nord di Padova, si erano sentiti dire: «Noi non siamo un’agenzia immobiliare». Mentre le agenzie immobiliari dicevano di non essere i servizi sociali. «La verità è che qua nessuno vuole affittare case agli stranieri», è la triste constatazione di Nadir, che guadagna circa 1.600 euro al mese. «Ma d’estate prendo anche di più, perché le giornate si allungano e ci sono più ore per lavorare».

Stigma e barriere sociali

È una storia di contraddizioni questa, di stigma e barriere sociali. Succede in Veneto ma è un paradigma dell’Italia di oggi. Nadir e Asma sono arrivati dalla Tunisia tre anni fa e subito sono entrati nel programma di protezione con il loro primogenito, che ora ha quattro anni. Poco più di un anno fa è arrivata la seconda figlia. Nadir si mette anima e corpo alla ricerca di un lavoro e, paradossalmente, i problemi arrivano proprio quando lo trova. Esce dal programma di protezione e diventa una lavoratore alla ricerca di una casa ma siccome è straniero nessuno gliela vuole dare. «Ci siamo ritrovati a vivere e dormire in macchina», ricorda ancora provato. La mattina portavano all’asilo il figlio più grande e poi andavano in un bar del quartiere Sacro Cuore di Padova per allattare l’ultima arrivata. «Un po’ di giorni dormivamo in auto, qualche altro giorno riuscivamo a trovare una sistemazione in qualche albergo e così siamo andati avanti fino a fine ottobre», ricorda Nadir.

Il messaggio

«Poi un giorno ci arriva un messaggio: se non trovate soluzioni venite a casa mia domenica. Firmato Antonella». Tutta la famiglia si presenta a casa della signora Antonella e apre loro la porta l’immunologa. «Ci ha ospitato per un mese intero a casa con lei e il marito», raccontano entrambi commossi. «Loro andavano via il fine settimana e lasciavano la casa tutta per noi. Molte volte abbiamo anche mangiato insieme». «Gli piaceva molto il mio cous cous», dice Asma, finalmente con un sorriso stampato in faccia. Poi un bel giorno Antonella Viola e il marito li riuniscono in soggiorno e li avvisano. «Abbiamo comprato due case: una a Limena e una a Piazzola sul Brenta. Scegliete quella che preferite». Nadir e Asma, alla fine, hanno scelto Piazzola: casetta singola, 100 metri quadrati circa, due camere, un bagno, ampio soggiorno. «Paghiamo 500 euro al mese, ne abbiamo versati mille di anticipo. Ci sembra ancora un sogno».

Il bluff della Cgil

Al bar di Sacro Cuore avevano conosciuto anche Barbara Schiavo, funzionaria della Cgil. Anche lei, in qualche modo, si era spesa per trovare loro una soluzione. Il gesto caritatevole di Antonella Viola si viene a sapere a causa di un piccolo incidente diplomatico. La Cgil scrive sul suo sito di aver risolto il problema a questa famiglia e l’immunologa, ancora fresca di rogito, si infuria e denuncia sui social: «La situazione di questa famiglia l’abbiamo risolta io e mio marito, senza ricevere alcun aiuto». Piccolo battibecco via Facebook, alla fine il sindacato si scusa. Intanto Nadir, Asma e i loro bambini possono finalmente abbracciarsi su un vero divano.

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