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Primavera, il risveglio della zanzara: il rischio Dengue anche in Italia

Il ministero della Salute ha emanato la terza circolare dall’inizio dell’anno chiedendo alle Regioni di rafforzare i controlli
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Dengue: due milioni di casi e oltre mille morti in Brasile dall’inizio dell’anno rappresentano un record. L’Italia è ancora tranquilla: i casi della febbre tropicale trasmessa dalle zanzare sono limitati a pochi viaggiatori punti all’estero. L’inizio della primavera fa avvicinare però il risveglio delle zanzare, vettori del virus della Dengue e di altre infezioni tipiche dei climi caldi che si stanno espandendo anche in Europa.

La nuova circolare del Ministero

Il nostro Ministero della Salute è intervenuto così con una nuova circolare – la terza dall’inizio dell’anno – che chiede alle Regioni di rafforzare i controlli. Medici di famiglia e pediatri dovranno prestare attenzione ai sintomi della Dengue: febbre molto alta e dolori forti alle ossa…

Dengue: due milioni di casi e oltre mille morti in Brasile dall’inizio dell’anno rappresentano un record. L’Italia è ancora tranquilla: i casi della febbre tropicale trasmessa dalle zanzare sono limitati a pochi viaggiatori punti all’estero. L’inizio della primavera fa avvicinare però il risveglio delle zanzare, vettori del virus della Dengue e di altre infezioni tipiche dei climi caldi che si stanno espandendo anche in Europa.

La nuova circolare del Ministero

Il nostro Ministero della Salute è intervenuto così con una nuova circolare – la terza dall’inizio dell’anno – che chiede alle Regioni di rafforzare i controlli. Medici di famiglia e pediatri dovranno prestare attenzione ai sintomi della Dengue: febbre molto alta e dolori forti alle ossa. Ai centri trasfusionali si chiede di sospendere le donazioni di sangue di chi ha viaggiato in Paesi colpiti dall’infezione (soprattutto Sudamerica) o di testare le sacche raccolte. La manutenzione del verde pubblico dovrà essere particolarmente curata per ostacolare la deposizione delle uova da parte delle zanzare.

La moltiplicazione del virus

Gli istituti zooprofilattici sono chiamati infine a rafforzare i monitoraggi sulla diffusione di questi insetti. “Le zanzare, pungendo una persona che è stata infettata e si trova nella fase contagiosa, assimilano il virus. Se fa sufficientemente caldo lo fanno moltiplicare nel loro organismo. Pungendo un’altra persona, trasmettono poi l’infezione”, sintetizza Michele Dottori, veterinario dell’Istituto Zooprofilattico della Lombardia ed Emilia Romagna, responsabile del piano regionale di monitoraggio delle zanzare. “Per ora è presto però. Non fa ancora abbastanza caldo perché le zanzare ricomincino a circolare”.

I monitoraggi partono in anticipo

Avremo probabilmente un altro mese di tregua. “Visto l’allarme però quest’anno partiremo in anticipo con i monitoraggi” spiega Fabrizio Montarsi, entomologo dell’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie. “Usiamo delle trappole per catturare le zanzare, poi le testiamo per vari virus come West Nile, Dengue e Zika. Normalmente iniziamo a metà maggio, ma quest’anno partiremo all’inizio del mese. Dal 2018 piazziamo trappole anche accanto a porti e aeroporti per catturare le zanzare arrivate a bordo di navi o aerei. Non prevediamo il futuro, ma quest’anno i presupposti per una stagione movimentata ci sono tutti”.

L’epidemia in Brasile

In Brasile una campagna vaccinale che ambiva a essere di massa – in realtà è rimasta confinata al 10% dei comuni – non è riuscita ad arginare un’epidemia che potrebbe proseguire fino a maggio, alimentata da caldo ed espansione dei grandi centri urbani.

La crescita della Dengue nel mondo e in Italia

Dall’inizio del millennio, in tutto il mondo, secondo l’Oms i casi di Dengue nel mondo sono cresciuti di 8 volte: da 500mila a 4,2 milioni nel 2018 (quest’anno se ne prevedono 4 milioni solo in Brasile). In Italia nel 2023 si sono registrate 360 infezioni di Dengue (con una vittima), di cui 82 autoctone: non acquisite da viaggiatori all’estero, ma tramite punture di zanzare locali infette. Quest’anno si sono registrati solo casi di Dengue importati. “Quando una persona viene infettata – spiega Dottori – la si isola in casa mentre si procede a una disinfestazione dell’abitazione e dei paraggi”. È appena avvenuto a Busto Arsizio, dove un viaggiatore tornato con la Dengue si è visto spruzzare per tre giorni spray antizanzare in casa e nel raggio di 200 metri. Saranno scene sempre più usuali, per via del cambiamento climatico.

L’habitat delle zanzare tropicali esteso all’Europa meridionale

Uno studio dello zooprofilattico delle Venezie, condotto insieme a varie università italiane e brasiliane e appena pubblicato su The Lancet Planetary Health, prevede che l’habitat di alcune zanzare tropicali si estenda anche all’Europa meridionale, insieme alle relative malattie. “La Dengue da noi è trasmessa dalla zanzara tigre”, spiega Dottori. “È una specie di origine tropicale che però da anni è stabile anche in Italia”. Vive soprattutto nei centri urbani e ha bisogno di una temperatura più alta rispetto alla zanzara tradizionale del nostro Paese (la Culex pipiens), che preferisce le campagne. “La zanzara tigre è meno competente – cioè meno efficiente – rispetto alla zanzara Aedes aegypti che sta diffondendo l’infezione in Sudamerica” prosegue Dottori. “Negli anni passati abbiamo avvistato qualche Aedes aegypti in Italia, ma sono stati casi sporadici, che non hanno attecchito. Speriamo che continui così”.

L’altra infezione tropicale in Italia: la West Nile

Un’altra infezione tropicale ormai di casa in Italia è la febbre West Nile - 283 casi e 17 decessi nel 2023 – trasmessa dalla Culex pipiens e probabilmente pronta a rialzare la testa anche quest’anno.

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