Cronaca

Proteste negli atenei, la ministra Bernini incontra i rettori della Crui: “A loro la responsabilità delle misure da prendere. Nelle università libertà di pensiero, il limite è la violenza”

Proteste negli atenei, la ministra Bernini incontra i rettori della Crui: “A loro la responsabilità delle misure da prendere. Nelle università libertà di pensiero, il limite è la violenza”
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“Saranno i rettori a stabilire quando e dove chiedere l'intervento delle forze dell’ordine”. Milano: “Da noi impossibile controllare accessi”. Napoli: “Faremo eventi con prenotazioni e inviti”

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"Massima libertà di espressione e di pensiero ma c’è un limite: la violenza. Ognuno da ora in poi deve assumersi le proprie responsabilità”. Così la ministra Anna Maria Bernini, titolare dell’Università e della Ricerca, lasciando la sede della Crui in piazza Rondanini a Roma, dove ha incontrato gli 85 rettori degli atenei italiani.

Un incontro positivo, “andato bene”, voluto e chiesto dalla ministra dopo le proteste contro il giornalista David Parenzo alla Sapienza di Roma e il direttore di Repubblica Maurizio Molinari alla Federico II da parte di studenti per la Palestina. Ma prima che nelle università scoppiassero altre contestazioni: da Torino a Bologna, da Milano a Cagliari fino a Trieste. Con aule occupate, tensioni in strada con la risposta dei manganelli della polizia e la richiesta di tagliare ogni accordo di collaborazione interuniversitaria con Israele.

"Ciascuno rettore - ha proseguito la ministra Bernini - ha portato la propria esperienza, per elaborare le buone pratiche. Si è deciso di chiamare le cose con il proprio nome: una cosa sono i manifestanti, una gli studenti. Stiamo trovando gli strumenti per frenare le frange violente e consentire agli studenti di fruire dell'università”.

"Agli studenti – ha aggiunto Bernini – dico di non sentirsi soli, l'università è per loro, è una dimensione umana collettiva, l'università ha le porte aperte. Chi vuole manifestare può farlo responsabilmente, qui non c'è un nemico, ma non bisogna mai travalicare nella violenza. C'è grande unità, la comunità è unita, condivido il coraggio dei rettori; ognuno da ora in poi deve assumersi le proprie responsabilità, da adesso in poi ciascuno deve farlo".

Milano: “Da noi impossibile limitare gli accessi”. Napoli: “Eventi con prenotazioni e inviti”

Sull’ipotesi “militarizzazione degli atenei” chiesta da alcuni falchi del governo di destra, Bernini ha risposto: "Saranno i rettori, che hanno ringraziato le forze dell'ordine a stabilire quando e dove chiederne l'intervento. Ho chiesto loro di continuare a incontrarci, non ci sono state lamentele, stiamo cercando gli strumenti”.

Elio Franzini, che guida la Statale di Milano, entrando nella riunione ha già risposto: "In una università come la mia non si può pensare di limitare gli accessi per i dibattiti considerati a rischio, abbiamo più di 40 sedi, è tecnicamente impossibile".

Mentre il rettore di Napoli, Matteo Lorito, annuncia: “Faremo eventi con prenotazioni e inviti, questa è la conseguenza più triste. Abbiamo appena chiuso le prenotazioni per Geolier, 500 posti prenotati in pochi secondi”.

Roma Tre: “Faremo in modo non ci sia più violenza”. Zucchi: “Contrari al boicottaggio ma la critica a Israele non è antisemitismo”

Massimiliano Fiorucci da Roma Tre aggiunge: "L'università è un luogo sempre aperto al confronto, non va bene quando ci sono episodi di violenza, sia essa verbale o non verbale, quando è impedito a qualcuno di parlare; faremo in modo che questo non succeda e che ci sia un confronto anche su posizioni diverse ma dove le opinioni si possono tutte esprimere".

Mentre il rettore di Pisa, Riccardo Zucchi, spiega: "Noi a Pisa abbiamo fatto un Senato accademico aperto, siamo contrari al boicottaggio delle università israeliane perché bisogna costruire dei ponti e non barriere”. E aggiunge: “E’ stata aperta una riflessione per chiarire un concetto: criticare alcuni atti dell'attuale governo israeliano non è azione di antisemitismo o mancanza di rispetto della comunità ebraica, bisogna distinguere i popoli dalla critica di certi atti. Il clima è teso e in generale dobbiamo spingere gli studenti ad un atteggiamento dialogante".

La Crui: “Atenei luoghi del dialogo, condanniamo la violenza”

La Crui ha ribadito che “la violenza contraddice l’essenza stessa dell’università, sede naturale del pensiero critico” e ha rinnovato “la propria ferma condanna per qualunque atto teso a silenziare con la prevaricazione l’opinione altrui”. Perché "gli atenei sono comunità di studenti, docenti e personale tecnico e amministrativo che, attraverso la formazione, la ricerca scientifica e il dialogo, generano e trasmettono nuovo sapere, fondato sul confronto, anche aspro e determinato, fra tesi diverse. Argomentate e non gridate. Sostenute dall'esercizio della ragione e non imposte".

I rettori: “Ora buone pratiche per il diritto di espressione nel rispetto”

Per questo verranno adottate “buone pratiche orientate alla preservazione del diritto di esprimere qualunque opinione all’interno degli spazi universitari, nel rispetto del confronto culturale, del vivere civile e dei valori fondanti della Costituzione della Repubblica”.

Occupato il rettorato a Bologna

Intanto però la protesta non si ferma. A Bologna, dopo gli scontri in piazza di ieri e le contestazioni all’apertura dell’anno accademico, collettivi e giovani palestinesi occupano il rettorato dell'università. "Manganelli e censura?", è la domanda che si legge su uno striscione posto davanti all'ingresso. Un "presidio permanente" con l'intenzione di rimanerci e due richieste: un incontro pubblico con il rettore Giovanni Molari e, di nuovo, la richiesta che l'Unibo interrompa i contatti con Israele e le aziende belliche alla luce di quanto sta accadendo a Gaza.

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