Libri scolastici filorussi, il ministero dell’Istruzione: “Avviate le verifiche”
a cura della redazione Cronaca nazionaleI libri scolastici adottati dalle scuole medie italiani che riscrivono la storia e la geografia in chiave filorussa finiscono sul tavolo di viale Trastevere. Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara fa sapere che il suo dicastero “ha avviato verifiche per appurare se i contenuti dei manuali presentano effettive criticità”, ovvero “un’impostazione faziosa e distorta della realtà storica, in favore della narrazione della Russia putiniana e dell'Unione Sovietica comunista”.
Un’iniziativa che il presidente dell’Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli, non può che apprezzare: "Accolgo con grande favore la notizia dell'accertamento che il ministero intende compiere. È evidente che far comprare libri che presentano una interpretazione così distorta della realtà è controproducente", dice. Ricordando come sia di competenza degli insegnanti scegliere i libri di testo. “E non dubito – aggiunge – che i docenti di storia effettueranno verifiche molto rigorose per non mettere in mano agli studenti una visione distorta della realtà".
Ma da dove nasce la scoperta di alcune anomalie nella narrazione storia e geografica dell’Ucraina e della “regione russa” sui sussidiari delle medie? La prima ad accorgersene è stata Tetyana Bezruchenko, cittadina italiana di origine ucraine, mediatrice culturale e fondatrice del centro Wikiraine. Anzi, più esattamente sua figlia che studiando su uno dei libri ora attenzionati ha chiesto alla mamma perché la storia dell'Ucraina, che lei ben conosceva, fosse raccontata in modo strano. Bezruchenko ha iniziato a raccogliere altri libri, grazie anche all'aiuto di Maryana Trofymova, il cui fratellino studiava su altri volumi altrettanto distorti.
«Non è giusto leggere su un libro, in grassetto, “Putin non vuole ritrovarsi accerchiato” quando si parla dei Paesi dell'Est Europa che liberamente hanno deciso di aderire alla Nato. E poche righe dopo si parla di “guerra civile” quando si parla di Donbass. Servirebbe una mobilitazione dei genitori di tutta Italia, non solo di quelli ucraini, per chiedere conto a insegnanti e dirigenti scolastici dei testi che vengono adottati», spiega ora, all’Adnkronos, Bezruchenko.
È stata lei a raccogliere le segnalazioni e coinvolgere la giornalista ucraina residente da anni a Roma Irina Cascei che a sua volta ha passato il materiale all’Osservatorio Ucraina dell’Istituto Gino Germani che sta preparando un dossier con l’inventario di tutte le stranezze che sembrano ricalcare la propaganda del Cremlino.
Ad esempio, in un volume del 2022 agli studenti è proposto un gioco: “Organizzare un viaggio in Russia”. Tra le città però non compaiono solo Mosca e San Pietroburgo ma anche Tallin, Riga, Kiev, Odessa, Leopoli.
Una delle case editrici che hanno stampato libri con una narrazione filorussa, e cioè Zanichelli, già ieri ha chiarito che “non sostiene alcun regime” e che il testo, dopo l’invasione russa in Ucraina del 2022, è stato aggiornato. Tra chi ha adottato il libro c’è ora qualche imbarazzo, ma anche la difesa della professionalità del corpo docente. "Nella mia scuola – dice ad esempio Enrica Grigoli, dirigente a Roma - c'è una libertà totale di insegnamento e su questo non c'è alcun controllo da parte mia. Sono certa che i docenti sanno arricchire anche i libri di testo, che poi vengono cambiati di anno in anno. Ma sicuramente ne parlerò con loro”.