Il silenzio del Papa all’omelia delle Palme: “Bergoglio è stanco”
di Iacopo ScaramuzziE’ il momento più importante dell’anno liturgico, e per chi celebra uno dei più impegnativi fisicamente. I cristiani commemorano la morte e risurrezione di Gesù e ieri, per la domenica delle palme che segna l’avvio della settimana santa, papa Francesco ha deciso di non leggere l’omelia. Sul sagrato un collaboratore gli si è avvicinato per porgergli gli occhiali, lui ha detto di no. Su piazza San Pietro, l’ombra delle nuvole che si alternava ai raggi di sole, è calato un silenzio di alcuni minuti.
Incertezza ma non allarme
In Vaticano si respira incertezza ma non allarme. Jorge Mario Bergoglio, 87 anni, ha diversi acciacchi. In inverno soffre periodicamente di bronchite. Proprio in questo periodo l’anno scorso fu ricoverato all’improvviso al policlinico Gemelli: ne uscì in tempo per presiedere le celebrazioni della settimana santa. Già negli anni passati, dopo il mercoledì delle ceneri all’Aventino, in una basilica di Santa Sabina sempre piuttosto gelida, è capitato che annullasse qual…
E’ il momento più importante dell’anno liturgico, e per chi celebra uno dei più impegnativi fisicamente. I cristiani commemorano la morte e risurrezione di Gesù e ieri, per la domenica delle palme che segna l’avvio della settimana santa, papa Francesco ha deciso di non leggere l’omelia. Sul sagrato un collaboratore gli si è avvicinato per porgergli gli occhiali, lui ha detto di no. Su piazza San Pietro, l’ombra delle nuvole che si alternava ai raggi di sole, è calato un silenzio di alcuni minuti.
Incertezza ma non allarme
In Vaticano si respira incertezza ma non allarme. Jorge Mario Bergoglio, 87 anni, ha diversi acciacchi. In inverno soffre periodicamente di bronchite. Proprio in questo periodo l’anno scorso fu ricoverato all’improvviso al policlinico Gemelli: ne uscì in tempo per presiedere le celebrazioni della settimana santa. Già negli anni passati, dopo il mercoledì delle ceneri all’Aventino, in una basilica di Santa Sabina sempre piuttosto gelida, è capitato che annullasse qualche appuntamento per il raffreddore.
Un recupero altalenante
Quest’anno il problema si è ripresentato a fine novembre, poi a gennaio, e di nuovo a fine febbraio, quando ha avuto una brutta influenza. Da allora si è ripreso, ma la voce è ancora affaticata. Il recupero è altalenante: a inizio marzo è andato a visitare una parrocchia romana, ha pronunciato l’omelia, improvvisato e interagito con l’assemblea, poi si è messo a confessare di persona dieci fedeli. Spesso, però, in queste settimane ha lasciato a un collaboratore la lettura del discorso che ha preparato. Ieri ha saltato l’omelia della domenica delle palme: è una possibilità prevista dai precetti liturgici, ma non era mai avvenuto.
Obiettivo: non strafare
Qualcuno ha voluto tracciare un parallelo con Giovanni Paolo II che nel 2005 non lesse l’omelia, ma la situazione era completamente diversa. Il Papa polacco era sfinito, morì di lì a poco, e in realtà già dal 2001 aveva problemi di lettura, nel 2003 non lesse i discorsi durante un intero viaggio in Slovacchia.
Nel caso di Francesco la scelta è dettata dal desiderio di non strafare. In queste settimane ha continuato a lavorare indefesso, ogni giorno riceve decine di persone, ma è consapevole che l’età avanza. Non vuole lasciare il “popolo di Dio” senza il suo pastore, soprattutto nel periodo chiave dell’anno, ma, checché ne dica una certa vulgata che lo raffigura come un gaucho anarchico, segue attentamente i consigli di medici e infermieri. L’anno scorso accettò di non andare al Colosseo per la Via crucis del venerdì, e a fine dell’anno scorso ha rinunciato, a malincuore, ad andare a Dubai per il vertice sul clima. Nelle scorse settimane si è fatto controllare a Gemelli dell’isola Tiberina. Ieri, a fine messa, ha letto regolarmente gli appelli finali dell’Angelus, ha pregato per le vittime del «vile» attentato a Mosca, per la «martoriata Ucraina», per Gaza che soffre tanto».
Tour de force pasquale
Ora è concentrato sugli appuntamenti dei prossimi giorni: la messa del crisma il giovedì mattina, e poi – il triduo pasquale – la lavanda dei piedi il giovedì pomeriggio, alla sezione femminile del carcere di Rebibbia, venerdì dapprima la rievocazione della Passione del Signore e poi la Via crucis al Colosseo, sabato sera la veglia pasquale e domenica la messa di Pasqua e la benedizione urbi et orbi (nel 2009, per dire della fatica per un Papa di una certa età, Benedetto XVI rinunciò a salire sul loggione di San Pietro e rimase sul sagrato). Un tour de force per il quale è necessario calibrare bene le energie e il fiato.
“Si ammalerebbe se si fermasse”
Pur cauto, però, Jorge Mario Bergoglio non si ferma. Non ascolta chi gli consiglia di prendersi una pausa. Come dice il nipote, il gesuita argentino José Luis Narvaja, «si ammalerebbe se si fermasse»: Bergoglio è così, si ricarica grazie agli incontri, essere prete tra le persone accende la sua creatività pastorale. L’agenda dei prossimi mesi è piena. Un documento in arrivo della Dottrina della fede per il 75esimo anniversario della dichiarazione Onu dei diritti umani, i lavori di preparazione del Sinodo e del Giubileo, gli incontri con i suoi cardinali consiglieri.
Il viaggio in Asia
E poi i viaggi: a Venezia il 28 aprile per il padiglione della Santa Sede alla Biennale, a Verona il 18 maggio e il 7 luglio a Trieste per la settimana sociale dei cattolici. Discretamente,poi, in Vaticano si lavora al viaggio in Belgio di autunno e a una trasferta che dovrebbe durare ben 13 giorni tra fine agosto e inizio settembre: Singapore, Timor Est, Papua Nuova Guinea e Indonesia. Programma light, con pochi eventi ogni giorno e lunghe pause di riposo, ma la preparazione avanza.
Acciacchi e humour
E se in Vaticano qualcuno si preoccupa, e qualcun altro maligna sui suoi malanni, papa Francesco ci scherza su. «Un tempo i Papi usavano la sedia gestatoria», ha detto l’altroieri ai dirigenti e dipendenti della Rai che ha ricevuto un’udienza. «Oggi le cose sono andate avanti», ha proseguito, e indicando la sedia a rotelle ha chiosato: «Io uso questa che è molto pratica».