Il Garante multa TikTok. “Non protegge i minori dai messaggi a rischio”
di Giulia D’AleoROMA – Era lo scorso anno quando ragazzini da tutto il mondo avevano iniziato a esibirsi in una sorta di rituale: tutorial a portata di mano, due dita che stringono la pelle delle guance appena sotto lo zigomo, poi un video condiviso su TikTok per mostrare i segni violacei. La “cicatrice francese”, così si chiamava il popolare trend d’Oltralpe, aveva fatto scattare un’istruttoria dell’Antitrust, che si è trasformata ieri in una sanzione da 10 milioni di euro per la piattaforma cinese. «Inadeguati controlli sui contenuti», è l’accusa avanzata dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato. Soprattutto su quelli che mettono a rischio «la sicurezza psico-fisica di soggetti minori e vulnerabili». La piattaforma si è detta «in disaccordo», ribattendo che la “cicatrice francese” veniva cercata appena cento volte al giorno prima dell’avvio delle indagini e che da tempo «la visibilità di tali contenuti viene ridotta per gli utenti sotto i 18 anni». Eppure, una ricerca del Center for c…
ROMA – Era lo scorso anno quando ragazzini da tutto il mondo avevano iniziato a esibirsi in una sorta di rituale: tutorial a portata di mano, due dita che stringono la pelle delle guance appena sotto lo zigomo, poi un video condiviso su TikTok per mostrare i segni violacei. La “cicatrice francese”, così si chiamava il popolare trend d’Oltralpe, aveva fatto scattare un’istruttoria dell’Antitrust, che si è trasformata ieri in una sanzione da 10 milioni di euro per la piattaforma cinese. «Inadeguati controlli sui contenuti», è l’accusa avanzata dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato. Soprattutto su quelli che mettono a rischio «la sicurezza psico-fisica di soggetti minori e vulnerabili». La piattaforma si è detta «in disaccordo», ribattendo che la “cicatrice francese” veniva cercata appena cento volte al giorno prima dell’avvio delle indagini e che da tempo «la visibilità di tali contenuti viene ridotta per gli utenti sotto i 18 anni». Eppure, una ricerca del Center for countering digital hate aveva rivelato come bastino appena otto minuti perché un tredicenne venga esposto a contenuti che promuovono disturbi alimentari e poco meno di tre per quelli legati all’autolesionismo.
Come funziona l’algoritmo di Tik Tok
I milioni di minorenni che popolano TikTok, scrive l’Antitrust, sarebbero meno capaci di un adulto di distinguere la realtà dalla finzione e tenderebbero a emulare comportamenti di gruppo. Gli esempi non mancano. Di recente la piattaforma è stata invasa da migliaia di video di ragazze che assumono pose innaturali per mettere in mostra le proprie legging legs, letteralmente “gambe da leggings”. Il messaggio è tanto semplice quanto nocivo: più lo spazio tra le cosce è marcato, più sei bella. «Perché su quest’app spunta una nuova insicurezza alla settimana?» si chiede un’utente di fronte all’ennesimo trend tossico reso virale. «Il problema è che a diventare popolari sono i video che funzionano di più, non necessariamente quelli di qualità», spiega Gregorio Ceccone, educatore digitale. Dopo oltre trenta milioni di visualizzazioni, TikTok aveva deciso di correre ai ripari bandendo il termine. Ma aggirare la censura è un gioco da ragazzini: basta alterare le parole o inventare nuove definizioni.
Model diet e girl dinner, ad esempio, sono solo alcuni nomi di trend dietro cui si cela lo stesso contenuto: pasti scarsi e poveri, consigliati per avere un fisico impeccabile. In un video, una ragazza mostra un beverone proteico, una fetta di pane tostata con avocado e una banana. L’hashtag che lo accompagna è: «Cosa mangio in un giorno».
L’algoritmo poi sa benissimo cosa vuoi vedere, a volte prima di te. Se cerchi una dieta da seguire è possibile tu sia insicuro del tuo corpo e possa apprezzare i consigli delle centinaia di creator che promuovono il nose taping, tecnica che consiste nell’applicare del nastro adesivo intorno al naso ogni sera, con la promessa di rimodellarne la forma e ridurne le dimensioni.
Sotto l’hashtag virale “sephorakids”, ragazzine appena adolescenti vengono invece riprese nelle grande catene di beauty mentre testano i prodotti disposti tra gli scaffali. Emulando le influencer adulte, bambine tra i 10 e i 12 anni si cimentano poi in tutorial di skincare con creme antietà e prodotti inadatti alla loro pelle, cosmetici inclusi. Se negli Usa gli under 13 hanno la possibilità di aprire un account personale con una user experience protetta, «la scelta del Garante italiano di chiedere il blocco del social sotto quella soglia d’età è stata un’arma a doppio taglio — sostiene Ceccone –: chi riesce ad aggirare il limite ha accesso a contenuti non filtrati».